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di Matteo Ciacci

“I soldi del Mes non sono regalati, il Mes ci impone dei limiti che dovrà pagare pure mio figlio fra trent’anni”, ha detto Stefano Buffagni, (M5s), viceministro dello Sviluppo Economico a 24Mattino su Radio 24.  “Si tratta di ulteriore debito che verrebbe dato in cambio di alcuni  limiti che sono previsti dai Trattati. Allora o si cambiano i Trattati, oppure sono solo parole”, ha aggiunto. ”Se la Spagna e il Portogallo lo vogliono utilizzare è una legittima scelta, ma noi non vogliamo farlo. Non capisco perché dobbiamo farci da soli il cappio, con una corda che vogliono darci in un momento di difficoltà per strozzarci tra un po’ di tempo. Noi abbiamo bisogno di uno strumento che permetta all’Italia e a tutta l’Europa di ripartire. Credo comunque che Berlusconi abbia fatto un’ azione di chiarezza spiegando che il Mes sia stato concordato quando c’era il suo insieme alla Lega e Fratelli d’Italia.

Gli eurobond devono servire a far ripartire il Paese e l’Europa. L’Europa deve ripartire tutta unita” ha proseguito Buffagni, oppure “questo continente pagherà un conto salatissimo perché  abbiamo due player come Cina e Stati Uniti ci schiacceranno alla velocità della luce. L’Olanda da sola sul mercato è una pulce, da soli siamo meno forti che all’interno di un’Europa che decide di ripartire unita. Quindi non vedo perché per egoismi dobbiamo continuare a fare ragionamenti da nani da giardino. Nessuno sta chiedendo agli altri Paesi di prendersi in carico il nostro debito”. Poi sul recente scambio di opinioni sul fatto che Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone, appena entrato nella tak force del Governo, possa o meno fare il ministro, Buffagni ha risposto: “Lasciamolo lavorare tranquillo è stato appena nominato. È una scelta utile, può dare un contributo importante per affrontare la fase della riapertura. Non credo debba diventare ministro, sarebbe un problema politico grosso come una casa. Il Paese ha bisogno del contributo di tutti e da tante realtà diverse”. E riguardo ad alternative al Pd e Forza Italia sull’utilizzo del Mes ha concluso: “Non vedo alternative a una maggioranza senza M5s”, commentando le voci su un possibile nuovo asse tra Pd e Forza Italia sull’utilizzo del Mes”.

Che cos’è il Mes

Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati, è un’organizzazione internazionale a carattere regionale nata come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro, istituita per trattato dagli Stati membri della zona euro per fondare un’organizzazione internazionale con sede in Lussemburgo, che avrebbe dovuto fungere da fonte permanente di assistenza finanziaria per gli Stati membri in difficoltà finanziaria, con una capacità di prestito massima di € 500 miliardi.

La decisione di istituire il meccanismo “fu presa da Ecofin il 9-10 maggio 2010″ e poi a livello di Consiglio europeo il 25 marzo 2011 e sostituiva due precedenti programmi di finanziamento temporanei dell’UE: lo strumento europeo di stabilità finanziaria (FESF) e il meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (EFSM).

Il Trattato che istituisce un Meccanismo europeo di stabilità era stato sottoscritto dai 17 Paesi dell’eurozona il 2 febbraio 2012, in una nuova versione che supera quella sottoscritta l’11 luglio 2011 (che non è stata avviata a ratifica in nessun paese dell’eurozona) ampliandone sia l’ammontare massimo di risorse disponibili sia la tipologia delle operazioni consentite”. Il Consiglio Europeo di Bruxelles del 9 dicembre 2011, infatti, con l’aggravarsi della crisi dei debiti pubblici aveva deciso l’anticipazione dell’entrata in vigore del fondo, inizialmente prevista per la metà del 2013, a partire da luglio 2012.

Successivamente, però, l’attuazione del fondo è stata temporaneamente sospesa in attesa della pronuncia da parte della corte costituzionale della Germania sulla legittimità del fondo con l’ordinamento tedesco.

Il trattato stabiliva che l’organizzazione sarebbe stata istituita se gli Stati membri che rappresentavano il 90% dei suoi requisiti patrimoniali originari avessero ratificato il trattato istitutivo. Questa soglia poteva essere superata con la ratifica della Germania, ma ciò non avvenne prima di una pronuncia del supremo organo giurisdizionale tedesco. La Corte Costituzionale Federale tedesca sciolse il nodo giuridico il 12 settembre 2012, quando si è pronunciata, purché venissero applicate alcune limitazioni, in favore della sua compatibilità con il sistema costituzionale tedesco. Pertanto, il Bundestag autorizzò la ratifica il 27 settembre 2012, portando il trattato in vigore a tale data per i sedici Stati che avevano ratificato l’accordo. Il MES ha perciò iniziò le sue operazioni dopo una riunione dell’8 ottobre 2012.

 Italia12/7/2012Approvata dal Senato della Repubblica191 si, 15 astenuti e 21 no25/9/2012
19/7/2012Approvata dalla Camera dei deputati380 sì, 36 astenuti e 59 no
23/7/2012Promulgata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Funzionamento

Il MES sostituisce il Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) e il Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF), nati per salvare dall’insolvenza gli stati di Portogallo e Irlanda, investiti dalla crisi economico-finanziaria. Il MES è attivo da luglio 2012 con una capacità di oltre 650 miliardi di euro, compresi i fondi residui dal fondo temporaneo europeo, pari a 250-300 miliardi.

Il MES è regolato dalla legislazione internazionale e ha sede in Lussemburgo. Il fondo emette prestiti (concessi a tassi fissi o variabili) per assicurare assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà e acquista titoli sul mercato primario (contestualmente all’attivazione del programma Outright Monetary Transaction), ma a condizioni molto severe. Queste condizioni rigorose “possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite” (art. 12). Per gli stati che non dovessero rispettare le scadenze di restituzione i cui proventi, possono essere attuati, interventi sanzionatori. Per esempio è previsto, tra le altre cose, che “in caso di mancato pagamento, da parte di un membro dell’Esm, di una qualsiasi parte dell’importo da esso dovuto a titolo degli obblighi contratti in relazione a quote da versare che questo membro non eserciti i propri diritti di voto per l’intera durata di tale inadempienza” (art. 4, c. 8).

Il fondo è gestito dal Consiglio dei governatori formato dai ministri finanziari dell’area euro, da un Consiglio di amministrazione (nominato dal Consiglio dei governatori) e da un direttore generale, con diritto di voto, nonché dal commissario UE agli affari economico-monetari e dal presidente della BCE nel ruolo di osservatori. Le decisioni del Consiglio devono essere prese a maggioranza qualificata o a maggioranza semplice (art. 4, c. 2).

Il MES emette strumenti finanziari e titoli, simili a quelli che il FESF emise per erogare gli aiuti a Irlanda, Portogallo e Grecia (con la garanzia dei paesi dell’area euro, in proporzione alle rispettive quote di capitale nella BCE), e può acquistare titoli di stati dell’euro zona sul mercato primario e secondario. Il fondo può concludere intese o accordi finanziari anche con istituzioni finanziarie e istituti privati. È previsto l’appoggio anche delle banche private nel fornire aiuto agli stati in difficoltà. In caso di insolvenza di uno Stato finanziato dallo MES, quest’ultimo ha diritto a essere rimborsato prima dei creditori privati

Indennità 600 euro avviati pagamenti per i lavoratori stagionali, dello spettacolo e gli autonomi

Prosegue il pagamento delle indennità 600 euro, nella giornata di domani (16 aprile) saranno accreditati pagamenti per altri 700.000 lavoratori. Avviati anche i pagamenti per i lavoratori stagionali e i lavoratori autonomi dello spettacolo. Sommati con i pagamenti già accreditati oggi, l’Inps, con il supporto dei sistemi di pagamento del MEF e della Banca d’Italia, ha perfezionato l’accredito delle indennità nei confronti di 2.500.000 lavoratori, oltre il 60% di quelli che hanno fatto domanda. Nello specifico, i pagamenti in totale hanno interessato i lavoratori autonomi (67%), i lavoratori agricoli (17%), i liberi professionisti e collaboratori iscritti alla Gestione separata (10%), i lavoratori stagionali (4%) e i lavoratori autonomi dello spettacolo (1%). I pagamenti, dice una nota di Inps, continueranno nel corso della settimana.


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