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Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo

di Matteo Ciacci

È in corso una riunione del premier Giuseppe Conte con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e i capi delegazione di maggioranza. L’incontro precede il Consiglio dei ministri convocato per l’approvazione del documento di economia e finanza e della relazione al Parlamento sullo scostamento di bilancio. Con il presidente del Consiglio sono riuniti Dario Franceschini, Roberto Speranza, Alfonso Bonafede e Teresa Bellanova, insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.

‘The day after’ l’annuncio di Conte riguardo la decisione presa con l’Eurogruppo riguardo il Recovery Fund, il senatore Matteo Salvini scrive su Facebook: “Approvato il MES, una drammatica ipoteca sul futuro dell’Italia e dei nostri figli. Di tutto il resto, come il Recovery Fund, si parlerà solo più avanti, ma già si delinea una dipendenza perenne da Berlino e Bruxelles. Sconfitta, fallimento, disfatta, oltretutto avendo impedito al Parlamento di votare, violando la legge. Le promesse del governo di non usare il MES? Gli impegni, gli attacchi, le promesse di Conte? Erano solo FAKE NEWS”. Commento che arriva dopo quello di ieri in diretta su 7 Gold con il quale Salvini ha manifestato il suo rammarico nei confronti di Berlusconi, che si è detto pronto a votare sì al Mes. “Mi è dispiaciuto sentire parole non dico di sostegno, ma di vicinanza ad alcune scelte fatte dal Governo di sinistra sul Mes. Anche gli elettori di centrodestra, di Forza Italia e della Lega vogliono compattezza, unità, un’alternativa a una sinistra che sui temi dell’economia non è all’altezza”, ha aggiunto Salvini.

“Cari colleghi del M5S, ci sono momenti in cui la storia chiama, ci sono momenti in cui si viene messi di fronte a un bivio e dobbiamo decidere da che parte stare. Abbiamo presentato un ordine del giorno che non lascia spazio a libere interpretazioni: o sì o no al MES. Oggi dovrete scegliere se stare con chi vuole svendere l’Italia o con chi vuole difenderla”, queste le parole della leaderdi Fdi, Giorgia Meloni sul suo profilo Fb. Mentre alla Camera oggi ha detto: “Ieri si è tenuto il Consiglio Europeo, la nostra impressione è che l’Italia sia purtroppo uscita sconfitta da questo importante appuntamento. Noi avevamo apprezzato le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che aveva detto di considerare come obiettivo importante per l’Italia in questo Consiglio Europeo il ‘no al Mes e il sì agli Eurobond’, il presidente Conte è tornato dalla riunione dell’Eurogruppo e ci è stato comunicato che è stato deciso il ‘sì al Mes e il no agli Eurobond’, ciononostante abbiamo assistito a molti comunicati-stampa di giubilo di entusiasmo da parte dei membri della maggioranza del PD, del MoVimento 5 Stelle. È possibile che io mi sbagli”, ha proseguito la Meloni, se stanno arrivando i soldi che ci servono ad aiutare le famiglie, le imprese di questa nazione, io non posso che dire che bene, ma se quei soldi non arrivano vuol dire che drammaticamente abbiamo ragione noi e che il Consiglio Europeo si è risolto in un nulla di fatto. Io credo che sia sotto gli occhi di tutti il fatto che l’Europa ci sta spingendo in un angolo dall’inizio di questa pandemia, l’Europa ha fatto di tutto per spingerci in un angolo. Avere oggi un documento che dice che del Recovery Fund se ne parlerà più avanti, dove non viene citata la Banca Centrale Europea vuol dire che il bazooka della Banca Centrale Europea non è uno strumento strutturale per affrontare la crisi che significa che la Banca Centrale Europea può smettere domani di comprare titoli di Stato italiani, ma in compenso c’è il Mes. Tutto ci spinge”, ha aggiunto Meloni, “verso l’attivazione del fondo salva stati, e il fondo salva stati è una trappola per topi anche drammaticamente nella sua versione cosiddetta ‘light’ perché i prestiti hanno sempre delle condizioni. E infatti il direttore del fondo salva stati qualche giorno fa ci ha chiarito senza mezzi termini che le condizioni light valgono fino alla fine dell’emergenza e che per loro l’emergenza finisce fra un anno. Pensiamo di restituire eventualmente 36 miliardi di euro in un anno? E se noi non restituiamo 36 miliardi di euro in un anno vuol dire che fra un anno mentre noi ancora dobbiamo restituire i soldi che ci hanno prestato, le condizionalità diventano condizionalità pure e ci entra la Troika dentro casa. “E quando ti entra la Troika dentro casa”, ha precisato Meloni, “lo sanno bene i greci significa manovre lacrime e sangue, spendere tutti i propri gioielli, significa probabilmente essere costretti alla ristrutturazione del debito, significa il default delle banche, significa vedere sparire i soldi dai conti correnti. L’hanno visto bene i greci e io non ci voglio arrivare a questi scenari che conosciamo bene. Io penso che sia quest’aula a dovere decidere ed è la ragione per la quale noi abbiamo presentato questo ordine del giorno. Non è detto che l’Italia debba accedere al fondo salva-stati. Voglio credere alla maggioranza che dice che non vuole attivare il fondo salva stati. Ma vorrei che lo decidesse questo Parlamento. Sono disponibile a ritirare la mia firma su questo ordine, sono disponibile a fare sì che la prima firma sia di un collega del Movimento 5 Stelle e non vi dovreste dividere, dovreste votare compatti insieme a noi perché signori c’è un momento in cui la storia chiama, molti di voi si sono candidati perché volevano fare la differenza perché volevano salvare l’Italia. Questo è il momento in cui potete farlo perché c’è un giorno in cui veniamo messi di fronte a un bivio e dobbiamo decidere secondo la nostra coscienza da che parte vogliamo stare e noi non staremo dalla parte di chi vuole svendere l’Italia”.

Sì all’aggiornamento del Protocollo sulle misure di contrasto al Covid-19

 Dopo un confronto andato avanti tutta la notte, le parti sociali hanno raggiunto l’intesa, con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo sull’aggiornamento del Protocollo sulle misure di contrasto al Covid-19. Implementate le misure per il rientro, dai dispositivi di protezione alle sanificazioni, dallo smart working alle postazioni distanziate.

“È un ulteriore passo avanti per garantire alle nostre imprese di ripartire”, ha dichiarato il ministro Catalfo

Prevista anche la sospensione temporanea per le imprese che non applicano le regole. Il “lungo confronto” con le parti sociali “si è concluso in modo proficuo e positivo. Un confronto dal quale, in vista dell’avvio della fase 2, la tutela della salute di tutti i lavoratori, la bussola che ci ha sempre guidati, esce ulteriormente rafforzata”, ha commentato il ministro.


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