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di John Parker

I nuovi casi di contagi da Coronavirus non sono tanti ufficialmente sono solo 5 e fa specie che ora in Cina siano così leziosi nei confronti dell’Occidente da arrivare al punto di avvertire immediatamente dei rischi della diffusione del nuovo ceppo di virus, proprio ora che il Paese ha ripreso la sua normale attività. L’unica notizia certa per ora è che le 5 persone contagiate vivono tutte nello stesso complesso residenziale. “Attualmente, il compito di prevenzione e controllo delle epidemie in città è ancora molto pesante”, ha affermato l’autorità sanitaria di Wuhan in una nota. “Dobbiamo contenere risolutamente il rischio di un nuovo picco”. Tutti gli ultimi casi confermati sono stati precedentemente classificati come asintomatici, ossia si tratta di persone che risultano positive al virus e che non sono in grado di infettare altri, ma non mostrano segni clinici come per esempio la febbre oltre i 37 gradi e mezzo che è stato da subito il primo campanello di allarme. Quanti siano gli asintomatici in Cina non è noto, anche perché le autorità sanitarie non potrebbero fare i test a un miliardo e mezzo di persone. A Wuhan, tanto per rendere l’idea, nell’ultimo mese i test sono stati fatti solo un un paio di centinaia di persone asintomatiche. Un campione esiguo rispetto alle migliaia di persone testate a febbraio. Al momento i contagiati ufficiali e non ufficiosi risultano 82.918 e i morti registrati nella Cina continentale sono stati 4.633. E anche in questo caso si parla di dati ufficiali diramati dal governo cinese. “Venerdì”, scrive il Daily Mail, ” il governo ha dichiarato che la Cina riaprirà gradualmente cinema, musei e altri luoghi ricreativi, anche se saranno previste restrizioni tra cui prenotazioni obbligatorie e un limite di numeri. Shanghai ha già riaperto alcuni locali notturni come le discoteche. Lunedì Walt Disney ha riaperto il parco Disneyland di Shanghai e ha permesso l’entrata a un numero ridotto di visitatori. Shanghai Disneyland è diventato il primo resort Disney a riaprire dopo la chiusura per fermare la diffusione del Coronavirus. Anche la Corea del Sud sta affrontando un’ondata di nuovi casi, anche se lì i contagi pare siano stati causati da un uomo che aveva frequentato la stessa sera tre locali differenti.

Nella città di Shulan, nella provincia di Jilin, nella Cina nord-orientale, migliaia di residenti, per la precisione 6000.000 sono attualmente in stato di blocco dopo che è stato rilevato un gruppo di infezioni e da loro ora vigono le regole alle quali i cinesi dovevano attenersi durante la fase di picco del virus.  Si esce solo per acquistare cose essenziali, quali il cibo, e l’autorizzazione viene concessa a un solo membro di una famiglia. La provincia di Heilongjiang è anche in allerta per un ritorno del virus. “Un paziente di 70 anni ad Harbin, capitale dell’Heilongjiang”, scrive il Daily Mail, “è risultato negativo sette volte prima che i risultati diventassero positivi”.

Negli Stati Uniti i morti sono arrivati a quota 79.522

Gli Stati Uniti hanno registrato 776 ulteriori decessi per il Coronavirus in 24 ore, l’incremento più basso da marzo, portando il totale a 79.522 morti. Lo rende noto l’università americana Johns Hopkins, secondo cui i casi totali di positività registrati nel Paese hanno raggiunto quota 1.329.072. In una intervista alla Fox, il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin ha previsto che “il tasso di disoccupazione, ora al 14,7%, potrebbe presto avvicinarsi al 25%”, e ha precisato, “che non riaprire le attività produttive potrebbe causare un danno economico ‘permanente’, ponendo un rischio più grande di quello di una ripartenza”.

In Italia continuano sulla Cassa integrazione

“Ci sono difficoltà vere e inaccettabili sull’erogazione della cassa integrazione”, ha detto Antonio Misiani, vice-ministro dell’Economia, a 24Mattino su Radio 24. “Parte di questi lavoratori non ha ancora ricevuto nulla e, come annunciato dal Presidente del Consiglio, interverremo in questo decreto per semplificare e accelerare le procedure in particolare per la cassa integrazione in deroga che è gestita insieme alle regioni che si sono mosse con velocità differenti da regione a regione. Ci sono ritardi da colmare, una arretratezza di alcuni ambiti della Pa, ma in alcuni ambiti però la risposta è stata all’altezza”. Sul fronte contagi Misiani ha aggiunto: “Siamo in una condizione di emergenza sanitaria siamo appena entrati in una Fase 2 che ha degli elementi di incertezza. I dati sui contagi stanno migliorando, ma non possiamo dire di essere fuori da questa disastrosa pandemia. Credo che in questa fase sia necessaria la massima coesione nazionale, come accade in tutti i Paesi europei e concentrarsi sulle cose da fare, che oggi sono aiutare le famiglie e le imprese a superare questa emergenza. Poi magari, quando saremo in una condizione di maggiore normalità, potremmo riprendere tutte le riflessioni e le dinamiche politiche che ci hanno accompagnato fino a gennaio. Ma oggi ha poco senso fare quel tipo di ragionamento”.  

“Il rilancio Fondo perduto ha senso ora”

“L’intervento a fondo perduto è molto consistente ed è legato alle perdite delle imprese, alla riduzione di fatturato, agli aiuti che devono essere dati innanzitutto a chi ha maggiormente sofferto delle conseguenze economiche della crisi del Coronavirus”, ha aggiunto Misiani. “E sappiamo chi ha sofferto di più ora e non lo sapevamo due mesi fa, perché’ adesso abbiamo i dati dell’impatto dell’emergenza sanitaria settore per settore. Se si vuole essere selettivi, e noi lo vogliamo perché comunque stiamo parlando di risorse pubbliche, è giusto utilizzare i soldi dei contribuenti nel momento in cui si ha una prima conoscenza dell’impatto, che è differenziato settore per settore”. Sul fronte della lentezza di una parte del sistema bancario Misiani ha detto: “Ci sono responsabilità di una parte del sistema bancario che sta rispondendo con inaccettabile lentezza, ci vuole una assunzione di responsabilità da parte di tutti. Il provvedimento sui prestiti garantiti al 100% dallo Stato è auto applicativo e con una procedura semplificata poi ci sono banche che erogano questi finanziamenti in 72 ore e altre che per il modo in cui hanno organizzato i processi interni e le verifiche che chiedono alle imprese ci mettono molto più tempo”.  

“Fase 2 riflessione in corso su rata giugno Irap”

“C’è una riflessione in atto sul pagamento della rata Irap di giugno”, ha detto ricalcando il fronte aiuti economici. “C’è una proposta che è stata resa pubblica ieri dal ministro Gualtieri, penso che entrerà nella lista degli interventi del decreto che verrà approvato dal Consiglio dei Ministri. Sul legame con il meccanismo europeo di stabilità, non credo ce ne sia uno diretto perché il decreto che verrà approvato spero oggi è finanziato con lo scostamento già chiesto e approvato dal Parlamento per 55 miliardi di euro che non è connesso con il Mes”.


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