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Il primo ministro Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping in una riunione bilaterale. 
(Foto del file: Twitter | @MEAIndia)

di Colin Anthony Groves

In questi ultimi mesi l’acredine del presidente Usa Donald Trump verso la Cina, a suo avviso responsabile della pandemia causata dal Coronavirus 19, cresce in maniera proporzionale all’empatia che mostra invece nei confronti del primo ministro indiano Narendra Modi che gli ha chiesto una mano per risolvere la disputa sul confine indo-sinino. “Non ci sono stati contatti recenti tra Modi e il presidente degli Stati Uniti Trump. L’ultima conversazione tra loro è stata il 4 aprile 2020, sul tema dell’idrossiclorochina “, riferiscono i media locali. Ma Trump, mai come adesso che è in aperta lotta con la Cina, ci tiene a pavoneggiare la sua simpatia nei confronti dell’India che vanta una popolazione, copiosa tanto quella della Cina, che conta 1,4 miliardi di abitanti e un esercito molto potente. Ieri Trump con un’insolita dichiarazione, facendo riferimento a un suo breve colloquio con Modi, ha detto di non averlo trovato “di buon umore” a causa della disputa nata per il confine tra India e Cina”. E poi ha aggiunto: “Mi piace Modi. Mi piace molto il primo ministro indiano. È un grande gentiluomo”.

“Abbiamo informato sia l’India sia la Cina che gli Stati Uniti sono pronti, disposti e in grado di mediare o arbitrare la loro disputa sulle frontiere che ormai infuria. Grazie !, ”, ha twittato mercoledì Trump

Mercoledì, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha dichiarato che sia la Cina sia l’India hanno meccanismi e canali di comunicazione adeguati per risolvere i problemi attraverso il dialogo e le consultazioni, in pratica lasciando intendere che l’aiuto di Trump non è assolutamente necessario ed evidentemente anche gradito. Il presidente americano in passato aveva offerto il suo aiuto sulla questione del Kashmir, ma all’epoca Nuova Delhi lo aveva respinto”. Diverse aree lungo il LAC in Ladakh e nel Sikkim settentrionale hanno recentemente assistito a un forte aumento di forze militari da parte degli eserciti indiano e cinese, evidenziando un chiaro segnale di crescente tensione e indurimento delle rispettive posizioni da entrambe le parti, scrive Thestatesman.com.

Il LAC lungo quasi 3.500 km è il confine di fatto tra i due paesi

La situazione nel Ladakh orientale si è deteriorata dopo che circa 250 soldati cinesi e indiani il 5 maggio scorso si sono confrontati in un violento confronto, che ha avuto il triste epilogo di una conta di oltre 100 soldati feriti, sia indiani e sia cinesi, incidente che è stato seguito da uno simile nel Nord Sikkim il 9 maggio. Gli Stati Uniti hanno accusato la Cina di impegnarsi in attività militari e paramilitari provocatorie e coercitive con i paesi vicini, tra cui l’India. Inoltre Trump continua a ritenerli responsabili per la diffusione del Coronavirus. Per ora la Cina incassa, ma di sicuro non dimentica, e a breve potrebbe presentargli il conto.


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