•  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

di Matteo Ciacci

Contributi a fondo perduto subito e riduzione del peso fiscale fino a tutto il 2021. Ecco la strada indicata da Maurizio Pasca, Vicepresidente di Fipe – Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, in un intervento che guarda sia al presente che al futuro tenuto oggi di fronte alla X Commissione del Senato della Repubblica. Un messaggio alla politica affinché intervenga per sostenere e rilanciare un settore composto da centinaia di migliaia di micro imprese, in molti casi a conduzione familiare, che con il loro giro d’affari da 90 miliardi di euro rappresentano una delle componenti essenziali dell’offerta turistica nazionale. “Il settore dei pubblici esercizi come nessun’altro si basa sulla socialità, ad oggi negata. Ecco perché è indispensabile incentivare il delivery e il take away anche attraverso una politica fiscale mirata“, afferma Pasca. “Così come è necessario abbattere il cuneo fiscale a carico delle imprese per cercare di tutelare le professionalità presenti nel settore. Parallelamente il legislatore deve adottare regole comuni per tutti coloro che fanno ristorazione nel nostro Paese: criteri di ingresso e permanenza minimi nel mercato, parametri minimi di solidità finanziaria, qualificazioni professionali reali per un settore che identifica più di ogni altro il Made in Italy. Servono, insomma, standard uniformi di qualità per tenere il mercato al riparo dagli improvvisati e dalla concorrenza sleale”. E sul fronte fiscale ha aggiunto: “Chiediamo l’esenzione dal pagamento dell’Imu per tutte le attività di ristorazione e intrattenimento per l’intero 2020, la distribuzione di finanziamenti a fondo perduto ai locali, come le discoteche, tutt’oggi impossibilitati a riaprire, la riduzione del peso fiscale delle imposte locali, Tosap, Cosap e Tari, per quest’anno e per il 2021 a tutti i pubblici esercizi. Si tratta di Interventi necessari per accompagnare l’intero settore nella ripresa dopo il disastro determinato dal Covid 19. Senza un intervento poderoso”, ha concluso Pasca, “lo Stato si ritroverà a fare i conti con una sensibile riduzione del gettito fiscale, determinato dalla morte di decine di migliaia di imprese. Oltre a un salvagente immediato da lanciare agli imprenditori, ribadiamo quanto sia necessario un ripensamento ad ampio raggio che tenga conto del deterioramento economico e di una ridotta capacità di spesa da parte dei cittadini”.

Riapertura il 3 giugno. Nuovi contagi? “Un rischio c’è e sarebbe sbagliato non riconoscerlo“, ha detto il ministro del Ministero della Salute

“Un rischio c’è e sarebbe sbagliato non riconoscerlo, è chiaro che un rischio lo stiamo assumendo poiché il rischio zero ora non esiste, ma ci arriveremo solo quando ci sarà il vaccino. Fino ad allora si tratta di assumersi dei rischi ponderati e di provare a gestire una fase diversa”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza a ‘1/2 ora in più’ a proposito della riapertura della mobilità infra regionale dal 3 giugno. Per “il rischio zero avremmo dovuto conservare un lockdown assoluto per mesi, ma il Paese non avrebbe retto”. Speranza poi ha parlato anche di un Paese diviso a metà, a due velocità. “Il nord ha pagato il prezzo più alto, ma ora il trend di tutte le regioni va nella direzione giusta. Al momento i dati ci dicono che è vero che ci sono differenze quantitative, ma la tendenza di tutte le regioni va nella direzione giusta ed è in discesa”. Il ministro ha sottolineato l’importanza delle misure di distanziamento e delle precauzione “che saranno determinanti. Abbiamo avuto una fase difficilissima e siamo stati i primi a dover prendere decisioni durissime”, ha detto Speranza, “ma il Coronavirus non è finito, è un’onda che si sta spostando ma non è scomparso. Dunque, le norme resteranno. Dal 4 maggio i dati sono progressivamente migliorati e nonostante le aperture prudenti e graduali, comunque la curva non si è rialzata ma ha continuato a piegarsi dal lato giusto. Ma guai a cantar vittoria e pensare che tutto sia finito”.

In attesa di un provvedimento nazionale, un altro Dpcm che interrompa il blocco”, in vista della riapertura del 3 giugno, il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha di nuovo sottolineato il suo sdegno nei confronti di quei Paesi che trattano come reietti quelli che hanno dovuto fare i conti, loro malgrado, con un alto numero di contagi. “Non si giustificano atteggiamenti da parte degli altri Paesi europei che siano punitivi verso l’Italia, perché la situazione attuale dell’Italia è di livello superiore rispetto alla media degli altri paesi dell’Ue”, ha poi concluso Speranza.


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Translate »
error: Content is protected !!