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di Patricia Sinclair

Quest’anno le vacanze in barca hanno registrato un record di preferenze. Tanti sono stati coloro che hanno scelto di noleggiare una barca e tanti sono stati anche coloro che hanno scelto di mettere la propria imbarcazione al servizio del noleggio. Per saperne di più di questa nuova tendenza What-u ha contattato il titolare di una nota impresa di noleggio a Porto Cervo, la Spectra Yacht. Lui si chiama Riccardo Satta, nel settore è uno tra i più rinomati e corteggiati, e tra l’altro ha anche il vanto di avere anche un’affascinante sorella, Melissa Satta e un cognato che è un famoso calciatore, Kevin-Prince Boateng. «La mia avventura alla Spectra Yacht è iniziata 10 anni fa, quando mi occupavo assiduamente anche di altre attività immobiliari in coppia con Claudio, un mio carissimo amico ora ex socio, perché poi ha preferito fare il comandante di una delle barche della nostra flotta. Poi 5 anni fa», racconta Riccardo, «ho deciso, gioco forza, anche per la mole di lavoro sopraggiunta, di dedicarmi prettamente al mondo del charter e quindi della mia società, che ha sede a Porto Cervo, dove io vivo con la mia famiglia».

Immagino che lei non si sia improvvisato da un giorno all’altro imprenditore di un’attività così particolare e non semplice da svolgere?

«Assolutamente no. Il mio know how è ultraventennale e poi ho un’ottima conoscenza del territorio, che è fondamentale per fare questo lavoro che è molto articolato. Perché organizzo tutte le uscite di ogni singola barca, da quella più piccola di 10 metri per una singola giornata in mare, per quelle che io chiamo le mini vacanze galleggianti, allo yacht di 63 metri».

Com’è nato questo progetto?

«Io ho un background professionale nel mondo della vela che ho praticato prima come allievo e poi diventandone istruttore. Poi vedendo lo sviluppo di nuovi sbocchi professionali ho colto la possibilità di dedicarmi a un’attività a metà strada fra l’attività che svolgevo precedentemente di intermediazione immobiliare con un’agenzia di famiglia e l’esigenza di occuparmi di navigazione da diporto, grazie anche ai contatti maturati strada facendo. Il vantaggio è stato che il turismo, in questi ultimi anni sempre più alla ricerca di forme di leisure legate alla nautica da diporto privata, ha incentivato anche quella prettamente commerciale, facendo nascere molte società armatrici che hanno investito nella nautica con l’acquisto di imbarcazioni piccole medie o mega yacht per circuiti specifici professionali destinati al noleggio di charter a livello mondiale».

Sicuramente con una domanda in crescita grazie all’interesse di una clientela elitaria…

«Certo che è quella che oggi può avere accesso a questi servizi di lusso con preferenza per alcune località nel bacino del Mediterraneo e per i Caraibi».

Chissà che organizzazione c’è dietro…

«Grande e complessa, sia sul fronte logistico sia su quello organizzativo perché io nel ruolo di intermediario, divento un trait d’union tra il cliente che deve imbarcarsi e l’equipaggio. Senza contare il grande lavoro che c’è nella preparazione di una barca, che va per così dire configurata in base alle richieste del cliente».

Dopo il lockdown la vacanza in barca sarà stata gettonatissima…

«Infatti, sia da parte di italiani sia da parte di stranieri, che sono arrivati in numero inferiore rispetto agli scorsi anni a causa delle varie restrizioni per il Covid-19, ma abbiamo comunque lavorato molto».

Anche a dispetto di chi ha poi voluto fare passare la Sardegna da un giorno all’altro come la regione degli untori?

«Già perché in realtà i casi si contavano sulle dita di una mano, poi il caso Briatore ha fatto da cassa di risonanza e questo ha creato un rallentamento di molte attività legate al turismo».

Prima di telefonarle ho riflettuto sul fatto che ora sempre di più persone abbienti prediligono affittare con affitti brevi le loro lussuose ville e le barche e mi sono domandata come mai una persona ricca abbia bisogno di noleggiare le proprie proprietà?

«Semplicemente per ammortizzare le spese da quelle di manutenzione della barca, per esempio la pulizia della carena, a quelle per il tagliando, la sosta nei cantieri, l’ormeggio nella marina, l’equipaggio. Poi c’è anche chi non le usa e le ha acquistate per metterle a reddito».

Come funziona questa attività?

«La formula del noleggio nel mondo del charter, aperta anche ai privati, è stata introdotta con un decreto legge nel 2012. In pratica è stata offerta la possibilità a chi ha una barca di praticare il noleggio occasionale per 42 giorni l’anno. Che è diverso da chi svolge questa attività professionalmente, perché in questo caso le leggi di riferimento ovviamente cambiano».

La parte difficile di questo lavoro?

«Guadagnarsi la fiducia degli armatori affinché ti affidino la gestione commerciale tecnica e anche logistica delle loro imbarcazioni».

Che percorso ha fatto per conquistarsi la fiducia degli armatori?

«Innanzitutto al di là delle qualifiche che si ottengono con corsi specifici per chi vuole ampliare la professione del mediatore marittimo, la fiducia si conquista con la competenza e affidabilità quindi con il passaparola. In gergo riuscire a conquistarsi il noleggio di un privato o di una società armatrice significa diventare una ‘Central Agency’, ossia un punto di riferimento, che quello a cui noi puntiamo prevalentemente. Perché in questo modo si ha la possibilità di configurare la barca, l’equipaggio, la cui reputazione è fondamentale, e la strategia commerciale e comunicativa in base alle esigenze della clientela elitaria a cui ci si vuole rivolgere e conquistare».

In quale percentuale l’equipaggio è fondamentale?

«Al 70%. La qualità di un noleggio si può dire che dipende dall’equipaggio che dà l’impronta dello standard di un’imbarcazione».

Cosa si trova nella flotta della Spectra?

«Barche finalizzate al charter giornaliero per la precisione 3 di proprietà sugli 11 metri e le altre in affidamento e altre di terze persone che ci hanno scelto come broker e intermediatori per collocare la loro barca sul mercato e procurare loro clienti».

Quindi il suo lavoro è procurare clienti…

«Prettamente sì».

Le condizioni per proporre la propria barca per il noleggio?

«Deve essere un natante con targa quindi superiore ai 10 metri, deve avere la bandiera italiana e non deve essere intestato a una società che abbia come scopo principale quello del noleggio di imbarcazioni».

Se invece il noleggio venisse richiesto da una società?

«La barca deve rispettare dei requisiti legati alle norme di sicurezza del Paese di appartenenza, il noleggio commerciale è esteso a qualunque bandiera del mondo, ma deve attenersi alle norme fiscali dove esercita l’attività di noleggio. E poi deve essere iscritta in appositi registri e sulla licenza di navigazione deve essere indicata la sua finalità commerciale. Poi deve essere condotta da personale qualificato con titoli ben precisi e questo riguarda sia il comandante che deve essere imbarcato regolarmente con un ruolo di bordo, sia i componenti dell’equipaggio, che devono avere un titolo professionale».

Dove esercita la Spectra?

«Nel Mediterraneo con sconfinamento in acque internazionali, francesi, spagnole, greche, turche, cipriote, maltesi, spagnoli e croate».

Quali sono i guadagni per 42 giorni di noleggio?

«Per un’imbarcazione di 10 metri i ricavi possono essere dai 3 ai 5mila euro al giorno, quindo per 42 giorni il ricavo medio lordo va da 120mila a 200mila euro. Da questa cifra poi occorre togliere il 15% più Iva per le commissioni dell’agenzia, che in pratica è il guadagno che ottengono le varie agenzie che hanno contribuito al raggiungimento di questo reddito procurando la clientela, poi va sottratta anche un’imposta sostitutiva pari al 20% del nolo, destinata al Fisco».

Qualche aneddoto legato alla sua attività?

«L’incontro con un cliente kazako di religione ortodossa che ha prenotato una barca per 3 giorni con la richiesta di effettuare l’imbarco da tre hotel differenti perché in ogni hotel aveva una moglie che non conosceva l’esistenza delle altre due. E quindi ci avevano chiesto di fare molta attenzione a cosa dire e a come comportarci».

Ci parli dei clienti di quest’anno…

«Molti calciatori perché il campionato europeo è stato traslato di un mese e mezzo e quindi in agosto erano tutti in vacanza».

Quali i fattori che hanno scatenato l’interesse verso la Sardegna?

«Il fatto che fino a luglio la Sardegna fosse Covid free. E non sto enfatizzando. E poi l’arrivo di persone che prima prediligevano solo il mare estero e non quello italiano e invece quest’anno a causa del Covid, hanno gioco forza dovuto privilegiare quello di casa propria».

Sua sorella, Melissa Satta, è una donna famosa nel mondo dello spettacolo e suo marito Kevin-Prince Boateng, un calciatore altrettanto famoso. Anche loro sono suoi clienti?

«Clienti non proprio, perché i famigliari non pagano (e ride). Però abbiamo fatto molti viaggi assieme perché anche loro adorano il mare come me. Ogni anno è tradizione famigliare regalarci una crociera di 3 giorni su una delle mie barche. Mete? Bonifacio e l’ Isola Piana in Corsica. Quest’anno abbiamo fatto una crociera di 4 giorni a giugno a La Maddalena, dove Melissa si è esercitata sulla sua tavola da wakeboard. Insomma nonostante il lockdown siamo riusciti a recuperare alla grande il tempo perduto».


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