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TRIBUNALE UE SOSPENDE TEMPORANEAMENTE OBBLIGO DI GREEN PASS A 5 EURODEPUTATI, IN ARRIVO LA PILLOLA ANTICOVID - WHAT-U

Il servizio legale del Parlamento europeo ha ricevuto oggi la comunicazione ufficiale della decisione del presidente del Tribunale Ue di sospendere temporaneamente l’obbligo di presentare il certificato Covid a cinque eurodeputati che hanno impugnato questo provvedimento.

Lo si apprende a Bruxelles. Jaume Duch, portavoce del Parlamento Ue, ha precisato che “la decisione di presentare il certificato resta in vigore per tutti, con eccezione dei 5 che hanno presentato ricorso” e che i 5 devono presentare un autotest negativo (fatto in presenza) o un test Pcr e “fino a ulteriore decisione del Tribunale”.

“Siamo sodisfatti del fatto che il tribunale esige da queste persone un test negativo e conferma dunque che senza prova di non contaminazione l’ingresso al Parlamento rimane vietato”, ha aggiunto Jaume.

Quale la ragione di questa decisione? Un ricorso presentato dai 5 eurodeputati contro tale imposizione, riferisce l’agenzia di stampa Belga.

L’agenzia Belga ha anche fatto sapere che il “presidente del tribunale Ue emetterà una seconda decisione nelle prossime settimane sulla richiesta di sospensione definitiva” dell’uso del Green pass al Parlamento europeo. Fonti ben informate del Parlamento europeo contattate dall’ANSA hanno precisato di non essere al momento a conoscenza di quanto deciso dal presidente del Tribunale Ue.

Pillola anticovid l’Italia si attiva

Dopo il via libera dell’Agenzia regolatoria del farmaco britannica al Molnupiravir, la prima pillola indicata per il trattamento della Covid-19 in soggetti non ospedalizzati con fattori di rischio (in Gran Bretagna, la pillola potrà essere prescritta a chiunque risulterà positivo e con almeno un fattore di rischio grave entro e non oltre 5 giorni dall’esito positivo dell’esame), anche l’Italia si attiva per rendere disponibile il farmaco in attesa dell’approvazione centralizzata da parte dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema).

Tra le aziende scese in campo e in prima linea con un proprio farmaco antivirale che si è dimostrato efficace all’89% nel prevenire ricoveri o morte, c’è Pfizer. Sulla base dell’analisi intermedia dello studio di fase 2/3 EPIC-HR, ha spiegato oggi l’azienda farmaceutica, è stato riscontrato che la pillola antivirale (Paxlovid) riduce il rischio di ospedalizzazione o morte dell’89% rispetto al placebo negli adulti ad alto rischio non ospedalizzati con Covid-19. Pfizer prevede di inviare il prima possibile i dati alla Fda per l’autorizzazione all’uso di emergenza. Paxlovid andrebbe somministrato entro 3 giorni dall’insorgenza dei sintomi e ha inoltre dimostrato, afferma l’azienda, una potente attività antivirale in vitro contro le varianti circolanti, così come contro altri coronavirus noti.
L’azienda ha stipulato accordi di acquisto anticipato con più paesi ed ha annunciato che garantirà un prezzo più basso ai paesi in difficoltà, rendendo noto che continuerà a investire fino a circa 1 miliardo di dollari per supportare la produzione e la distribuzione di questo trattamento sperimentale.
 Un nuovo passo avanti arriverà a breve anche sul fronte degli anticorpi monoclonali per il trattamento di Covid-19, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza.

“È infatti imminente l’uscita di monoclonali iniettabili a livello intramuscolare, per poter facilitare anche la cura domiciliare”, ha affermato il presidente dell’Aifa, Giorgio Palù. Una novità non da poco se si considera, ha concluso l’esperto, che il loro impiego attualmente non è così frequente per ragioni logistiche poiché vengono utilizzati solo in ospedale e per endovena. 


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