E ORA L’EUROPA ARMA L’UCRAINA


Esattamente come 7 mesi fa in Afghanistan quando i Talebani hanno invaso il territorio e preso potere, il copione si ripete questa volta in Ucraina, dove pezzi di caseggiati abitati da civili vanno in fumo esattamente come le parole di Vladimir Putin che autoriconoscendosi un valore e un potere superiore a quello americano e a tutta l’Europa unita prosegue la sua folle corsa contro il mondo in un braccio di ferro dove gioca la parte di chi non cederà mai.

Peccato però che Putin non abbia capito che in questo brutto capitolo di storia, il grande uomo non sia lui, ma  Volodymyr Zelensky, che pur non avendo un background da statista, ma da ex attore – nel 2015, guarda caso, aveva interpretato proprio il ruolo del presidente ucraino nella serie televisiva Sluha Narodu  (letteralmente, Servitore del popolo) – ha dimostrato grande tempra. Certo ha dovuto chiedere aiuto sul fronte militare dove il confronto con la Russia è 10 a 1, ma come nella storia del pastorello Davide che, armato di una semplice fionda, uccise Golia, il temibile gigante dei Filistei in guerra con il popolo di Israele, (uno degli episodi più famosi della Bibbia, Ndr) Zelenskyy in ogni modo uscirà vincitore da questa orribile vicenda. Il ministro degli esteri ucraino su Twitter ha lanciato un appello per fare fermare la brutale guerra della Russia contro l’Ucraina. “Il segretario mi ha informato sulle nuove sanzioni statunitensi alla Russia, nonché sui piani per fornire nuove armi difensive per aiutare l’Ucraina a difendersi. L’Ucraina tiene terreno. Abbiamo bisogno che il mondo ci aiuti”.

La Germania oggi ha annunciato che destinerà 100 miliardi di euro (113 miliardi di dollari) a un fondo speciale delle forze armate e d’ora in poi manterrà la sua spesa per la difesa al di sopra del 2% del PIL. È stato uno dei cambiamenti più significativi nella politica di sicurezza europea degli ultimi decenni, causato dall’invasione russa dell’Ucraina. L’annuncio del cancelliere tedesco Olaf Scholz, è arrivato poche ore dopo che la Germania aveva annunciato che avrebbe inviato armi e altri rifornimenti direttamente in Ucraina.

Insomma è fuor di dubbio che questa guerra stia riscrivendo la politica di sicurezza dell’Europa del secondo dopoguerra. Anche Israele ha deciso di scendere in campo, ma non per fornire armi all’Ucraina, ma come potenziale mediatore per aiutare a mediare la fine dei combattimenti, dato che ha buoni rapporti sia con Russia sia con Ucraina.

Migliaia le persone in tutta Europa da ieri sono scese nelle piazze in segno di protesta per l’aggressione militare contro l’Ucraina. In Germania oggi centinaia di persone si sono ammassate davanti alla Porta di Brandeburgo a Berlino per protestare contro l’invasione, gridando slogan come “Giù le mani dall’Ucraina” e “Putin, vai in terapia e lascia l’Ucraina e il mondo in pace”.

Oggi mentre in Vaticano, Papa Francesco pronunciava la sua benedizione settimanale domenicale intorno a lui in Piazza San Pietro sventolavano le bandiere ucraine.

Il capo della politica estera dell’UE Josep Borrell ha affermato che esorterà i ministri ad approvare “un pacchetto di assistenza di emergenza per le forze armate ucraine, per sostenerle nella loro eroica battaglia”. Per rafforzare la sua formazione militare e le missioni di supporto in tutto il mondo, il blocco di 27 nazioni ha istituito un Fondo europeo per la pace; un fondo con un tetto massimo di circa 5,7 miliardi di euro (6,4 miliardi di dollari). Parte del denaro può essere utilizzato per addestrare ed equipaggiare i paesi partner, anche con armi letali. L’incontro arriva il giorno dopo che la Germania ha annunciato un importante cambiamento nella politica per inviare armi e altri rifornimenti direttamente in Ucraina. Tra questi ci sono 500 missili “Stinger”, usati per abbattere elicotteri e aerei da guerra, e 1.000 armi anticarro. Fornire armi all’Ucraina acquistate con i soldi dell’UE sarebbe senza precedenti.

Borrell ha poi detto che i ministri dell’UE valuteranno anche “ulteriori misure a sostegno dell’Ucraina, contro l’aggressione della Russia”. L’incontro è informale, quindi non possono essere prese decisioni vincolanti sul sostegno o nuove sanzioni, ma le loro raccomandazioni potrebbero essere emanate nei prossimi giorni.

L’incontro è arrivato dopo che gli Stati Uniti e le nazioni europee ieri hanno concordato di imporre le sanzioni finanziarie più potenzialmente paralizzanti alla Russia, inseguendo le riserve della banca centrale che sostengono l’economia russa e separando alcune banche russe dalla rete finanziaria globale SWIFT.

I leader religiosi cattolici e ortodossi, nel frattempo, hanno pregato domenica per la pace, hanno espresso solidarietà agli ucraini.

Domenica scorsa, il Patriarca ecumenico Bartolomeo di Costantinopoli ha condannato l’invasione della Russia e ha chiesto la fine della guerra. La Chiesa ortodossa russa ha interrotto i rapporti con lui quando nel 2019 lui ha concesso l’indipendenza alla chiesa Ortodossa ucraina separandola di fatto da essa

Il patriarca Bartolomeo, considerato il leader spirituale e il primo tra i cristiani ortodossi orientali in tutto il mondo, nel 2019 è balzato alle cronache per avere concesso l’indipendenza alla Chiesa ortodossa ucraina, separandola di fatto nel 2019 dalla quella russa a cui era legata dal 1686. Di conseguenza, la Chiesa ortodossa russa ha interrotto i rapporti con lui.


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