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RUSSIA SBLOCCA L'USCITA DEL GRANO DAL PORTO DI ODESSA - WHAT-U

Mosca ha raggiunto un accordo con Kiev e Ankara su uno schema preliminare per l’uscita delle navi ucraine che trasportano grano da Odessa: i militari turchi aiuteranno a sminare i mari territoriali del Paese vicino e scorteranno anche le navi in ​​acque neutrali. Una fonte di alto rango ha detto a Izvestia che le navi russe incontreranno le navi lì e le scorteranno sul Bosforo. Secondo la fonte, lo schema è stato finora concordato solo per Odessa e, allo stesso tempo, tutto il grano ucraino viene ora trasferito nell’UE tramite treno e autobus, ma non ha ancora raggiunto i consumatori finali. Il parlamento turco ha detto a Izvestia che Ankara sta partecipando a questa operazione perché risolvere la crisi alimentare internazionale è fondamentale per il Paese.

“Lo schema sarà il seguente: l’esercito turco sminerà la zona costiera intorno a Odessa. Le navi lasceranno il porto, scortate da navi turche, verso le acque neutrali del Mar Nero verso una località specificata. Saranno sorvegliati più lontano fino al Bosforo da navi da guerra russe per garantire il loro passaggio sicuro attraverso il Mar Nero ed evitare provocazioni. Questa procedura è stata concordata con Turchia e Ucraina; la rotta precisa delle navi sarà specificata in seguito”, ha sottolineato la fonte.

Secondo la fonte, la “road map” sarà approvata l’8-9 giugno durante la visita dei capi del ministero degli Esteri russo e del ministero della Difesa in Turchia. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha già confermato che Sergey Lavrov discuterà della questione delle esportazioni di grano durante la sua visita ad Ankara. La fonte ha anche specificato che ai colloqui parteciperanno anche rappresentanti dell’Onu.

Lavrov sull’arrivo di nuove armi in Ucraina: “Allungherà i tempi della guerra

Maggiore è la gamma di armi che i paesi occidentali forniranno all’Ucraina più Mosca allontanerà la linea di minaccia dal suo territorio”, queste le parole del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in una conferenza stampa online sulle questioni internazionali, che ha aggiunto che è sbagliato ridurre la situazione alla formula: “Se non ci fossero state operazioni speciali, non ci sarebbero state forniture di armi”. “Il punto è che da 20 anni stavamo avvertendo Gran Bretagna, Stati Uniti e altri membri della NATO: ‘Cari amici, avete firmato l’impegno nel 1999 che nessuno Stato avrebbe rafforzato la propria sicurezza a scapito della sicurezza di altri Stati”. Invece così non è stato: “La risposta che abbiamo ricevuto è stata: Allontanatevi da noi, ammettiamo chi vogliamo. E inoltre c’è chi si è allargato cinque volte di più e vicino ai nostri confini”, ha sottolineato il massimo diplomatico russo.

“Il punto è che da 20 anni stavamo avvertendo Gran Bretagna, Stati Uniti e altri membri della NATO: ‘Cari amici, avete firmato l’impegno nel 1999 che nessuno Stato rafforzerà la propria sicurezza a scapito della sicurezza di altri Stati e così non è stato”, ha sottolineato il massimo diplomatico russo.

Il presidente Joe Biden sul New York Times, ha scritto che la guerra l’ha scatenata Mosca, che ne avrà per sempre la colpa storica. Il presidente Usa però ci ha tenuto a precisare che il suo obiettivo però non è rovesciare Putin o conquistare l’ex impero sovietico, ma piuttosto mettere Volodymyr Zelensky in condizione di sedersi al tavolo del negoziato per la soluzione del conflitto da una posizione di forza. “Il territorio”,  ha commentato il presidente Usa, “è loro, e non sarò io a dire agli ucraini cosa devono farne. Ma mi sembra che, ad un certo punto, dovrà esserci un accordo negoziato. Cosa ciò comporti, non lo so. Penso che nessuno lo sappia in questo momento. Ma nel frattempo, continueremo a mettere gli ucraini in una posizione in cui possano difendersi”.


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