[gtranslate] MUORE IN UN INCIDENTE IN MARE AD AMALFI ADRIENNE VAUGHAN PRESIDENTE DELLA CASA EDITRICE CHE HA PUBBLICATO LA SAGA DI HARRY POTTER - WHAT-U

Risate e musica di una festa di matrimonio che si interrompe all’improvviso Poi, il terrore e l’incredulità. Tutto ripreso in due video amatoriali girati dai passeggeri del “Tortuga”, il veliero utilizzato per eventi esclusivi che giovedì pomeriggio, racconta Ansa, è rimasto coinvolto nel drammatico incidente avvenuto nello specchio d’acqua davanti al Fiordo di Furore, in Costiera Amalfitana.

Sono le 18.30 quando il motoscafo con a bordo Adrienne Vaughan, 45 anni, la presidente di Bloomsbury Usa, sussidiaria americana della Bloomsbury Publishing, la casa editrice britannica che ha editato i romanzi di Harry Potter, il marito Mike e i loro figli di 12 e 8 anni, tornando a Nerano, ad alta velocità va impattare violentemente contro il Tortuga, un grande veliero di 45 metri, dove in quel momento si sta svolgendo una festa di matrimonio. A bordo circa 80 persone di nazionalità inglese e tedesca stavano cantando, ballando, facendo video con gli smartphone. Ad un tratto la musica si spegne e tutti dopo il forte impatto si affacciano dalla nave per vedere cosa è accaduto. Tante le esclamazioni di stupore che si sente ripetere nei due primi video postati online: “Oh my God, Oh my God”. Nei quali si intravede una ragazza finita in acqua, che riesce a salvarsi e poi va ad aiutare e proteggere il fratellino in lacrime e sul motoscafo un uomo ferito. Anche Adrienne come i suoi figli è caduta in mare, ma è finita fra le eliche, riportando lesioni profonde e gravi. Viene così soccorsa da due medici che si trovavano a bordo del veliero e poi portata ad Amalfi con un motoscafo di passaggio, ma per lei non c’è più niente da fare e muore. Mike, con una contusione alla spalla e qualche ferita, assieme ai due figli (rimasti illesi) vengono trasportati all’ospedale di Ravello. Il conducente del gozzo, invece, che ha riportato un’infrazione al bacino e la frattura di alcune costole ha come destinazione il pronto soccorso dell’ospedale di Salerno dove, come da prassi, è stato sottoposto ai test tossicologici. Che hanno dato esito positivo. E ora si attendono le decisioni dell’autorità giudiziaria. 

E dire che Adrienne con la famiglia i giorni precedenti aveva visitato Roma e scattato numerose foto assieme al marito e ai figli davanti alla Fontana di Trevi, ai Fori e al Colosseo. Scatti di una vacanza spensierata, per staccare la spina dalle grandi responsabilità prima come direttore esecutivo, poi dal settembre 2021 come presidente di una delle case editrici più note degli Stati Uniti Eppure, la gloria lavorativa non l’aveva totalmente assorbita, e appena il lavoro glielo consentiva, si lasciava alle spalle la quotidianità nella sua villa su due piani nel New Jersey, dove viveva assieme al marito Mike White sposato nel 2008 e ai due figli Leanna, 14 anni, e Mason, 11, e si concedeva qualche giorno di vacanza. Adrienne sapeva essere sia un’ottima manager e sia una madre affettuosa che organizzava le feste di compleanno per i figli, con torte colorate e palloncini che indicavano gli anni, scattava le foto con il cane di famiglia o alle partite di baseball allo Yankee Stadium e di basket al Madison Square Garden. Indimenticabile la vacanza del 2019 che fece a Orlando dove assieme alla famiglia quando visitò il parco di Harry Potter, tappa inevitabile visto che un anno dopo Adrienne andò a dirigere la parte americana della casa editrice che ha fatto la fortuna della creazione di J.K.Rowling. E poi ancora viaggi a Parigi poi a Londra. Ad Atene le foto sotto il Partenone. In Florida, alle Bahamas. Insomma una vita da sogno la sua che si è interrotta il giorno del fatale incidente, che messo la parola fine a tutto.

“I bambini sono in albergo perché è arrivato in Italia il nonno. Era stata offerta anche ospitalità in una casa famiglia ma sono state concordate con il padre le modalità di custodia dei due bambini”, ha detto detto il procuratore Giuseppe Borrelli parlando dei due figli minorenni di Vaughan. “In un primo momento sono intervenuti i servizi sociali del comune di Amalfi, poi c’è stata una opportuna interlocuzione costante con il padre dei bambini per stabilire eventuali provvedimenti urgenti da adottare ma poi è stata concordata una certa strada che mi sembra sia stata produttiva”. Non è ancora chiaro, inoltre, se la Procura deciderà di ascoltare anche i due minorenni. Il conducente della barca, un 30enne campano, è risultato positivo ai test tossicologici: si sarebbe messo alla guida dell’imbarcazione – presa a noleggio dalla famiglia statunitense presso una società di Massa Lubrense – sotto effetto di cocaina. “Lo skipper del motoscafo è stato sottoposto a test alcolemico e tossicologico. Non entro nei risultati ma voglio dire che gli esiti sono al vaglio di un consulente della Procura perché bisognerà verificare l’incidenza dei risultati sul soggetto indagato e, quindi, la loro efficacia causale sul sinistro”, ha evidenziato Borrelli. Serviranno, quindi, ulteriori accertamenti per capire, eventualmente, a quanto tempo prima possa risalire l’eventuale consumo di sostanze stupefacenti. La procura di Salerno lavora su due ipotesi di reato – omicidio colposo e naufragio colposo – nelle indagini sull’incidente in mare, ha aggiunto il procuratore Borrelli sottolineando che finora nelle indagini sono state ascoltate oltre 70 persone, tra cui il marito della vittima ricoverato in ospedale che verrà nuovamente sentito appena le sue condizioni di salute miglioreranno.

La Procura di Salerno ha aperto un’inchiesta e sta ricostruendo la vicenda, delegando le indagini ai militari della Capitaneria di Porto, che hanno già sentito diversi testimoni e acquisito i video. Quello che si può dire fin d’ora è che l’impatto tra il gozzo su cui viaggiava Adrienne con la famiglia con il Tortuga, un veliero, è stato violentissimo. Tony Gallo, comandante del Tortuga, ha raccontato a Fanpage.it: “A circa 500 metri al largo della costa, una imbarcazione proveniente nel senso opposto ha invertito repentinamente la rotta ad una velocità tra i 20 e i 25 nodi, tagliandoci letteralmente la strada e quindi andando a impattare sotto la nostra prua. Al momento dell’impatto la mia imbarcazione aveva i motori fermi. L’altra, come si vede anche dai video consegnati alla magistratura, aveva ancora l’elica ingranata, anche dopo l’impatto”.


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