INVESTIMENTI, COSA SCEGLIERE TRA BENI IMMOBILI E AZIONI - WHAT-U

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La decisione di investire in beni immobili o in azioni è una scelta personale che dipende dalla propria situazione finanziaria, dalla propensione al rischio, dagli obiettivi e dallo stile di investimento. Il settore immobiliare e quello azionario presentano rischi e opportunità diversi. Il settore immobiliare non è liquido come quello azionario e tende a richiedere più tempo e denaro.

Quando si acquistano delle azioni, si acquista una piccola parte di quella società. In generale, è possibile guadagnare denaro in due modi con le azioni: apprezzamento del valore man mano che le azioni della società aumentano e dividendi. Quando si compra un immobile, si diventa proprietari di un terreno o una proprietà fisica. La maggior parte delle persone che investono nel mercato immobiliare guadagna raccogliendo gli affitti (che possono fornire un flusso di reddito costante) e attraverso la rivalutazione, man mano che il valore della proprietà aumenta. Per molti potenziali investitori, il settore immobiliare è allettante perché è un bene tangibile che può essere controllato, con l’ulteriore vantaggio della diversificazione. Gli investitori immobiliari che acquistano proprietà possiedono qualcosa di concreto di cui possono essere responsabili. 

Decidere di investire nel mercato azionario ha più senso se questa decisione viene abbinata a vantaggi che aumentano i rendimenti. Ma questi vantaggi non sono sempre disponibili e c’è un limite a quanto è possibile trarne beneficio. Investire in borsa in modo indipendente può essere imprevedibile e il ritorno sull’investimento (ROI) è spesso inferiore al previsto.

Da mettere in conto è il fatto che sia il settore immobiliare che quello azionario possono subire un duro colpo durante le recessioni economiche. Basta pensare ai grandi cali verificatisi durante la Grande Recessione del 2008 e la crisi COVID-19 del 2020 . La  bolla immobiliare  e la crisi bancaria del 2008 hanno comportato un calo del valore per gli investitori nel settore immobiliare e nei mercati azionari, e la crisi del COVID-19 sta ripetendo tutto daccapo, anche se per ragioni diverse. Tuttavia, è importante ricordare che le azioni e gli immobili presentano complessivamente rischi molto diversi.

Cosa occorre tenere presente sul fronte immobiliare

Il rischio più importante che le persone non vedono è che il settore immobiliare richiede molte ricerche. E poi non offre risultati e rendimenti immediati. Inoltre non è nemmeno liquido, perché non è possibile fare affidamento sulla vendita immediata delle proprie proprietà in caso di bisogno. Altri svantaggi possono essere riassunti nei costi associati alla gestione della proprietà e nella quantità di tempo impiegato nelle riparazioni e nella manutenzione delle stesse.

Sul fronte azionario….

Il mercato azionario è soggetto a diversi tipi di rischio: rischi di mercato, economici e inflazionistici. Innanzitutto, va detto che i valori delle azioni possono essere estremamente volatili e i loro prezzi soggetti alle fluttuazioni del mercato. La volatilità può essere causata da eventi geopolitici e specifici dell’azienda. Supponiamo, ad esempio, che una società operi in un altro paese, questa divisione estera è soggetta alle leggi e alle regole di quella nazione. Ma se l’economia di quel paese ha problemi, o si verificano problemi politici, le azioni di quella società potrebbero soffrirne. Le azioni sono inoltre soggette al ciclo economico, nonché alla politica monetaria, ai regolamenti, alle revisioni fiscali o persino alle variazioni dei tassi di interesse fissati dalla banca centrale di un paese. Altri rischi possono derivare dall’investitore stesso. Gli investitori che scelgono di non diversificare le proprie partecipazioni si espongono anche a rischi maggiori. Ovviamente c’è chi fa notare che le azioni che pagano dividendi possono generare un reddito affidabile, ma sarebbe necessario un investimento considerevole in azioni con dividendi ad alto rendimento per generare un reddito sufficiente a sostenere la pensione senza vendere ulteriori titoli. E poi affidarsi esclusivamente a dividendi ad alto rendimento significa che un investitore potrebbe perdere opportunità di investimenti a crescita più elevata.

Tornando a parlare di mattone, l’Ufficio Studi del Gruppo immobiliare Tecnocasa analizzando le compravendite realizzate dalle agenzie presenti sul territorio nazionale, ha constatato che nel 2023 il 19,5% degli acquisti è stato realizzato per investimento, scelta dovuta , anche dagli alti tassi di inflazione che hanno spinto molti risparmiatori a spostare i propri risparmi sul mercato del mattone.

Tra il 2012 e il 2022 le percentuali di acquisto per investimento si sono mantenute all’interno di un intervallo compreso tra il 16% e il 18% sul totale delle compravendite, ma nel 2023 per la prima volta si è andati oltre il 19%, a dimostrazione di quanto siano attivi gli investitori in questa fase. I livelli minimi si erano toccati nel 2014-2015 e nel 2020-2021, in quest’ultimo caso in seguito all’arrivo della pandemia.

Prendendo in considerazione solamente le grandi città italiane, la quota media di acquisti per investimento è più alta rispetto alla media nazionale e si attesta al 28,6%. Anche in questo caso si registra un aumento rispetto al 2022 quando ci si fermava al 24,9%.

Tra le grandi città italiane è Verona quella che nel 2023 detiene la percentuale più alta di acquisti per investimento, arrivando al 43,1% sul totale delle compravendite. A seguire si piazzano Napoli (41,2%), Palermo (35,3%) e Milano (35%). A Bari gli acquisti per investimento compongono il 32,7% delle transazioni. Dal 23% in giù Firenze, Torino, Roma, Genova e Bologna. Nel 2022 Napoli si piazzava in cima alla classifica ma con una percentuale più bassa rispetto a quella del 2023. In generale tutte le grandi città italiane evidenziano percentuali di investimento in aumento o stabili rispetto al 2022.

In Italia la fascia di età più attiva sul mercato dell’investimento è quella compresa tra 45 e 54 anni e compone il 29,5% del totale, seguita dalla fascia 35-44 anni (22,7%) e 55-64 anni (21,6%). Percentuali molto simili si registravano anche nel 2022.

Anche nel 2023 la tipologia più compravenduta per investimento rimane il bilocale con il 34,8% delle scelte, a seguire il trilocale che arriva al 27,7%. Percentuali simili si registravano anche negli anni precedenti. Le soluzioni indipendenti e semindipendenti, dopo l’aumento di compravendite del 2021, tornano ai livelli del 2020 attestandosi al 13,2%.

Ad acquistare per investimento sono prevalentemente coppie e famiglie che compongono il 69,4% sul totale degli acquirenti, mentre sono single il 28,8% degli investitori. Negli ultimi anni si evidenzia un progressivo aumento della percentuale di acquisti da parte di investitori single, che passano dal 25,8% del 2019 fino ad arrivare al 30,6% del 2023.

La maggior parte degli acquisti per investimento avviene in contanti (88,1%), mentre solo l’11,9% degli investitori ricorre al credito bancario, percentuale in ulteriore contrazione rispetto agli anni precedenti, quando non si era mai scesi sotto il 14%. Nell’ultimo anno quindi si assiste ad una ulteriore diminuzione della percentuale di acquisti con mutuo; infatti, il progressivo aumento dei tassi di interesse spinge gli investitori a comprare senza l’ausilio degli istituti di credito.



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