[gtranslate] MELONI DOPO IL BUSINESS7, ACCOGLIE CHICO FORTI IN ITALIA. L'UOMO SCONTERÀ IL RESTO DELLA PENA A SUO CARICO NEL CARCERE DI VERONA - WHAT-U

Ieri è stata una giornata piena per il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che prima di incontrare i rappresentanti del Business7, il formato di dialogo tra G7 e settore privato imprenditoriale, quest’anno coordinato da Confindustria, ha voluto onorare con una dichiarazione la giornata contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia. “La tutela e la difesa della dignità di ogni persona è sancita dalla nostra Costituzione. È una priorità per tutte le Istituzioni, ad ogni livello, combattere ogni forma di discriminazione, violenza e intolleranza e investire sulla prevenzione e sul supporto alle vittime. È nostro compito, inoltre, tenere alta l’attenzione della comunità internazionale sulle persecuzioni e sugli abusi che in molte Nazioni del mondo, come ricordato anche oggi dal Presidente della Repubblica, vengono ancora perpetrati in base all’orientamento sessuale. Discriminazioni e violenze inaccettabili, che ledono la dignità delle persone e sulle quali i riflettori non devono mai spegnersi. Anche su questo fronte, il Governo è, e sarà, sempre in prima linea”. Tornando al meeting, all’incontro, hanno partecipato i vertici delle associazioni imprenditoriali delle Nazioni G7: Canadian Chamber of Commerce, Mouvement des Entreprises de France, US Chamber of Commerce, Confederation of British Industry, Bundesverband der Deutschen Industrie (Germania), Keidanren (Giappone) e Business Europe. La Meloni ha illustrato le priorità del Vertice di Puglia in programma il 13-15 giugno, soffermandosi in particolare sull’impegno della Presidenza italiana del G7 per favorire gli investimenti, i rapporti economici e un commercio libero ed equo in un quadro di regole concordate a livello internazionale. Al termine dell’evento, il Presidente del Consiglio ha ricevuto dal Presidente di turno del Business7, Emma Marcegaglia, le proposte della comunità imprenditoriale sulle principali sfide dell’agenda globale.

L’arrivo in Italia di Chico Forti

Oggi invece la Meloni su X ha annunciato l’arrivo in Italia, per la precisione a Pratica di Mare, una frazione del comune di Pomezia in provincia di Roma,  di Chico Forti, il 65enne trentino condannato all’ergastolo per omicidio in Florida. Confermato il trasferimento di Forti nel carcere di Roma Rebibbia, solo in transito perché lunedì arriverà nel penitenziario di Verona. 

Giunto a bordo di un Falcon della nostra Aeronautica decollato da Miami. Le sue prime parole sono state: “Non vedo l’ora di riabbracciare mia madre”.

Il ritorno di Forti è un risultato ottenuto “con una grande azione del governo ma anche della nostra diplomazia” ed è “una scelta giusta” perché “possa scontare la seconda parte della sua detenzione in un carcere italiano”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Si ottengono questi risultati quando si lavora in silenzio senza fare polemiche – ha proseguito il capo della Farnesina – è una scelta che tutela gli interessi di un cittadino italiano”. Tajani ha ricordato il “comportamento ineccepibile come detenuto negli Stati Uniti” che dà la possibilità a Forti di “poter continuare ad essere un detenuto modello anche in un carcere italiano”.

La Meloni via Social ha anche espresso orgoglio per il lavoro del governo italiano ringraziando in particolar modo la diplomazia italiana e le autorità degli Stati Uniti per la loro collaborazione.

Il procedimento per il rientro in Italia di Forti, ai sensi della Convenzione di Strasburgo, era stato aperto nel dicembre 2019, quando lo stesso Forti, attraverso il suo difensore, manifestò la sua volontà di essere trasferito in Italia. Nel marzo scorso, il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva firmato il decreto con cui chiedeva di promuovere presso la Corte d’appello di Trento il giudizio di riconoscimento della sentenza penale irrevocabile emessa nel giugno 2000 dalla Corte in Florida. Giudizio che si è concluso a Trento il 17 aprile, con il riconoscimento della sentenza pronunciata dalle autorità statunitensi. 

“Per noi una grande soddisfazione dopo una battaglia durata come una guerra punica. A noi basta che oggi sia in Italia, ora il percorso è in discesa”, ha detto all’ANSA lo zio, Gianni Forti.  “È certamente una grande gioia – ha aggiunto – e per mere sta solo il rammarico di non essere riuscito a farlo rientrare prima”.  Lo zio ha inoltre voluto ringraziare le tante persone che hanno sostenuto la causa di Chico Forti negli ultimi anni. “Abbiamo la chance di dare una nuova vita a Chico”, ha concluso.

“Apprendiamo con soddisfazione del rientro in Italia di Chico Forti, è una buona notizia”, ha sottolineato l’avvocato Delle Vedove, uno dei legali che ha seguito l’iter per il ritorno. “Il trasferimento in Italia di Forti è il completamento di tutte le procedure giudiziarie, intraprese davanti alle autorità degli Usa”, ha aggiunto. “Con Forti ci siamo sentiti l’ultima volta lunedì, era un po’ ansioso, ci sentivamo tutti i lunedì. Ringraziamo tutte le autorità italiane e americane che hanno seguito il suo caso”, ha concluso il legale. 

“Ho visitato spesso Chico nell’ultimo anno – conclude – e, da quando è stata data la notizia del suo trasferimento, ci siamo sentiti spesso: pochi giorni fa mi ha detto che per lui inizia una nuova vita e che non vede l’ora di riabbracciare la madre. Non è stato facile rimanere in silenzio ma oggi possiamo finalmente dare questa notizia; ringrazio lo stato della Florida e il governo americano per la collaborazione, lo studio Tacopina per il lavoro legale e la famiglia Bocelli, da sempre al fianco di Chico, per il supporto umano. Ovviamente, quella di Forti non è una scarcerazione ma un trasferimento in Italia dove, secondo le nostre leggi, finirà di scontare la sua pena”. Ma se in Italia molti sono coloro che sostengono che Chico sia innocente, negli Usa continuano a essere convinti che non ci sia stato un errore giudiziario. La stessa polizia di Miami era contraria all’estradizione. Secondo gli americani, il killer o il mandante è stato Forti, per motivi di interesse, perché temeva saltasse un affare.



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