SENSO CIVICO, QUANTO PESA NELLA VITA QUOTIDIANA DEGLI ITALIANI?

Si chiama “Aspetti della vita quotidiana” ed è una ricerca di Istat che rileva periodicamente alcuni comportamenti strettamente connessi alla vita quotidiana

Si chiama “Aspetti della vita quotidiana” ed è una ricerca di Istat che rileva periodicamente alcuni comportamenti strettamente connessi al senso civico della popolazione, quali gettare cartacce in strada, parcheggiare in doppia fila e adottare comportamenti rumorosi alla guida. Nel 2016, l’indagine ha previsto un approfondimento specifico che ha permesso di rilevare un ampio set di informazioni volte a misurare anche il rapporto dei cittadini con il sistema delle norme. Questi i risultati.

Donne e anziani più rispettosi del decoro degli spazi pubblici

Nel 2018, l’84% delle persone di 18 anni e più dichiara di non gettare in alcun caso carte per strada. Si tratta di un comportamento rispetto al quale c’è maggiore attenzione che in passato: nel 2014 tale quota ammontava all’80,5%.

Le donne si mostrano più attente alle regole di comportamento: non getta carte in terra l’87,3% delle intervistate rispetto all’80,4% degli uomini mentre i giovani sono meno rispettosi degli anziani: il 72,5% dei 18-24enni a fronte del 90% delle persone di 75 anni e più.

Anche a livello territoriale le differenze sono significative. I cittadini del Nord sono meno propensi di quelli del Centro e del Sud a questo tipo di comportamento.

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PRODOTTI DIFETTOSI? SERVIZI CHE NON SODDISFANO? ECCO QUALI SONO I DIRITTI DEL CONSUMATORE

Intervista all'avvocato Francesco Musacchio che spiega a What-u quali sono i diritti del consumatore quando ha la necessità di restituire la merce e servizi acquistati o chiederne il rimborso

Spesso cambiare un prodotto acquistato diventa un problema per il consumatore che si trova in un labirinto senza uscita sia se lo compra all’interno di un negozio, sia se l’acquisto lo fa al di fuori dei locali commerciali, quindi, per esempio, via internet. Per sapere che cosa occorre fare e quali sono i diritti a cui il consumatore si può appellare in molte circostanze di acquisto, What-u ha intervistato l’avvocato Francesco Musacchio.

Quando si acquista un prodotto sul fronte “garanzia”?

Che l’acquisto sia stato effettuato in negozio o a distanza, la legge prevede per ogni spesa effettuata da un consumatore presso un professionista autorizzato, la “Garanzia Legale” o “dei 2 anni”, contenuta negli artt.128 e seguenti del Codice del Consumo. Tale forma di garanzia copre qualsiasi bene di consumo e non può essere sostituita da altre garanzie, che, al limite, possono solo ampliarne la durata o migliorarne le condizioni. In questi casi si parla di “Garanzia Convenzionale” che prolunga gli effetti (o parte di essi) per uno o più anni oltre i 2 previsti per legge. Nel caso di acquisto di beni usati da un professionista, invece, la garanzia ha una durata minima di un anno. Per fare valere la Garanzia Legale è sufficiente conservare lo scontrino fiscale o la ricevuta o una traccia della spesa effettuata.Quando compare un difetto di conformità o un malfunzionamento, quindi, è possibile, entro 2 anni dall’acquisto, chiedere al negoziante la riparazione o la sostituzione del prodotto senza alcuna spesa (nemmeno quelle di reso in caso di acquisti online), grazie appunto alla Garanzia Legale. Dalla scoperta del difetto il consumatore ha tempo 2 mesi per la segnalazione, che conviene sempre fare in forma scritta con raccomandata. Se la riparazione è troppo onerosa e la sostituzione è infattibile, il consumatore può chiedere o la riduzione adeguata del prezzo di acquisto o la risoluzione del contratto l’annullamento dell’acquisto o il recesso dal contratto (risoluzione) con la restituzione della somma versata.

Si considera difetto di conformità anche un prodotto funzionante che il negoziante aveva assicurato essere adatto alle nostre particolari esigenze, ma che in realtà non le soddisfa affatto.

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BREXIT, MAY DICE NO A PROROGA LUNGA

il premier btitannico Theresa May

«Non abbiamo ancora ricevuto la lettera da Theresa May. L’Ue ha fatto tutto quanto in suo potere per adattarsi alle richieste del Regno Unito. Il Consiglio europeo si potrebbe riunire di nuovo la settimana prossima, ma la pazienza si sta assottigliando. L’Accordo di divorzio non sarà rinegoziato». Così il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker in un’intervista all’emittente tedesca Deutschlandfunk.
Dopo l’affermazione di Juncker, Downing Street ha diffuso una dichiarazione per chiarire la posizione della Gran Bretagna. «La premier Theresa May non chiederà una proroga lunga per la Brexit. C’è modo di dare al Parlamento un po’ più tempo per concordare i prossimi passi, ma la gente di questo Paese ha atteso quasi tre anni, ed è stufa dell’incapacità del Parlamento di decidere».

“FUTURA” PARTE DA GENOVA

Un evento speciale, dal nome emblematico, organizzato da Ministero dell'Istruzione, Università per raccontare sui territori la scuola digitale. Dal 4 al 6 aprile

Marco Bussetti, ministro dell’Istruzione Marco Bussetti

Un evento speciale, dal nome emblematico, “Futura” organizzato da Ministero dell’Istruzione, Università per raccontare sui territori la scuola digitale. Dal 4 al 6 aprile oltre 8.000 persone saranno coinvolte in incontri, dibattiti, gare di idee per contribuire al percorso di innovazione in atto negli istituti scolastici italiani. L’iniziativa, presentata in Regione dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, dal presidente della Liguria Giovanni Toti, dall’Assessore regionale all’Istruzione Ilaria Cavo, dal sindaco di Genova Marco Bucci e dall’assessore comunale al marketing territoriale Barbara Grosso parte da Genova “perché questa città nei mesi scorsi, si è distinta per tenacia e determinazione.

Barbara Grosso,assessore comunale al marketing territoriale

Dopo il tragico crollo del Ponte Morandi è andata avanti con grande coraggio, per ricominciare”, ha detto la Grosso.
“Futura”, ha dichiarato il ministro Bussetti , “è una manifestazione che dimostra come il sistema di istruzione e formazione italiano possa essere e sia già incubatore di progresso e sviluppo”.
  

INFLAZIONE IN EU E ZONA EURO, DOV’È SALITA E DOV’È SCESA?

Il maggior contributo al tasso annuale di inflazione dell'area dell'euro è venuto dai servizi (+0,61%), seguito da cibo, alcol e tabacco (+0,44), energia (+0,35%) e non energia e beni industriali (+0,09%)

A febbraio, il tasso di inflazione annuale nell’area dell’euro è stato dell’1,5%, in aumento rispetto all’1,4% registrato nel gennaio 2019. L’anno scorso il tasso si è assestato intorno all’1,1%. L’inflazione annuale dell’Unione europea invece è stata dell’1,6% a febbraio 2019, in aumento rispetto all’1,5% del gennaio 2019 e al tasso dell’1,4% registrato l’anno prima. Queste le cifre pubblicate da Eurostat, l’ufficio statistico europeo Unione. I tassi annui più bassi si sono stati registrati in Irlanda (0,7%), Grecia, Croazia e Cipro (tutti dello 0,8%). i più alti in Romania (4,0%), Ungheria (3,2%) e Lettonia (2,8%). Rispetto a gennaio 2019, l’inflazione annua è scesa in sette Stati membri, rimasta stabile in uno e è aumentata in diciannove. Nel febbraio 2019, il maggior contributo al tasso annuale di inflazione dell’area dell’euro è venuto dai servizi (+0,61%), seguito da cibo, alcol e tabacco (+0,44), energia (+0,35%) e non energia e beni industriali (+0,09%).

TEATRO DELLA SCALA, NO AL DEAL CON GLI ARABI

Per ora l'obiettivo è non spezzare il filo della tradizione. Ad oggi avere i sauditi, sarebbe una discontinuità troppo evidente, perché non c'è mai stato nessuno straniero nel Cda della Fondazione

«Nessuno li ha accettati i fondi sauditi, che infatti erano su un conto estero con un anticipo di garanzia da un notaio proprio perché nessuno ha dato mandato per staccarli». Lo ha ribadito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando dei soldi provenienti dall’Arabia Saudita come acconto per entrare nel Cda del teatro alla Scala, di cui ieri è stata annunciata la restituzione dopo la riunione del Consiglio del teatro. La notizia diffusa oggi da Ansa non lascia spazio ai sé e ai ma. «Il dialogo tra il sovrintendente Pereira e i sauditi nasce molto tempo prima e in tanti erano informati, anche il ministro Bonisoli. (N.d.R.: il ministro per i beni e le attività culturali)», ha sottolineato Sala. «Da questo a un certo punto il sovrintendete ha ipotizzato un ingresso saudita nella Fondazione, il consiglio si è riunito un mese e mezzo fa e ci sono tutti i verbali». La decisione però per ora pare essere quella di mantenere il filo della tradizione teso e non spezzarlo, perché non sarebbe conveniente ad oggi avere i sauditi, sarebbe una discontinuità troppo evidente, perché non c’è mai stato nessuno straniero nel Cda della Fondazione.

COMPRARE LA NUDA PROPRIETÀ DI UNA CASA QUANTO CONVIENE?

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa nel secondo semestre del 2018 con l'ausilio delle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete, ha realizzato un’analisi sulle compravendite di nuda proprietà, che offre ottimi spunti di riflessione per chi fosse in procinto di acquistare o vendere un immobile con questa formula

ph credit: Tecnocasa

di Samuel Belloni

Non capita spesso di vedere cartelli appesi alle vetrine delle agenzie immobiliari che sponsorizzano la vendita della nuda proprietà di una casa, ma è un’opportunità che esiste e che per chi compra e chi vende può trasformarsi in una scelta di vita davvero vantaggiosa.

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa nel secondo semestre del 2018 con l’ausilio delle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete, ha realizzato un’analisi sulle compravendite di nuda proprietà.

Da questa ricerca è risultato che il 72,2% delle compravendite analizzate era finalizzata all’investimento a lungo termine, mentre solo il 27,8% riguardava l’abitazione principale. Percentuali molto simili sono state registrate nel 2017, quando gli acquisti per investimento si attestavano al 72,7%, mentre nel primo semestre del 2018 la percentuale era intorno al 79,5%.

Ma che cosa significa comprare o vendere la nuda proprietà dell’immobile?

Dalla parte del venditore ossia l’usufruttuario

Vendere la nuda proprietà significa preservarsi il diritto di abitare in una casa per tutta la vita, sfruttando l’opportunità di incassare una cifra, che altro non è che il valore della casa, tenuto però conto del fatto che poiché si sceglie di restare dentro l’immobile, non potrà essere un prezzo pieno. L’usufruttario è chi, una volta ceduta la nuda proprietà di un immobile, ha il diritto di goderne l’uso per tutta la vita o entro un periodo determinato in fase di contratto. Può essere una persona sola oppure due coniugi. Se vuole, l’usufruttuario può anche affittare l’immobile o vendere l’usufrutto a terze persone nei limiti dei termini previsti nel contratto della vendita della nuda proprietà. Occorre mettere in conto che l’usufrutto è trasferibile ai terzi sempre nei limiti previsti nel contratto della vendita della nuda proprietà, oppure in accordo con il nudo proprietario post-contratto. E questa è una clausola da non sottovalutare.

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20° ANNIVERSARIO DEI BOMBARDAMENTI NATO CONTRO LA SERBIA, PARLA L’EX GENERALE SERBO JOVAN DIVJAK

Intervista esclusiva di What-u a Jovan Divjak, generale dell'esercito federale jugoslavo, di origini serba , che ha vissuto le guerre yugoslave e in Bosnia ed Erzegovina. Quando Sarajevo venne attaccata, Divjak decise di diventare il numero due dell' Armija bosniaca e di schierarsi a fianco degli assediati

credit ph What-u.com ©

di Paula Bradley con la collaborazione di Melina Dželović

Oggi si celebra il triste anniversario dell’aggressione della Nato con i bombardamenti di 20 anni fa contro la Serbia, un grave crimine contro un Paese sovrano. Lo ha ricordato oggi il presidente, Aleksandar Vucic,
intervenendo stamattina a una conferenza a Belgrado indetta per parlare di questo tragica pagina di storia, sottolineando come il popolo serbo, anche a distanza di vent’anni, “non si sente sconfitto”, ribadendo che il suo Paese non intende aderire alla Nato, anche se è interessato a mantenere buoni rapporti di collaborazione con l’Alleanza atlantica.

Per l’occasione What-u ha intervistato Jovan Divjak, generale dell’esercito federale jugoslavo, di origini serbe, che ha vissuto le guerre yugoslave prima e dopo quella in Bosnia ed Erzegovina. Quando Sarajevo venne attaccata, Divjak decise di diventare il numero due dell’ Armija bosniaca e di schierarsi a fianco degli assediati senza avere alcuna remora a contrapporsi ai serbi, perché secondo lui Sarajevo, la sua città adottiva, multietnica andava difesa a tutti i costi.

Lei è nato in Serbia, a Belgrado nel 1937 e poi quando ha deciso di intraprendere la carriera militare nell’esercito nazionale jugoslavo è passato all’altra sponda diventando un comandante della Difesa Territoriale a Sarajevo. Perché questa scelta?

«La nascita è il punto di partenza della vita, che per me è stato a Belgrado, in Serbia, dove mia madre mi ha dato alla luce.  Mio padre all’epoca lavorava come insegnante in un villaggio in Serbia. Poi quando divorziò da mia madre, tornò a lavorare nella sua città natale, la Bosnia ed Erzegovina. Poiché mia madre non aveva i mezzi per mandarmi a studiare all’università, mi diplomai all’Accademia militare di Belgrado nel 1950. Il servizio militare mi portò a Sarajevo nel 1966, dove tuttora vivo. Iniziai a lavorare come insegnante nella scuola militare fino al 1984, poi entrai a fare parte dell’esercito nel gruppo dei militari addetti alla Difesa territoriale della Bosnia ed Erzegovina. La difesa territoriale è al di fuori della composizione dell’esercito popolare jugoslavo. All’inizio dell’aggressione del 1992 in Bosnia ed Erzegovina, io facevo parte della Difesa territoriale che era stata organizzata per la difesa del territorio di uno stato indipendente, istituito il 1 ° marzo 1992».

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MADURO CHIEDE AI SUOI MINISTRI DI METTERSI A DISPOSIZIONE DEL GOVERNO

Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro ha chiesto a tutti i ministri del suo governo di mettere a disposizione i loro incarichi, per poter portare a termine “una profonda ristrutturazione dei metodi e del funzionamento del governo bolivariano”.

Lo ha annunciato su Twitter la vicepresidente, Delcy Rodriguez, sottolineando che questi cambiamenti sono necessari per “blindare la patria di Bolivar e Chavez da qualsiasi minaccia”. Ricordando che il presidente, che è stato eletto il 20 Maggio 2018 con 6 milioni 248.864 voti, con l’impegno a migliorare il sistema di governo, priorità l’efficienza in azione cercando di garantire la stabilità sociale fino al 2025.

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BREXIT: CORBYN CHIEDE DI VOTARE CON REFERENDUM

Jeremy Corbyn, leader del partito laburista

Il leader laburista Jeremy Corbyn sembra aprire un mezzo spiraglio a Theresa May sul tema Brexit. Ribadisce di essere contrario in linea di principio all’intesa della premier, ma dice che il suo partito sarebbe pronto a votarlo a condizione che sia poi sottoposto a un “referendum confermativo”, come è stato chiesto con un emendamento dal suo partito.
E parlando con Skynews, Corbyn non ha perso l’occasione per criticare la May per aver continuato a sottoporre il suo piano al voto dei parlamentari. «E’ ridicolo», ha detto annunciando l’intenzione di presentare una mozione di sfiducia nei confronti della premier, nel caso in cui l’intesa venga di nuovo bocciata. Insomma alla vigilia dell’ennesimo voto del Parlamento britannico sull’accordo di Theresa May per la Brexit sembra ancora difficile trovare un accordo.

Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l’offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.

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