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(foto What-u.com ®)

L’aspettativa di vita alla nascita è aumentata nel 2016

L’indicatore più comunemente utilizzato per analizzare la mortalità è l’ aspettativa di vita alla nascita ossia  il numero medio di anni che una persona può aspettarsi di vivere dalla sua nascita. Nel 2016 l’aspettativa di vita alla nascita nell’UE-28 era stimata a 81,0 anni, raggiungendo l’età di 83,6 anni per le donne e 78,2 anni per gli uomini. Dopo il lieve calo osservato nel 2015, l’aspettativa di vita alla nascita nel 2016 è aumentata di 0,3 anni sia per le donne che per gli uomini rispetto al 2015. Complessivamente, tra il 2002 (il primo anno per il quale i dati sono disponibile per tutti gli Stati membri dell’UE) e 2016, l’aspettativa di vita nell’UE-28 è aumentata di 3,3 anni, da 77,7 a 81,0 anni e l’aumento è stato di 2,7 anni per le donne e di 3,7 anni per gli uomini.

Aspettativa di vita alla nascita, UE-28, 2002-2016  (anni)  Fonte: Eurostat (demo_mlexpec)

Nel 2016 l’aspettativa di vita è aumentata in 25 Stati membri, rispetto al 2015, diminuendo solo in Finlandia di 0,1 e rimanendo stabile in Estonia e Portogallo.

Negli anni tra il 2000 e il 2016, l’aumento della speranza di vita alla nascita per gli uomini negli Stati membri dell’UE variava da un minimo di 2,8 anni (in Lituania) a un massimo di 7,7 anni (in Estonia). E per le donne, l’aumento variava da 2,1 anni (in Svezia) a 5,8 anni (in Estonia).

La domanda a questo punto sorge spontanea. Dove si vive meglio e più a lungo? Principalmente in Spagna e in Italia, mentre nelle regioni più orientali dell’UE le aspettative si abbassano.


Il più alto livello di speranza di vita nell’UE è stato registrato nella regione della capitale spagnola della Comunidad de Madrid (85,2 anni), seguita da altre due regioni spagnole, La Rioja e Castilla y León (entrambe 84,3 anni). Al secondo posto si trova la regione italiana della Provincia Autonoma di Trento, e al quinto posto la regione della capitale francese dell’Île de France (84,2 anni).

Aspettativa di vita alla nascita, divario di genere, 2016 (anni, aspettativa di vita femminile – aspettativa di vita maschile)  Fonte: Eurostat (demo_mlexpec)

All’estremo opposto della fascia, i dati più bassi per l’aspettativa di vita alla nascita nel 2016 sono stati registrati nelle regioni bulgare di Severozapaden (73,3 anni), Yugoiztochen (74,4 anni) e Severen tsentralen (74,4 anni); le regioni rumene di Sud-Est (74,4 anni) e Nord-Est (74,6 anni) e la regione ungherese di Észak-Magyarország (74,6 anni).

Nel 2016, le differenze tra le aspettative di vita più alte e più basse tra gli Stati membri dell’UE sono state di 11,5 anni per gli uomini e di 7,8 per le donne. Per gli uomini, la speranza di vita più bassa è stata registrata in

Lituania (69,5 anni) e la più alta in Italia (81,0 anni). Per le donne, l’età variava  da un minimo di 78,5 anni in Bulgaria ad un massimo di 86,3 anni in Spagna.Nel 2016, l’aspettativa di vita per le donne risultava ancora superiore all’aspettativa di vita per gli uomini. Nel 2016, la più grande differenza tra i sessi si è registrata in Lituania (10,6 anni) e la più piccola nei Paesi Bassi (3,2 anni).

Aspettativa di vita al rialzo si sono registrate in Svizzera e Norvegia tra i paesi dell’EFTA rispetto al 2015 e in Albania e Serbia tra i paesi candidati .

Aspettativa di vita alla nascita, 1980-2016 (anni) Fonte: Eurostat (demo_mlexpec)

Negli anni tra il 2000 e il 2016, l’aumento dell’aspettativa di vita alla nascita per gli uomini andava da un minimo di 2,6 anni (in Islanda) a un massimo di 6,7 anni (nel Liechtenstein). E per le donne, l’aumento variava da 2,5 anni a 4,1 anni.

Per quanto riguarda i paesi candidati , i dati relativi agli anni tra il 2000 e il 2016 Eurostat li ha disponibili solo per l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia e la Serbia. L’aspettativa di vita nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia è aumentata di 2,3 anni per le donne e di 2,6 anni per gli uomini, e l’aspettativa di vita in Serbia è aumentata di 4,3 anni per gli uomini e di 3,9 per le donne.

Nel 2016, l’ EFTA e i paesi candidati hanno registrato differenze minori tra l’aspettativa di vita più alta e quella più bassa rispetto all’UE-28. Per i paesi EFTA queste differenze erano di 1,3 anni per gli uomini (da un minimo di 80,4 anni in Islanda a un massimo di 81,7 anni in Svizzera) e 1,6 per le donne (da 84,0anni in Islanda a 85,6 anni in Svizzera). All’interno dei paesi candidati la differenza tra l’aspettativa di vita più alta e quella più bassa è stata di 3,8 anni per gli uomini (da 73,2 anni in Serbia a 77,0 anni in Albania) e a 3,5

Aspettativa di vita a 65 anni, 1980-2016  (anni)  Fonte: Eurostat (demo_mlexpec)

anni per le donne (da 77,5 nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia a 81,0 in Turchia) .

Aspettativa di vita a 65 anni, divario di genere, 2016 (anni, aspettativa di vita femminile – aspettativa di vita maschile) Fonte: Eurostat (demo_mlexpec)

I paesi dell’EFTA hanno registrato differenze relativamente basse tra l’aspettativa di vita alla nascita per uomini e donne, da 3,9 anni in Svizzera e 3,4 a Lichtenstein. Come anche i paesi candidati , dove le differenze hanno registrato una variazione tra 5,6 anni in Turchia e 3,1 in Albania.

Anche l’aspettativa di vita all’età di 65 anni è aumentata nel 2016

Guardando le generazioni più anziane nell’UE-28, dopo la leggera diminuzione nel 2015, l’aspettativa di vita a 65 anni è nuovamente aumentata nel 2016, come è  aumentata anche in tutti gli Stati membri dell’UE tra il 2015 e il 2016.

Nel 2016, una volta che un uomo aveva raggiunto i 65 anni, poteva, in media, aspettarsi di vivere altri 14,0 anni, in Lettonia e 19,7 anni, a Malta. L’aspettativa di vita delle donne all’età di 65 anni invece era più alta; nel 2016 è passata da 17,9 anni in Bulgaria a 23,7 anni in Francia.

Mortalità infantile
Mortalità infantile, 2006 e 2016 (decessi per 1 000 nascite) Fonte: Eurostat (demo_minfind)

Nel 2016 nell’UE-28 circa 18,6 mila risultavano i bambini morti prima di raggiungere un anno di età. Uno dei cambiamenti più significativi che hanno portato all’aumento dell’aspettativa di vita alla nascita è stata la diminuzione dei tassi di mortalità infantile. Durante i 10 anni dal 2006 al 2016, il tasso di mortalità infantile nell’UE-28 è sceso da 4,6 decessi per 1 000 nati vivi a 3,6 decessi per 1 000 nati vivi; estendendo l’analisi agli ultimi 20 anni, il tasso di mortalità infantile è stato dimezzato (7,6 morti per 1 000 nel 1996). Le riduzioni più significative della mortalità infantile sono state generalmente registrate in quegli Stati membri dell’UE che tendevano a registrare livelli più elevati di mortalità infantile nel 2006, rispetto alla media dell’UEMalta ha registrato un tasso di mortalità infantile più basso nel 2006 e mentre nel 2016 ha raggiunto quello più elevato registrando 7,4 decessi per 1 000 nati vivi. A seguire la Romania (7,0 morti per 1 000 nati vivi) e la Bulgaria (6,5 decessi per 1 000 nati vivi), Mentre i più bassi sono stati registrati in Finlandia (1,9 decessi ogni 1 000 nati vivi) e in Slovenia (2,0 decessi ogni 1 000 nati vivi).


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