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Elisabeth Ann Warren ed è la prima candidata democratica  per la corsa alla Casa Bianca del 2020

Si chiama Elisabeth Ann Warren ed è la prima candidata democratica  per la corsa alla Casa Bianca del 2020: nemica dei potenti della Finanza, Elisabeth  difende da sempre la classe media.  Punti fermi della sua sua battaglia per spodestare Trump alle elezioni presidenziali del 2020, lavoro, servizi e sociale. Lei è già agguerritissima per  le primarie democratiche che prenderanno il via tra un anno. Più sui social che sulle piazze, visto che ha appena iniziato la sua campagna elettorale a Council Bluffs, cittadina ai confini tra Iowa e Nebraska, cuore dell’America agricola e della prateria, dove Trump conta ancora tanti sostenitori. Il suo slogan ora è «This is the fight of my life», questa è la guerra della mia vita. Ma perché partire proprio dallo Iowa?  Perché in questo Stato il 3 febbraio 2020 si terranno le prime assemblee dei democratici che daranno il via alla lunga stagione delle primarie e si sa che chi vince nello Iowa fa strike sui media nazionali. I sondaggi sono già iniziati. Secondo una ricerca di Hart Research Associates e Public Opinion Strategies condotta il 9 dicembre scorso  prendendo a campione  725 elettori registrati a livello nazionale, tenuto conto di un margine di errore dl  ± 3,6%, Trump potrebbe non essere più il favorito.  

Questo il quesito posto alle persone intervistate: “Guardando avanti alle prossime elezioni per il presidente, se Donald Trump si candidasse alla rielezione come candidato repubblicano, voterete sicuramente per Trump in quelle elezioni, probabilmente voterete per Trump, probabilmente voterete per il candidato democratico, o sicuramente voterete per il candidato democratico? In questo sondaggio i democratici hanno avuto la meglio.

Ma Trump per ora fa spallucce e i ben informati dicono che l’unico che potrebbe davvero temere è Bernie Sanders che alle primarie del 2016 diede filo da torcere a Hillary Clinton.  La Warren però è una tosta, tanti ricordano che al termine della presidenza di Obama, furono in molti ad ipotizzare che lei  potesse avere buone chances per vincere. Lo scrisse addirittura il Washington Post in un articolo: “Why Elizabeth Warren is perfectly positioned for 2016 (if she wanted to run)”, sostenendo che nessuna meglio di lei avrebbe potuto essere la prima donna presidente degli Usa. Ma Elizabeth all’epoca decise di non correre. E politically correct com’è lei, fece addirittura un passo indietro per non inficiare la corsa alla Casa Bianca della Clinton.  
Ora la battaglia ha avuto inizio e questa volta Elizabeth ha deciso di mettersi in gioco. Trump non perde occasione di ridicolizzarla definendola Pocahontas, su Twitter per la sua dichiarata discendenza dai nativi americani e i suoi video registrati nella cucina di casa sua, mentre è in compagnia del marito Bruce Mann, professore di diritto ad Harvard) e ha una bottiglia di birra in mano. La guerra è solo all’inizio.

Elizabeth sarà in grado di avere la meglio sullo scetticismo di esperti, opinionisti e sondaggisti che ritengono che solo un candidato maschio potrebbe spodestare Trump?
Per lei per ora solo due possibili rivali femminili: la senatrice della California Kamala Harris e quella di New York, Kirsten Gillibrand.
Molti di più i nomi sul fronte maschile: Joe Biden, ex vice presidente di Obama,  Michael Bloomberg ex sindaco di New York, Terry McAuliffe, governatore della Virginia, Julian Castro, Segretario della Casa e dello Sviluppo Urbano degli Stati Uniti d’America durante l’amministrazione Obama e in precedenza sindaco di San Antonio dal 2009 al 2014 e Beto O’Rourke, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato del Texas.


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