• 8
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Istat e la Casa Italia, Dipartimento della Presidenza del Consiglio, lo scorso 30 giugno 2018 hanno reso disponibile un aggiornamento dei rischi naturali in Italia spesso causa del dissesto idrogeologico: nel 2017 ammontava al 91% la percentuale dei comuni italiani (88% nel 2015) ed oltre 3 milioni di nuclei familiari che risiedono in aree ad alta vulnerabilità. Con il segno più anche la superficie potenzialmente soggetta a frane (+2,9% rispetto al 2015) e quella potenzialmente allagabile nello scenario medio (+4%). Complessivamente, il 16,6% del territorio nazionale è mappato nelle classi a maggiore pericolosità per frane e alluvioni (50 mila km2 ). Quasi il 4% degli edifici italiani (oltre 550 mila) si trova in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata e più del 9% (oltre 1 milione) nello scenario medio in zone alluvionabili . Secondo ISPRA sono oltre 7 milioni le persone che risiedono nei territori vulnerabili: oltre 1 milione vive in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata (PAI – Piani di Assetto Idrogeologico) e più di 6 in zone a pericolosità idraulica nello scenario medio (ovvero alluvionabili per eventi che si verificano in media ogni 100-200 anni).

I valori più elevati di popolazione a rischio si trovano in Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Lombardia, Veneto e Liguria. Le industrie e i servizi posizionati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata sono quasi 83 mila, con oltre 217 mila addetti esposti a rischio. Il numero maggiore di edifici a rischio si trova in Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Lazio. Al pericolo inondazione, sempre nello scenario medio, si trovano invece esposte ben 600 mila unità locali di impresa (12,4% del totale) con oltre 2 milioni di addetti ai lavori, in particolare nelle regioni Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia e Liguria dove il rischio è maggiore. Minacciato anche il patrimonio culturale italiano. I dati dell’ISPRA individuano nelle aree franabili quasi 38 mila beni culturali, dei quali oltre 11 mila ubicati in zone a pericolosità da frana elevata e molto elevata, mentre sfiorano i 40 mila i monumenti a rischio inondazione nello scenario a scarsa probabilità di accadimento o relativo a eventi estremi; di questi più di 31 mila si trovano in zone potenzialmente allagabili anche nello scenario a media probabilità. Per la salvaguardia dei Beni Culturali, è importante stimare il rischio anche per lo scenario meno probabile, tenuto conto che, in caso di evento, i danni prodotti al patrimonio culturale sarebbero inestimabili e irreversibili.

I comuni a rischio idrogeologico sono in nove Regioni

Valle D’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria) abbiamo il 100% dei comuni è a rischio. L’Abruzzo, il Lazio, il Piemonte, la Campania, la Sicilia e la Provincia di Trento hanno percentuali di comuni a rischio tra il 90% e il 100%.

Per avere una visione di insieme sui rischi di esposizione a terremoti, eruzioni vulcaniche, frane e alluvioni, attraverso l’integrazione di dati provenienti da varie fonti istituzionali, quali Istat, INGV, ISPRA, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo è possibile consultare il sito
http://www4.istat.it/it/mappa-rischi?, dove compaiono due sezioni distinte: “Indicatori” e “Cartografia”

Indicatori” http://www4.istat.it/it/mappa-rischi/indicatori

“Cartografia” http://www4.istat.it/it/mappa-rischi/indicatori

http://www4.istat.it/it/mappa-rischi

La prima chiamata “Indicatori”, consente la visualizzazione e l’estrazione di oltre 140 variabili a livello comunale relative a: superficie e altre caratteristiche territoriali; rischio sismico, idrogeologico (frane e alluvioni) e vulcanico; stato degli edifici a uso residenziale e delle abitazioni (tipo di materiale utilizzato per la costruzione, numero dei piani fuori terra, epoca di costruzione dei fabbricati e distribuzione delle abitazioni per tipologia di occupanti); numero dei beni culturali presenti nel territorio comunale; indicatori demografici di contesto, quali variazione della popolazione, densità abitativa, indici di vecchiaia e di dipendenza strutturale, vulnerabilità sociale e materiale e numerose altre variabili. È anche possibile visualizzare e scaricare un report di sintesi che fornisce un colpo d’occhio sullo stato dei rischi naturali dei Comuni italiani, anche attraverso visualizzazioni grafiche.

La seconda, la sezione “Cartografia”, permette invece di produrre mappe interattive delle variabili a livello comunale su oltre 20 principali tematiche informative. Provate a collegarvi a questi due siti e fate delle ricerche da soli.

L’aggiornamento delle informazioni riguarda la popolazione residente e le famiglie (ora riferite al 31/12/17) e la popolazione per classi di età (al 1/1/18) mentre tutti gli indicatori che utilizzano dati censuari, in particolare quelli relativi agli edifici, sono aggiornati al 30/6/18. A questo proposito si fa presente che ad aprile 2017 si è costituito il nuovo comune di Mappano (TO) come aggregazione di porzioni di territorio dei comuni di Caselle Torinese, Borgaro Torinese, Leini e Settimo Torinese. Per questi quattro comuni, alcuni dati e indicatori – basati su informazioni di fonte censuaria – fanno ancora riferimento alla geografia precedente.

Sono stati aggiornati anche i dati sui rischi idraulici e idrogeologici forniti da Ispra nel 2018 e relativi al 2017. Quanto ai rischi sismici, idrogeologici e vulcanici, per ciascun Comune i dati sono corredati da informazioni demografiche, abitative, territoriali e geografiche.

Recentemente il sito è stato infine arricchito con nuovi metadati e note – sulla pagina indicatori riguardo gli aggiornamenti della geografia comunale.


  • 8
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Translate »
error: Content is protected !!