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Carlo Sangalli, Presidente di Unioncamere

Il sistema delle imprese, nonostante un 2018 trascorso con l’affanno, alla fine mette a segno un saldo positivo tra aperture e chiusure. Nell’anno da poco concluso i terminali delle Camere di commercio hanno registrato l’iscrizione di 348.492 nuove imprese (8.500 in meno rispetto al 2017) e 316.877 chiusure di imprese esistenti (quasi 6mila in più rispetto al’anno precedente). Il risultato di queste due dinamiche ha consegnato a fine dicembre un saldo positivo per 31.615 imprese, con una crescita dello 0,5%.
E’ quanto emerge, in sintesi, dai dati diffusi da UnioncamereInfoCamere sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel 2018.

A trainare la crescita del tessuto imprenditoriale del Paese nell’anno appena concluso il Mezzogiorno. Quasi il 60% del saldo è dovuto alla performance di Sud e Isole, dove il bilancio è stato positivo per 18.705 unità. In crescita le società di capitali mentre diminuiscono imprese individuali e società di persone.

In affanno il settore artigiano, con numeri in netta diminuzione .

«Resta alta la voglia di impresa degli italiani», ha commentato
il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli,  «anche se si avvertono segnali di indebolimento da non trascurare. Occorre sostenere ancora questa vitalità imprenditoriale, anche se la sfida per il sistema Paese è quella di permettere alle aziende di restare sul mercato, contribuendo così alla stessa crescita occupazionale».


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