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- 41 GIORNI ALLA BREXIT E LA MAY CERCA SOSTEGNO PER EVITARE IL TRACOLLO - WHAT-U

premier britannica Theresa May

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è fissata per il 29 marzo 2019, ma il Regno Unito è ancora in alto mare. Così la premier Theresa May ha fatto un appello un po’ fuori dal solito stile e dai toni differenti inviando una lettera, ai 337 parlamentari del suo partito conservatore perché mettano da parte i loro “punti di vista divergenti” e si uniscano in appoggio al negoziato per un nuovo accordo con Bruxelles sulla Brexit. “La storia ci giudicherà tutti” ha scritto nella missiva May, dopo essere messa in minoranza giovedì in parlamento sulla mozione da lei stessa presentata a favore del supplemento di trattativa con l’Ue.

Nella lettera, di cui alcuni stralci sono riportati dalla Bbc, la May parla della sconfitta ai Comuni di giovedì come di una “delusione”. “Non intendo disconoscere la sincerità e la profondità dei punti di vista dei colleghi su questo importante problema, né il fatto che siamo tutti motivati da un comune desiderio di fare ciò che è meglio per il nostro Paese, anche se siamo in disaccordo sui mezzi. Ma credo che non riuscire a trovare un compromesso, necessario per raggiungere e far passare in Parlamento un accordo di fuoriuscita dall’Unione europea, che dia attuazione a quanto chiesto nel referendum, deluderebbe il popolo, che ci ha delegato di rappresentarlo, mettendo a rischio il futuro luminoso che merita”, ha scritto la premier.

E poiché il rischio che non passi un accordo di fuoriuscita, diventa con il passare del tempo sempre più reale, perché il Parlamento potrebbe bloccare la Brexit e obbligare gli inglesi al “NO DEAL”, ossia a uscire dall’Ue senza accordo, con danni per l’economia britannica e per l’occupazione devastanti, la May è oramai disposta a tutto per salvare il destino della nazione.


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