BREXIT IN BILICO: TORIES E DUP ANCORA NO A MAY

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Accordo ancora lontano. E la May dice: «Un accordo che rappresenta il compromesso migliore possibile» aggiungendo che dire no oggi rappresenterebbe un salto nel buio e che "non ci sono garanzie" che l'Ue sia disposta a concedere un rinvio rispetto alla data del 29 marzo per evitare un no deal

Le proposte della May al ritorno da Strasburgo non piacciono a otto deputati di spicco dei Tory brexiteer più oltranzisti e degli alleati unionisti nordirlandesi del Dup quindi la May deve pensare a un piano B. Le intese raggiunte a Strasburgo dalla premier con i vertici Ue sul backstop “non soddisfano l’impegno preso dal governo alla Camera dei Comuni di ottenere cambiamenti legalmente vincolanti nell’accordo di recesso”, scrivono gli 8, fra cui

Dominic Raab, rappresentante del Partito conservatore e Segretario di Stato per l’uscita dall’Unione europea dal 9 luglio al 15 novembre 2018

l’ex ministro conservatore per la Brexit, Dominic Raab, e il capogruppo del Dup, Nigel Dodds. Brexit quindi ancora in alto mare, con lo spauracchio del naufragio.

Nigel Dodds,
Capo del Partito democratico unionista
alla Camera dei Comuni

«Oggi è il giorno della decisione, oggi è il tempo di attuare ciò che il popolo, non questa Camera ha stabilito votando a favore del referendum sulla Brexit e chiedendo un cambiamento», ha dichiarato oggi la premier Theresa May nell’ultimo appello ai Comuni prima del voto di ratifica sul suo accordo.

il premier britannico Theresa May


«Un accordo che rappresenta il compromesso migliore possibile», ha ripetuto, invitando i deputati al “pragmatismo nel bilanciare rischi e benefici” e nell’evitare di far sì che “la ricerca della perfezione sia nemica del bene”. La premier ha avvertito i deputati che dire no oggi rappresenterebbe un salto nel buio e che “non ci sono garanzie” che l’Ue sia disposta a concedere un rinvio rispetto alla data del 29 marzo per evitare un no deal, né sulla durata di questo eventuale slittamento che dovrebbe essere approvato “all’unanimità da 27 Paesi”.


Arlene Foster, ex Primo ministro dell’Irlanda del Nord e leader del Partito Unionista Democratico dal 17 dicembre 2015

La leader della destra unionista nordirlandese del Dup, Arlene Foster, ha formalizzato la decisione del suo partito – alleato dei Conservatori al Parlamento britannico – di “non sostenere” oggi l’accordo presentato dalla premier Theresa May, riconoscendo “alcuni limitati progressi” fatti negli ultimi colloqui con l’Ue, ma giudicandoli “insufficienti” a tutelare l’Irlanda del Nord dall’eventuale “impatto” del backstop “sull’integrità economica e costituzionale” del Regno Unito.

Jeremy Corbyn,
leader del Partito Laburista dal 2015

Anche il Partito Laburista voterà di nuovo contro l’accordo sulla Brexit di Theresa May, dopo le intese di Strasburgo che non garantiscono “nessun cambiamento” sostanziale. Lo ha detto il leader dell’opposizione britannica, Jeremy Corbyn, leader del Partito Laburista, replicando alla premier Tory, sostenendo che il governo “ha fallito” nel portare a casa “gli obiettivi” che esso stesso si era dati sul backstop irlandese. «Questo accordo non dà un livello sufficiente di certezze al Paese” ed è figlio del “caos” interno alla maggioranza», ha tagliato corto Corbyn.


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