IN CARCERE I RAGAZZI DI MANDURIA

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Convalidati fermi anche in relazione al reato di tortura

“Polizia, carabinieri aiuto, aiuto. Dove sono….dove sono…” queste le ultime grida disperate di Antonio Stano, il 66enne di Manduria morto
per “shock cardiogeno” il 23 aprile scorso, dopo mesi di continue angherie e violenze perpetrate da un gruppo di ragazzi del posto due maggiorenni e gli altri tutti minorenni che registravano con i loro cellulari le loro “bravate”.

La vittima era stata soccorsa dalla Polizia nella sua abitazione il 5 aprile scorso, circostanza che ha consentito agli agenti di farlo ricoverare in ospedale per le precarie condizioni fisiche in cui lo avevano trovato e di venire a conoscenza delle diverse violenze subite ad opera di un gruppo di giovani.

Ora per gli indagati, due maggiorenni e sei minorenni che devono rispondere a vario titolo dei reati di tortura, danneggiamento, violazione di domicilio e sequestro di persona aggravati si sono aperte le porte del carcere.

Il gip del Tribunale di Taranto non ha convalidato i fermi (ritenendo non sussistente il pericolo di fuga) dei due maggiorenni coinvolti nell’indagine sulle violenze e ha emesso nei confronti dei due indagati un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Stessa decisione è stata adottata ieri dal gip minorile che ha mandato in carcere i sei minorenni. Quindi il giudice ha condiviso il quadro accusatorio della Procura, anche in relazione al reato di tortura.


“La misura della custodia cautelare in carcere – scrive il gip del Tribunale ordinario Rita Romano – appare sostanzialmente adeguata alla gravità dei fatti, avendo gli indagati dimostrato notevole inclinazione alla consumazione di reati, totale inaffidabilità e completa assenza di freni inibitori”. Sul resto c’è solo da scrivere la parola “vergogna” accanto al nome di tutte le persone che sapevano e non hanno fatto nulla per evitare questo scempio, da alcuni addirittura condiviso su Whatsapp come se fosse uno di quei tanti video che oramai sono abituati a vedere i ragazzi, dove non c’è più una netta divisione fra il bene e il male, ma dove tutto, anche quello che è accaduto a Manduria, può sembrare solo un semplice scherzo. (CB)


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Mi chiamo Patrizia Vassallo, sono il direttore di What-u, scrivo da sempre, da quando alle elementari ho iniziato a fare il mio primo giornalino scolastico e sono una giornalista professionista dal 1993 (iscritta all'Albo dei Giornalisti Professionisti della Lombardia). Ho lavorato per alcuni quotidiani, (Il Secolo XIX, Il Mercantile, The Daily Mirror, Le Monde), e poi per molti magazine italiani e alcuni stranieri, The Face, Gente, Onda Tv, Gente Viaggi, Gioia, Gente Money, Il Nostro Budget, Eva Tremila, Marie Claire), sono spesso stata in giro per il mondo... Ora, da poco più di un anno, sono il direttore di What-u! Scrivere per me non è una professione, ma una passione da condividere con i lettori!

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