Il premier italiano Giuseppe Conte

Domani a Osaka l’appuntamento dell’Italia con i G20, per il forum internazionale in cui trovano rappresentanza i diciannove paesi più industrializzati del mondo (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sudafrica, Corea del Sud, Turchia, Gran Bretagna e Stati Uniti) più l’Unione europea, avrà un significato particolare per l’Italia la cui economia ora è sotto la lente di ingrandimento dei vertici europei che devono decidere se attivare o meno la procedura di infrazione. L’arrivo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del Ministro dell’Economia Giovanni Tria a Osaka è previsto nella tarda serata di oggi, (intorno alle 11 ora italiana) all’aeroporto internazionale del Kansai – quello con il terminal lunghissimo disegnato da Renzo Piano. Conte e Tria hanno un compito importantissimo: cercare di evitare che i ministri delle Finanze dell’Eurozona il 9 luglio approvino l’avvio della procedura di infrazione contro l’Italia. Un tentativo che può intrecciarsi con i colloqui dietro le quinte con la cancelliera Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron, lo spagnolo Pedro Sanchez ( la Spagna è invitata al G20), e a parte con Junker e Tusk, per cercare di arrivare a sbloccare le nomine per il rinnovo di vertici delle più alte istituzioni dell‘Unione europea. Già venerdì mattina si terrà un delicato incontro tra i leader europei presenti, preceduto da una conferenza stampa congiunta di Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, i presidenti uscenti di Commissione e Consiglio europeo.

ph. Getty Images

Sotto i riflettori finiranno anche le tensioni commerciali tra le due maggiori economie del mondo, gli Stati Uniti e la Cina, l’accordo nucleare iraniano e i cambiamenti climatici, che già destano non poche preoccupazioni.

“Sarà un G20 difficile, ci saranno sfide globali da affrontare, dobbiamo fare un passo avanti per evitare le minacce climatiche … riformare l’Organizzazione mondiale del commercio e prepararci per la rivoluzione digitale”, ha detto Donald Tusk, il presidente del Consiglio dell’Unione europea.

Previsto un incontro tra il presidente Donald Trump e il premier cinese, Xi per sabato quando gli incontri del G-20 si concluderanno. Per Xi questa è la prima visita in Giappone da quando è diventato leader della Cina nel 2013.

Un leader in movimento quello cinese che la scorsa settimana ha fatto visita anche a Kim Jong-un, il suo omonimo nella Corea del Nord, per tentare di sbloccare l’impasse tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti sul programma nucleare di Pyongyang e verificare se ota Kim potrebbe essere pronto a denuclearizzare.

Trump dovrebbe visitare la Corea del Sud dopo aver lasciato il Giappone, ma il viaggio non è stato ancora ufficializzato.

Abe ha cercato di rendere il vertice di Osaka un punto di riferimento per tutti i leader partecipanti. Il presidente francese Emannuel Macron durante una visita di stato a Tokyo mercoledì, ha descritto il cambiamento climatico come una questione di “linea rossa”.

“È il momento di essere veramente in tempo di fronte alla storia e di adempiere alle nostre responsabilità”, ha affermato Macron. “Non firmerò se non andremo oltre nella nostra ambizione riguardo ai cambiamenti climatici. Ciò significherebbe che tutti quei vertici sono inutili”.

INTANTO A HONG KONG

Migliaia di persone, dopo il raduno di Edinburgh Place a Hong Kong, stanotte hanno circondato la sede centrale della polizia a Wan Chai, ultimo evento di una giornata piena di iniziative contro la legge sulle estradizioni in Cina e per sollecitare l’attenzione del G20 di Osaka. Secondo i media locali, i manifestanti hanno creato blocchi con le transenne e oscurato le telecamere di sorveglianza con il nastro adesivo. Le autorità dell’ex colonia hanno diffuso un appello chiedendo di manifestare “agendo in modo pacifico e ordinato”, mentre la polizia ha chiesto di “lasciare libero l’accesso ai veicoli d’emergenza perché i servizi di soccorso siano assicurati al pubblico e non ostacolati”. Questa mattina, la giornata si è aperta con una marcia di circa 1.500 persone per sollecitare l’attenzione dei Paesi del G20 sulla legge per le estradizioni in Cina.


        
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