ADDIO JOAO GILBERTO, GENIO DELLA MUSICA - WHAT-U

Il musicista brasiliano Joao Gilberto durante una delle sue ultime performance
ph. Afp/Getty

E’ morto a Rio de Janeiro, il musicista brasiliano Joao Gilberto, tra i padri della Bossa Nova. Aveva 88 anni. Lo ha annunciato il figlio Joao Marcelo con un post su Facebook. Joãozinho (così chiamato oltre che dai famigliari anche dagli amici più cari), sesto figlio di una numerosa famiglia, fin da bambino ha sempre mostrato un interesse solo per una cosa: la musica.

Chitarrista autodidatta, ma principalmente cantante, Gilberto si trasferì, all’età di 18 anni, a Salvador dove ottenne un discreto successo esibendosi dal vivo in alcuni programmi radiofonici. Leader della band radiofonica Garotos da Lua (Ragazzi dalla luna), nel 1950 arrivò a Rio de Janeiro. Ossessionato dall’idea di trovare una nuova via nell’esprimersi con la chitarra, si stabilì a Porto Alegre, dove perfezionò il suo stile. I suoi sforzi giunsero a buon fine, soprattutto grazie all’incontro con Antônio Carlos Jobim, pianista e compositore, influenzato dalla musica popolare nordamericana contemporanea del tempo: il jazz. Da questo incontro nacque il movimento della Bossa Nova. E nel 1958 Joao pubblicò il suo primo lavoro, Chega de saudade, uno dei brani che meglio definiscono il concetto di Bossa Nova, ottenendo uno straordinario successo nel suo paese.

Nel 1962, la bossa nova venne seguita da molti jazzisti nordamericani, come Herbie Mann, Charlie Byrd e Stan Getz, che invitò Gilberto e Jobim a collaborare su quello che divenne uno degli album di jazz più venduti di tutti i tempi, Getz/Gilberto. Riconosciuto mondialmente come l’artefice e maggior esponente del nuovo genere, spartiacque tra il passato, presente e futuro della musica brasiliana, Joao proseguì nelle sue performance per tutti gli anni sessanta, ma non incise alcun altro album fino al 1968, quando uscì Ela É Carioca EP, registrato durante la residenza in Messico. Nel 1973 uscì João Gilberto, a volte citato come l'”Album bianco” della bossa nova, con riferimento al White Album dei Beatles. Nel 1976 è la volta di The Best of Two Worlds, in collaborazione con la cantante Miúcha (sorella di Chico Buarque), con la quale poi si sposa nell’aprile del 1965, dopo avere divorziato dalla prima moglie. Nel 1977 esce Amoroso con l’orchestrazione di Claus Ogerman. Come era stato per tutti gli album di Gilberto, anche questo conteneva principalmente composizioni di Jobim, mescolate con i più vecchi samba e melodie nordamericane degli anni quaranta. Nel 1980 fu prodotto Brazil, nel quale Gilberto collaborò con Gilberto Gil, Caetano Veloso e Maria Bethânia, che verso la fine degli anni sessanta avevano fondato il movimento Tropicalia che aveva fuso la bossa nova con il rock.


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