VINCE MĪTSOTAKĪS, SCONFITTA LA SINISTRA DI TSIPRAS - WHAT-U

di Alexandre Papadopoulos

ph. Aris Messinis/ AFP

Kyriakos Mītsotakīs, leader del partito conservatore di Nea Dimokratia (Nuova Democrazia) all’Opposizione al Parlamento Ellenico, vince le elezioni in Grecia. Alexīs Tsipras, il premier greco uscente appena ha saputo i risultati ha ammesso la sconfitta elettorale e ha telefonato Kyriakos e poco dopo ha rilasciato una dichiarazione ai giornalisti: ” I cittadini hanno scelto. E noi rispettiamo il risultato, perché il cambio di governo è l’essenza della democrazia, non un paradosso. Ho fatto i complimenti a Mitsotakis e domani gli consegnerò l’ufficio del primo ministro”. Tsipras a margine del suo intervento pubblico ha poi aggiunto che Syriza ha fatto “scelte difficili” per cambiare il paese, “pagando un alto prezzo”. Ma non tutti la vedono allo stesso modo di Tsipras accusato, come il leader di Syriza di avere abbandonato le proposte più radicali promesse ai cittadini e di avere man mano ceduto il passo ai dettami di Bruxelles a cui aveva dato battaglia. “Molti elettori si sentono traditi dal premier e hanno smesso di sostenerlo”, ha spiega Omaira Gill, una giornalista del sito di analisi politica Macropolis a “Il Foglio.it”: “Tsipras ha gradualmente abbandonato tutto ciò che aveva promesso, gli esempi più importanti sono i tagli alle pensioni e la mancata revoca di una tassa sulle proprietà”. In realtà il governo greco è riuscito a risanare l’economia, con una crescita poco inferiore (dell’1,9% nel 2018), a quella prevista al 2,1 per cento nel 2019 secondo l’Ocse, ma i consensi di Syriza si sono decimati negli ultimi cinque anni a beneficio di Nuova Democrazia.  Le prime proiezioni della Singular Logic per le elezioni greche assegnano a Nea Dimokratia il 39,8% dei voti e 158 seggi. Syriza prende il 31,6% (86 seggi). I socialisti di Kinal 8,3% (23); il Kke 5,3% (14); i nazionalisti di Elliniki Lysi 3,7% (10); Diem 25 il 3,4% (9). Sono stati circa 10 milioni i greci chiamati alle urne per le elezioni politiche anticipate.  I seggi hanno aperto alle 7 locali (le 6 in Italia) e hanno chiuso alle 19 (le 18 in Italia). Il sistema elettorale greco è un ‘proporzionale rafforzato’: il partito che prende la maggioranza relativa a livello nazionale ottiene un bonus di 50 seggi, per avere la maggioranza assoluta dei 300 seggi che compongono il parlamento monocamerale greco servono dunque 151 deputati. Una parte di seggi vengono assegnati sulla base dei voti presi nelle varie regioni (il Paese è diviso in 56 circoscrizioni, che corrispondono grossomodo alle regioni, con le aree più popolose, come Atene e l’Attica, che sono a loro volta divise in sotto-circoscrizioni). Con il 40,5% dei voti si ha la certezza di avere la maggioranza assoluta. Ma è una soglia molto difficile da raggiungere: per cui, il raggiungimento dell’autonomia parlamentare è condizionato, per i partiti maggiori, dalla presenza o meno nel parlamento delle formazioni politiche minori, che devono superare la soglia di sbarramento del 3%. Meno ce ne sono, più bassa è la percentuale necessaria ad avere la maggioranza assoluta. 

Oggi il giuramento

Alle 12, (le 11 in Italia) Kyriakos Mitsotakis sarà al Palazzo Presidenziale a prestare giuramento nelle nuove vesti di primo ministro e poi riceverà dal Presidente Prokopis Pavlopoulos il mandato per formare il governo, i cui nomi verranno resi noti mercoledì 10 luglio.

Il toto-cariche

Secondo il sito di notizie greco In.gr, il Ministero delle Finanze, potrebbe essere assegnato Christos Staikouras anche se non è esclusa la possibilità di ripensamenti last minute. Al Ministero degli Esteri dovrebbe andare Nikos Dendia e a quello della Difesa Vasilis Kikilias. Per il Ministero dell’Ordine Pubblico e della politica migratoria pare che il nome scelto sia quello di Michael Chrisochoïdis. Mentre al Ministero dello Sviluppo è previsto l’arrivo di Adonis Georgiadis e al Ministero del Turismo, di Olga Cefaloyiannis.

La radiografia dei voti

Interessanti sono i dati degli exit poll, scrive il sito greco In.gr, che offrono un’istantanea degli elettori che hanno votato alle elezioni nazionali, ossia i giovani di età compresa tra i 17 ei 24 anni, gli ultra 54enni e i dipendenti pubblici e liberi professionisti. Proprio quest’ultimi pare che in queste elezioni abbiano fatto la differenza votando quasi uno su due, Nuova Democrazia (44,6%) mentre il 24,5% ha optato per Syriza. Secondo Singular Logic, l’azienda incaricata per fare lo spoglio, gli elettori di queste elezioni sono divisi in tre gruppi di età principali: quelli di 17-34, i 35-54 e i 54+. Nel gruppo 17-34enni SYRIZA arriva prima con il 36,8% seguita da Nuova Democrazia con il 30,6%. In coda MPA25 con 6%, KINAL con 5,7%, KKE con 5,6%, Chrisi Avgi con 4,7%, Soluzione greca con 3,2%. Nella fascia di età dei 35-54enni, Nuova Democrazia conquista il il 40,8%, SYRIZA il 29,5%, KINAL il 7,3%, KKE e la soluzione greca il 4,4%, MPA25 il 3,9 % e la Golden Dawn il 3,2%. Gli ultra 54enni hanno votato per la maggior parte Nuova democrazia che ha ricevuto il 43,2% delle preferenze, seguita da SYRIZA con il 30,8%, Kinal con il 10,4%, KKE al 6%, la soluzione greca con il 3,3%, Alba dorata con l’1,8% e MPA 25 con l’1,7%.

LE ALTRE ISTANTANEE…

I giovani dai 17 ai 24 anni

Secondo l’exit poll, il 29,7% dei giovani ha votato Nuova Democrazia, il 33,8% SYRIZA e il 4,2% KINAL.

Il KKE ha ricevuto il 5,5% delle preferenze dei giovani, e Chrisi Avgi, che nel 2015 aveva preso l’11% dei consensi da questa fascia d’età, è sceso al 5,7%. . 

Gli elettori con più di 54 anni

La più votata è stata New Democracy con il 44,3%, seguita da SYRIZA con il 28,2%. Il Kinal è arrivata in terza posizione con il 9,1%, in quarta il KKE con il 6,8%, in quinta la soluzione greca con il 3%, seguiti da Golden Dawn e MeRA25 che rispettivamente hanno ottenuto il 2,5% e il 2,1% delle preferenze.

I dipendenti dello Stato

SYRIZA ha ricevuto il 34,1 % dei voti, seguita da New Democracy con il 32%.

KINAL ha ottenuto l’7,1% delle preferenze, il KKE il 5,3%, Golden Dawn il 4,3%, MRA25 il 3,5% e Risoluzione Greca il 4,6%.

I liberi professionisti

Quasi uno su due, ha votato Nuova Democrazia (44,6%) mentre il 24,5% ha optato per Syriza.


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