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 Le strade di Kansas City dopo il divieto di circolazione a causa del COVID-19
(Foto AP / Charlie Riedel, File)

di Colin Anthony Groves

USA mappa COVID-19 Associated Press mappa per contea 

Negli Usa (USA mappa COVID-19 Associated Press mappa per contea) il bilancio dei contagiati ieri è salito a 82.000 e le persone morte a causa del Coronavirus a 1.194 e 3,3 milioni di americani sono rimasti senza stipendio e hanno fatto domanda per sussidi di disoccupazione in una sola settimana. Con 9.834.000 km2 in totale e circa 330 milioni di abitanti, gli Stati Uniti sono il terzo paese al mondo per superficie, il terzo paese al mondo per numero di abitanti prima dell’Indonesia e dopo la Cina e l’India e ora il primo per numeri di contagi con preoccupanti aumenti delle infezioni a Chicago e Detroit.

I Clinton inviano 400 pizze agli ospedali americani. E c’è già chi ha detto solo pizze?

New York City, scrive Ap, si trova nel più grande focolaio del Coronavirus, la situazione è fuori controllo perché si sta ripetendo quello che è accaduto prima in altri Paesi, Cina esclusa perché dopo la SARS, suo malgrado ha maturato un notevole know how sul ‘WHAT HAVE TO DO‘. E sembra davvero strano, ma per la prima volta sono gli Usa che vengono secondi all’Italia per un evento di proporzioni mondiali. Un triste primato che ora sta mettendo in ginocchio molte città americane perché “non ci sono test adeguati e dispositivi di protezione adeguati e il rischio è che il contagio si moltiplichi. E solo questione di tempo prima che vengano colpiti tutti”, scrivono Bernard Condon, Jim Mustian e Jennifer Peltz di Ap. Ieri serasolo in Louisiana il totale dei contagi ha toccato quota 2.300 e 86 decessi e gli ospedali di New Orleans pare siano a un passo dall’implosione, motivo per cui 3.000 pazienti sono stati già trasferiti nel centro congressi della città.

In questa foto del 17 marzo, le persone aspettano in fila per ricevere aiuto con le indennità di disoccupazione presso il One-Stop Career Center di Las Vegas. (AP Photo / John Locher, File)

Trump per l’emergenza lancia l’offerta di 2,2 trilioni di dollari

Lo storico pacchetto di emergenza da $ 2,2 trilioni in fase di approvazione finale al Congresso degli Stati Uniti proposto da Trump rivolto alle imprese e alle famiglie che si trovano ad affrontare una crisi del Coronavirus, oltre a essere la più colossale offerta di aiuti proposta da un presidente americano fino ad oggi, potrebbe ovviamente dare un po’ di ossigeno alla nazione. Il piano di salvataggio, che dovrebbe essere votato alla Camera oggi e dispenserebbe assegni da 1.200 dollari per adulto e 500 dollari per bambino. Nel frattempo Trump ha annunciato che i funzionari federali stanno sviluppando delle linee guida per valutare le contee in base al rischio di diffusione del virus.

Secondo gli ultimi studi di settore, le imprese in Europa stanno licenziando i lavoratori a un ritmo più rapido rispetto al 2009. E negli Stati Uniti in una settimana 3,3 milioni di americani (5 volte in più il vecchio record, stabilito nel 1982) sono rimasti senza lavoro e hanno fatto richiesta del sussidio di disoccupazione.

In India , dove 1,3 miliardi di persone nel paese avevano ricevuto l’ordine di restare a casa, centinai di migliaia di poveri sono rimasti improvvisamente disoccupati e ora rischiano di morire di fame oltre che a causa del Coronavirus. L’India ha il secondo numero più alto al mondo di persone che vivono in condizioni di estrema povertà. I conducenti di risciò, venditori ambulanti, cameriere, lavoratori a giornata e altri lavoratori a basso salario costituiscono la spina dorsale dell’economia e molti vivono quotidianamente con i loro salari e ora non hanno risparmi su cui contare. “La nostra prima preoccupazione è il cibo, non il virus”, ha detto ad Ap, Suresh Kumar, 60 anni, un risciò di Nuova Delhi, la cui famiglia di sei persone fa affidamento solo sui suoi guadagni giornalieri di 300 rupie che equivalgono a 3,60 euro. Il governo indiano ha annunciato un pacchetto di aiuti economici da 1,7 trilioni di rupie ($ 22 miliardi) per assicurare razioni mensili di grano e lenticchie a 800 milioni di persone.

In tutto il mondo, il bilancio delle vittime è salito a circa 8.200 in Italia, 4.100 in Spagna e 1.700 in Francia

Dann Dykas, 37 anni, di Portland, Oregon, è stato licenziato dal suo lavoro aiutando a progettare e allestire mostre per fiere. “Tutto è così surreale”, ha detto ad Ap. “Non riesco nemmeno a chiedere un colloquio per un altro lavoro e ora dobbiamo preoccuparci di più di stare attenti e prenderci cura di noi stessi.

Claudio Colombo, fisioterapista

“La situazione è difficile”, racconta Claudio Colombo, fisioterapista di Milano, che ha dovuto quasi fermare la sua attività. “Mi ritengo ancora un fortunato in una situazione di questo genere visto che posso ricevere i pazienti, ovviamente secondo le direttive sanitarie vigenti varate in Italia. “E devo dire che mai come adesso ho ricevuto così tanti gesti di affetto da persone con le quali prima mi scambiavo un semplice saluto. Ho pazienti che prima di venire a fare una terapia, mi chiedono se ho bisogno di qualcosa, se mi manca qualcosa che possono acquistare loro al posto mio al supermercato, perché nel frattempo uno dei loro famigliari è già dentro al supermarket a fare la spesa. E poi c’è chi non sta bene e non può pagare subito. Io non lascio nessuno per ultimo. Siamo tutti in una dimensione diversa. Nello studio dove lavoro c’è una grande collaborazione fra i medici. Questo virus anche se purtroppo ha portato via la vita a tante persone, ci ha fatto scoprire che nella vita ci sono molti altri valori che andrebbero messi al primo posto e che dovremmo d’ora in poi mettere al primo posto”.

In Italia, la terza più grande economia dell’eurozona, “le perdite economiche dovute alla cessazione della produzione a causa della diffusione del Coronavirus potrebbero ammontare a circa 100 miliardi di euro al mese”, ha dichiarato Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria.

Secondo il capo di Confindustria il 70% delle capacità produttive è stato fermato nel Paese.

“Se il Pil è di 1800 miliardi all’anno vuole dire che produciamo 150 mld al mese, se chiudiamo il 70% delle attività vuol dire che perdiamo 100 miliardi ogni trenta giorni”, ha sottolineato Boccia.

Nel Medio Oriente, l’Arabia Saudita ha annunciato un blocco totale della capitale, Riyadh e di altre due città, La Mecca e Medina, oltre al un coprifuoco nazionale. Negli Emirati Arabi Uniti, le autorità hanno annunciato un blocco durante il fine settimana e hanno usato i droni per dire alle persone di rimanere a casa. In Brasile, dove a partire da giovedì, il paese ha contato oltre 2.500 casi di contagi e 59 morti, i governatori del paese stanno sfidando il presidente Jair Bolsonaro che pare abbia intenzione di riaprire scuole e imprese, respingendo la sua tesi secondo cui la “cura” migliore per combattere la malattia è la chiusura totale. Un po’ come aveva detto all’inizio delle infezioni anche Boris Johnson, che tra l’altro è risultato positivo al Coronavirus, per poi cambiare rapidamente idea evidentemente grazie ai consigli di illustri luminari. In queste ore tra l’altro, continua a girare una notizia, negli ultimi giorni più volte smentita da Buckingham Palace, secondo la quale il principe Filippo, 98 anni, marito della regina Elisabetta, sarebbe morto.

L’applauso virale delle star sui Social

E se gli Italiani per ringraziare i medici, gli infermieri, gli addetti alla manutenzione, alle pulizie negli ospedali hanno cantato dalle finestre di tutta Italia, Bergamo esclusa visto che per l’aumento dei numeri dei morti i bergamaschi, già riservati di loro, hanno preferito non farlo, le star del piccolo e grande schermo straniere su Instagram si stanno esibendo in tanti applausi per ringraziare gli staff dei medici e infermieri impegnati in prima linea per salvare le persone contagiate dal Coronavirus. A partire dai Beckham. David Beckham nel suo profilo ha scritto: “Felici di unirci a tutto il paese per ringraziare i coraggiosi operatori sanitari e il nostro brillante NHS (Natiobal Health Service), che lavorano instancabilmente nella lotta contro COVID-19″. ️

Anche l’ex 007, Daniel Craig e la moglie Rachel Wiesz si sono uniti alla coda di applausi, che ora si allungherà parecchio, su Instagram.

 


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