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L’avvocato Fabrizio Ventimiglia, Presidente Csb

Ha ricevuto il parere favorevole del Governo ed ora per l’approvazione si aspetta il voto in Commissione Bilancio nei prossimi giorni, l’emendamento al decreto Cura Italia lanciato qualche settimana fa dal Centro Studi Borgogna (Csb), l’associazione di giuristi che, tra i primi aveva lanciato la proposta al Governo, di cui primo firmatario è stato l’onorevole Andrea Marcucci del Pd, che prevede l’esonero della responsabilità giuridica degli operatori sanitari, una sorta di scudo penale e civile a medici, infermieri e a chiunque impegnato contro l’emergenza causata dal Covid-19. Proposto dopo le polemiche sorte in seguito alle campagne dirette a intentare cause agli operatori sanitari e alle reazioni della comunità medica, il documento prevede la non punibilità degli operatori sanitari, sia civile che penale, salvo alcuni casi particolari, come le “condotte” scorrette e i casi di “colpa grave”. In questo ultimo caso, l’emendamento prevede “che si debba tenere conto della proporzione tra le risorse umane e materiali disponibili e il numero di pazienti su cui è necessario intervenire nonché il carattere eterogeneo della prestazione svolta in emergenza rispetto al livello di esperienza e di specializzazione del singolo operatore”. Il documento prevede infine che “la colpa si considera grave unicamente laddove consista nella macroscopica e ingiustificata violazione dei principi basilari che regolano la professione sanitaria o dei protocolli o programmi emergenziali eventualmente predisposti per fronteggiare la situazione in essere”.

“Lo scudo è essenziale per tutelare gli eroi impegnati in prima linea nelle corsie. In questi momenti di drammatica emergenza socio-sanitaria appare infatti indispensabile”, ha dichiarato l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, Presidente Csb, “che il Governo adotti provvedimenti finalizzati a salvaguardare il ruolo di medici, infermieri e di chiunque oggi sia impegnato contro il Coronavirus. Siamo stati tra i primi a richiedere questi provvedimenti alle Istituzioni e siamo in linea con il Consiglio Nazionale Forense che ha promesso un’attenta e forte vigilanza delle istituzioni forensi nel sanzionare i comportamenti di quei pochi avvocati che intendono speculare sul dolore”. (A.V.)


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