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Fabrizio Corona
(ph. Ansa)

di Paola Palmisi

Ieri mattina a Milano la Polizia di Stato ha notificato a Fabrizio Corona una diffida emessa dal Tribunale di Sorveglianza, con cui gli viene intimato il rispetto delle regole sul distanziamento sociale previste dagli ultimi provvedimenti governativi per contenere l’emergenza sanitaria in corso. “Nei giorni scorsi”, riporta il comunicato stampa che ci ha spedito l’ufficio stampa della Polizia di Stato, “è stato accertato che lo stesso, nonostante fosse sottoposto alla detenzione domiciliare, ha più volte ricevuto il suo personal trainer, che è stato rintracciato nei pressi della sua abitazione e, per questo, multato per aver violato il divieto di spostamenti in assenza di comprovate necessità”. Fabrizio Corona è stato quindi diffidato formalmente al rispetto di “tutte le regole”, sia quelle attinenti alla sua detenzione domiciliare, sia quelle riguardanti il distanziamento sociale, pena più gravi conseguenze.

What-u per rigore di cronaca ha chiesto una replica al diretto interessato contattando l’avvocato di Fabrizio Corona, Ivano Chiesa che invece di risponderci direttamente ha postato la sua risposta sul profilo Instagram del suo assistito. Ecco che cosa ha detto.

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In un momento così grave per l’Italia dove medici, dottori, infermieri e volontari rischiano tutti i giorni la propria vita per salvare vite altrui, la Polizia di Stato si preoccupa giustamente di mandare poliziotti in borghese, usando così il tempo che oggi è preziosissimo, a indagare su una semplicissima violazione amministrativa. Il personal trainer Andrea Martelloni con un contratto di lavoro registrato, non poteva recarsi secondo le regole del covid-19 ad allenare il sign. Fabrizio Corona. Portato in questura e sanzionato, la Polizia segnala al Magistrato di sorveglianza i fatti. Fabrizio Corona viene diffidato a non far più venire in casa il personal trainer. Quindi la Polizia di Stato Italiana non contenta e soddisfatta manda un comunicato stampa ufficiale straordinario a tutte le testate giornalistiche più importanti d’Italia, contenente un documento riservato e interno al Palazzo di Giustizia, violando tutte le regole sulla riservatezza e sulla privacy. Era assolutamente necessario e doveroso comunicare una così incredibile e importante notizia. Agiremo nelle sedi più opportune per far valere i nostri diritti. @avvchiesareal

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