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di Ilaria Sulaiman

Ieri per l’Italia è iniziata la Fase 2: di fatto non è cambiato nulla, tutti sono andati in giro con la mascherina, i guanti, ma con un’espressione negli occhi diversa e l’animo galvanizzato da quel senso di libertà che avevamo tutti dimenticato in queste lunghe settimane di lockdown. Niente strette, di mano, niente baci e abbracci, ma le città hanno ricominciato a ripopolarsi e lungo le strade prima deserte si iniziano a incontrare persone con le quali scambiarsi un’occhiata di intesa. A Napoli è arrivato il treno Frecciarossa partito da Milano. I passeggeri sono scesi ordinatamente e hanno seguito il percorso indicato dalle forze dell’ordine, mettendosi in fila per la misurazione della temperatura con il termoscanner. Sulla banchina della stazione, un addetto con il megafono ha ricordato a chi scendeva di mantenere la distanza sociale prevista. E tutti hanno seguito rigorosamente le regole. Scuole e le Università sono rimaste chiuse. Ma i napoletano sono stati ligi nell’evitare gli affollamenti. L’ingresso negli uffici regionali è stato infatti regolato dall’ordine alfabetico del cognome dei dipendenti entrati secondo fasce orarie diverse. E così è accaduto in tante altre aziende non solo al Sud. Il Comune di Genova oggi ha stanziato 100mila euro in più per l’assistenza agli homeless. Lo stanziamento aggiuntivo di 100 mila euro servirà a garantire la gestione di queste due strutture fino al 30 maggio. La delibera prevede anche la riprogettazione temporanea dei servizi in emergenza e la proroga fino al 31 dicembre 2020 del Patto di sussidiarietà, che sarebbe scaduto a fine aprile, con gli enti del terzo settore. Inoltre sono state aperte anche due nuove strutture dedicate h24 agli homeless per consentire anche a loro di ‘stare a casa’. A Savona il sindaco, Ilaria Caprioglio ha emanato un’ordinanza che vieta l’accesso alle spiagge fino al 17 maggio. La decisione arriva dopo un solo giorno di “apertura” degli arenili che fino a domenica erano stati interdetti da un’altra ordinanza sindacale più restrittiva di quella regionale. Da ieri l’entrata in vigore del nuovo Dpcm aveva permesso l’accesso alle spiagge ma dopo 24 ore a Savona è arrivato lo stop. A causarlo “l’elevata frequentazione” delle spiagge sia ieri che nello scorso weekend (nonostante le misure restrittive), ma anche il rischio che prendere il sole possa “costituire potenziale pericolo per affollamenti e assembramenti”. L’accesso all’arenile resta possibile solo per attività lavorative, sportive acquatiche individuali e manutenzione delle imbarcazioni di proprietà dei residenti in Liguria.

Il sindaco di Bergeggi (Savona) Roberto Arboscello, invece, ha proposto al governatore Toti di regolamentare l’accesso alle spiagge libere con una app, come già ipotizzato dal Comune di Sestri Levante. A Torino le auto sono tornare a sfrecciare in grande quantità per le strade del centro storico. A marcare la differenza rispetto all’epoca pre-Coronavirus sono i negozi, rimasti chiusi con la sola eccezione dei minimarket e qualche bar e caffetteria che praticano il food delivery. Quasi tutti i passanti, in strada, indossano la mascherina. Runner e proprietari di cani hanno rimesso piede nel Parco del Valentino. A Roma si sono celebrati i primi funerali di chi è stato portato via dal mostro bianco, il Coronavirus, senza avere la possibilità di salutare per l’ultima volta i propri cari. Non più di due seduti sulle panche, tutti con le mascherine, niente assembramenti alla fine della cerimonia. Abolito lo scambio della pace, l’ostia è stata distribuita avvicinandosi direttamente ai fedeli come prevedono le nuove regole. Assente la musica e soprattutto gli abbracci per le condoglianze.

A Roma chi è arrivato alla stazione Termini con un treno Frecciarossa ha confermato la presenza di pochi viaggiatori sui mezzi in circolazione. “Così è stato più facile mantenere le distanza”, ci ha detto Mario. “In un’intera carrozza che di prassi ha 30 posti, eravamo in 10”, spiega Marina. Il problema a Roma resta quello dei mezzi di circolazione che già prima erano carenti sotto il profilo dell’efficienza. Ora quello che preoccupa chi ne ha sempre dovuto fare un uso quotidiano è il contingentamento dei passeggeri. “Speriamo di non essere costretti ad arrivare al lavoro con 2 ore di ritardo”, dice Monica. E quello che impressiona maggiormente sono le file ordinate, che non è certo una caratteristica di noi italiani, per ritirare, tutti provvisti di thermos, il caffé (anche quello rientra nei consumi d’asporto) che prima bevevamo comodamente seduti dentro i bar. Nei locali più grandi sono stati creati dei veri e propri percorsi dove il cliente entra, paga, ritira il caffè e subito esce con il suo bicchiere di plastica o thermos.

Il primo giorno della Fase 2 Venezia è apparsa semivuota e senza turisti non sembrava così diversa dai giorni del lockdown. Si sono viste solo alcune persone camminare sul ponte di Calatrava, che collega piazzale Roma alla stazione, che di prassi veniva transitato da centinaia di turisti con il trolley. Tornano a muoversi le gondole nelle acque dei canali di Venezia. L’aumento del traffico acqueo sul Canal Grande e sui cittadini è principalmente dovuto al maggiore utilizzo delle imbarcazioni da lavoro, le “tope”, mentre quello turistico continua a essere fermo. I vaporetti sono semivuoti per le ragioni di sicurezza e i marinai controllano un eventuale sovraccarico. La stazione di Santa Lucia, solitamente uno dei punti di maggiore afflusso dei turisti, è ancora vuota visto che moltissimi treni fanno testa alla stazione di Mestre.

Anche Firenze torna a rianimarsi, assembramenti. Sulle strade cittadine si nota più traffico rispetto ai giorni precedenti anche se non certo ai livelli prima del blocco per il Coronavirus. ‘Riprende vita’ anche la stazione di Santa Maria Novella dove si rivedono i pendolari e ci sono molte più persone rispetto alle settimane appena trascorse, mentre i treni regionali sono stati incrementati. Oggi a Firenze si sono svolte anche iniziative per ricordare il mitico ciclista Gino Bartali. Una cerimonia, con benedizione della tomba, c’è stata al cimitero di Ponte a Ema, con gli assessori Cosimo Guccione e Alessandro Martini mentre il cardinale Giuseppe Betori lo ha ricordato nella messa in arcivescovado. “Il nome di Gino Bartali, campione e leggenda del ciclismo italiano, è iscritto a grandi caratteri nella storia dello sport nazionale e rappresenta uno dei simboli dell’Italia del dopoguerra, ma “sarà ricordato anche come Giusto tra le Nazioni per il coraggioso e silenzioso impegno nella rete di salvataggio, costruita dall’Arcivescovo e dal Rabbino di Firenze, che consentì a centinaia di cittadini di religione ebraica di sottrarsi alla persecuzione e alla deportazione”, queste le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel ricordare, a 20 anni dalla scomparsa, il famoso ciclista. Sempre restando in Toscana, a Lucca, oggi circa 350 stabilimenti, ossia l’80% hanno aperto per un’ora per protestare simbolicamente contro la mancata possibilità di ricominciare a lavorare con la fase 2 dell’emergenza Coronavirus e per sensibilizzare le amministrazioni sul problema ancora non risolto per i bagni e le attività ricettive. Un flash mob organizzato dalle associazioni balneari della Versilia, promotori dell’iniziativa che ha mobilitato un solo rappresentante di ogni stabilimento sulla spiaggia, con la tipica maglietta da salvataggio, il salvagente e la mascherina a protezione di bocca e naso.

E’ stata la rosa rossa il fiore più venduto nella prima giornata di riapertura del mercato dei fiori di Terlizzi (Bari), chiuso dall’11 marzo per l’emergenza sanitaria, e che ieri ha accolto commercianti di tutta la Puglia ma anche di Campania, Calabria, Basilicata, Abruzzo e Marche.
    Una “riapertura col botto” ha commentato Coldiretti Puglia, che riferisce di “vendite oltre le aspettative”, pari al 70% di fiori e piante fiorite e proposte alla vendita. “Rimettere in piedi il mercato dei fiori tra i più grandi d’Italia”, ha dichiarato il sindaco di Terlizzi, “Ninni Gemmato, significa riaccendere i motori di un’intera economia cittadina. Riaprire in sicurezza una struttura grande 30mila metri quadri, che conta centinaia di piccole e medie aziende tra produttori e commercianti significa impedire il crac di un intero territorio che vive di florovivaismo. Significa salvare posti di lavoro ed evitare il tracollo dell’indotto che ruota attorno a questo polo mercatale”. Quello di Terlizzi è il terzo mercato dei fiori che riapre in Puglia, dopo Taviano e Leverano in provincia di Lecce. A Bari quelli più delusi sono i tassisti: “Siamo qui dalle 5 del mattino e alla fine della mattina non ci siamo nemmeno mossi. Non è cambiato nulla a meno che oggi non arrivino treni dal Nord”, dicono. Stamattina a Caltanissetta decine di commercianti nisseni hanno protestato davanti alla Prefettura per attirare l’attenzione delle istituzioni sulla crisi e le difficoltà della riapertura a Caltanissetta, tra le più povere in Italia. Una bara è stata trasportata davanti il palazzo della Prefettura in viale Regina Margherita. I commercianti incatenati, proprietari di bar, ristoranti, piccole imprese e partite iva, hanno chiesto di poter riaprire subito le proprie attività. In particolare barbieri, parrucchieri e centri estetici denunciano di subire la concorrenza da parte di chi lavora in nero casa per casa. “Il covid non ci ha uccisi ci sta uccidendo lo Stato” hanno gridato al megafono scandendo lo slogan “Lavoro!”.

Via libera da oggi a Nuoro in Sardegna, alla riapertura del cimitero comunale, dei parchi e dei giardini pubblici, e dei distributori automatici h24. Ovunque con l’obbligo della mascherina e con una distanza dalle altre persone di almeno un metro, come disposto dal sindaco del capoluogo Andrea Soddu con una nuova ordinanza che ha validità fino al 17 maggio.
    Il cimitero aprirà con i consueti orari dal lunedì alla domenica. È consentita la sola visita alla tomba dei propri cari con possibilità di spostamenti all’interno dell’area legati esclusivamente al ricambio dell’acqua per i fiori e per lo smaltimento di rifiuti. L’accesso a parchi e giardini, invece, è consentito dalle 8 alle 20, a condizione che non si creino assembramenti e che siano comunque rispettate le distanze di sicurezza di almeno un metro. Riguardo ai distributori automatici vengono applicate le norme relative agli esercizi commerciali, ossia apertura dalle 8 alle 21, con ingressi contingentati per garantire una distanza di almeno due metri tra i clienti. I gestori dovranno affiggere all’interno dei locali una locandina che riporti gli accorgimenti igienico-sanitari da osservare per il contenimento del Covid-19, mettere a disposizione dei clienti soluzioni idroalcoliche per la disinfezione delle mani e monitorare gli ambienti al fine di evitare assembramenti.

Inps: quasi 49mila le domande di Cassa integrazione in deroga arrivate all’Istituto dalla Regione Lombardia

Sono 48.894 le domande Cassa integrazione in deroga presentate dalla Regione Lombardia fino al 4 maggio, contenute in 127 decreti.

I decreti, contenenti le domande, sono pervenuti all’Inps fra il 15 aprile e il 3 maggio:

  • il 15 aprile è arrivato il primo decreto della Regione, contenente 51 domande
  • dal 21 al 29 aprile sono giunti  ulteriori 53 decreti, per 15.329 domande;
  • tra il 30 aprile ed il 3 maggio sono stati presentati all’Istituto altri 74 decreti, con 33.565 domande

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