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Nel 2019, il prodotto interno lordo (PIL) dell’Unione europea (UE) si è attestato a circa 13.900 miliardi di euro a prezzi correnti. In termini reali, il PIL dell’UE nel 2019 è stato del 17% superiore al suo livello di un decennio prima. Tuttavia, a causa delle restrizioni attuate in tutto il mondo nel 2020 per rallentare la rapida diffusione di COVID-19, il PIL ora sta diminuendo drasticamente.

PIL in calo del 3,8% nel primo trimestre del 2020 nell’area dell’euro e del 3,5% nell’UE

-3,3% e -2,7% rispettivamente rispetto al primo trimestre del 2019

Secondo una stima flash preliminare pubblicata da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, durante il primo trimestre 2020, rispetto al trimestre precedente, il PIL destagionalizzato, ovviamente a causa delle misure di contenimento introdotte negli Stati europei per combattere il Covid-19, è diminuito rispettivamente del 3,8% nell’area dell’euro e del 3,5% nell’UE. Un calo storico che non si registrava dal 1995. Nel quarto trimestre del 2019, il PIL era cresciuto dello 0,1% nell’area dell’euro e dello 0,2% nella UE. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il PIL destagionalizzato è diminuito del 3,3% nell’area Euro e del 2,7% nell’UE nel primo trimestre 2020, dopo avere registrato rispettivamente + 1,0% e + 1,3% nel trimestre precedente.

Nel 2019 è stata la Germania il paese che ha generato il tasso più alto di Pil

Nel 2019, quasi un quarto del PIL dell’UE (24,7%) è stato generato dalla Germania, seguita dalla Francia (17,4%) e dall’Italia (12,8%), davanti alla Spagna (8,9%) e ai Paesi Bassi (5,8%). All’estremità opposta della scala, dieci Stati membri dell’UE hanno contribuito a meno dell’1% del PIL totale dell’UE: Malta (che aveva la quota più bassa del PIL dell’UE allo 0,1%), Estonia, Cipro e Lettonia (tutto 0,2%), Lituania e Slovenia (entrambi 0,3%), Bulgaria e Croazia (entrambi 0,4%), Lussemburgo (0,5%) e Slovacchia (0,7%). I 19 Stati membri dell’UE che compongono l’area dell’euro avevano un PIL combinato di 11.900 miliardi di euro e rappresentavano l’85,5% del PIL dell’UE nel 2019.

Aumenta la patrimonializzazione dei primi cinque gruppi bancari italiani nel primo trimestre dell’anno. E’ quanto emerge da uno studio sulle trimestrali presentate questa settimana della First Cisl che sottolinea come aumenti di conseguenza la possibilità di concedere credito a imprese e famiglie. Nei primi tre mesi per le cinque più grandi banche italiane, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Unicredit, Banco Bpm e Mps, il Common Equity Tier 1 Ratio (Cet1 Ratio), principale indicatore della solidità patrimoniale, che misura il rapporto tra la componente primaria del capitale di una banca e attivi ponderati per il rischio, si è attestato al 13,76% rispetto al 13,61% del dicembre 2019. “Più munizioni per sostenere l’economia”, ” per sostenere occupazione e capacità produttiva” è necessario il modello individuato dall’ex presidente della Bce, Mario Draghi, dice il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani

Mes: trovato l’accordo all’Eurogruppo. Conte:’ Serve il Recovery fund, si vince o si perde tutti’

“Accordo raggiunto all’Eurogruppo su una linea di credito da 240 miliardi di euro per gli Stati che lo desiderano, per soddisfare le esigenze di finanziamento legate al Covid“, lo ha annunciato su Twitter il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, evidenziando che la linea del Mes “sarà operativa dal primo giugno”. L’Eurogruppo ha trovato un accordo definitivo sul Mes, ma il premier Conte nel suo intervento conclusivo in The State of the Union il premier italiano ha sottolineato che l’Europa deve agire senza ulteriore indugio per avviare la ripresa economica: “La sfida cruciale è quella di tradurre in realtà il segnale politico sul “Recovery Fund“, prima che sia troppo tardi per le economie e per la società del nostro continente. L’impatto economico della crisi da Covid-19 è gigantesco e drammatico, come le previsioni economiche europee ed internazionali confermano”. Sul Recovery Fund il premier ha aggiunto: “Attendiamo la proposta che la Commissione europea metterà sul tavolo tra qualche giorno. Probabilmente i fondi saranno a regime e gestiti all’interno del budget europeo, ma la posizione italiana è chiara, il programma deve essere ambizioso in termini di risorse raccolte sui mercati, deve finanziare primariamente i settori e i paesi più colpiti dalla pandemia, deve prevedere la disponibilità anticipata rispetto al gennaio 2021 di parte dei fondi. Su tali aspetti la posizione italiana coincide con quella di numerosi altri Stati membri. I finanziamenti devono essere fatti a lungo termine per permettere di distribuire nel tempo il peso dello sforzo fiscale eccezionale ma temporaneo sopportato ora dagli Stati membri; le risorse devono essere date primariamente agli stati più colpiti e devono prevedere una quota ben significativa di “grants”, pur non volendo escludere prestiti; gli Stati dovranno avere il compito di allocarli all’interno di un chiaro quadro di regole comuni”, ha detto Conte in un’intervista a Euractiv.

Le tre misure Sure, Bei, Mes sono insufficienti, ammontando ad una frazione di quanto altre grandi economie, come quella Usa, stanno spendendo per sostenere le loro imprese e le loro famiglie. Il prestito effettivo del “Recovery Fund” sui mercati (distinto dalle risorse totali che esso mobilita) deve essere di notevole dimensione, almeno 1 trilione di euro, per portare la dotazione totale della risposta europea in linea con le necessità finanziarie complessive dell’Ue“, ha aggiunto Conte

L’Ue deve dare ai cittadini europei un messaggio chiaro, dimostrando di avere una visione comune di ciò che è necessario per superare l’attuale crisi e per promuovere una rapida ripresa in tutto il continente“, aggiunge. “Un “front loading” del “Recovery Fund” è necessario con urgenza, come ponte per anticipare parte delle risorse alla seconda metà del 2020, perché il Fondo dovrebbe essere collegato al prossimo Quadro Finanziario Pluriennale. Sarà di fondamentale importanza che tutti gli Stati Membri siano pienamente coerenti con la loro responsabilità politica sia sul Recovery Fund, sia sul Quadro Finanziario Pluriennale. Ulteriori ritardi” su entrambi “metterebbero in pericolo l’avvio di una piena ripresa economica” così ha concluso il suo intervento all’edizione 2020 di ‘State of the Union’, il premier Conte.

Per Christine Lagarde, presidente della Bce, “è altamente desiderabile” che l’Europa abbia una risposta di bilancio comune. Secondo il commissario Ue agli affari economici Paolo Gentiloni la sentenza dei giudici costituzionali tedeschi non avrà un impatto significativo sulle politiche monetarie. Un ‘piano De Gasperi’ per il rilancio dell’Ue: è la proposta del presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parla di un salto di qualità dei Paesi europei davanti ‘alla più grave crisi economica della loro storia’.”L’Eurogruppo conferma che il Mes potrà offrire finanziamenti per il 2% del Pil a tasso quasi zero per spese sanitarie e di prevenzione dirette e indirette legate al Covid-19, scrive su Twitter il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. “La Commissione verificherà solo questo requisito. Non potranno essere introdotte condizioni aggiuntive”.

“La sorveglianza e il monitoraggio – si legge nelle conclusioni dei ministri – dovrebbero essere commisurati alla natura dello shock simmetrico causato dal Covid-19”, ovvero “l’intensità” della sorveglianza sui conti “dovrebbe essere commisurata e proporzionata alla severità delle difficoltà finanziarie incontrate e dovrebbe tenere in considerazione la natura dell’assistenza finanziaria ricevuta“. Il Mes attuerà il sistema di allerta rapido “per assicurare una puntuale restituzione degli aiuti”.

“Tutti gli Stati della zona euro sono idonei a chiedere” il Mes, “potranno prendere il 2% del loro Pil, scadenze e interessi saranno molto favorevoli, e la sorveglianza sarà semplificata”: ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis.“L’obiettivo principale di oggi è trovare un accordo”, in modo che “possa essere formalmente adottato la prossima settimana dal board dei governatori del Mes”. 

 “La nuova di linea di credito del Mes, dopo l’accordo di oggi all’Eurogruppo”, ha precisato il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, “sarà pienamente operativa a partire da metà maggio. Tutti potranno prendere prestiti fino al 2% del Pil, a condizioni molto favorevoli e con lunghe scadenze. Questo coprirà i costi sanitari diretti e indiretti, che sono lievitati”, ha aggiunto.

Le reazioni del’Italia

“Il Mes non è un regalo, sono soldi dati in prestito, da restituire a precise condizioni scelte a Bruxelles e non in Italia”, ha detto il capogruppo Pd in Senato Andrea Marcucci. Secondo Salvini, “la strada del Mes è pericolosa e priva di certezze, mentre l’emissione straordinaria di Buoni del Tesoro “Orgoglio Italiano”, garantiti come dovuto dalla BCE, per un importo anche maggiore non avrebbe per l’Italia nessun rischio né condizione”. “Mes senza condizioni e ad interessi zero, l’unica condizione è che i 37 miliardi siano utilizzati sulla sanità. A noi quei soldi servono per essere pronti ad affrontare e gestire nuove emergenze Covid : servono per assumere medici e personale sanitario e per pagargli gli straordinari quando fanno turni di lavoro di 14 ore , per aumentare i letti di terapia intensiva , per fare screening di massa, per sanificate i luoghi di lavoro e le scuole. Chiunque pensi che pur di fare la solita lagna sovranista bisogna rifiutare il Mes come il male assoluto è un irresponsabile nella migliore delle ipotesi , nella peggiore un pazzo . Denuncerò il governo per danno erariale se non dovesse utilizzare i fondi del Mes. Rinunciare per la stolta ideologia a risorse per la sanità è folle: almeno la coerenza di smetterla di ringraziare i nostri medici se non si vuole sostenerli concretamente “, ha sostenuto in una nota il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio ha detto: “Si decide se c’è la volontà politica di stare insieme e fondare il progetto europeo sulla solidarietà, oppure pensare ognuno per sé e lasciare qualche prestito privilegiato a qualche Paese. Io sogno un’Europa che pensi ai prossimi 20 anni tutti insieme, 27 Paesi che pensano al loro futuro mettendo insieme energie, idee e risorse”.

Dbrs conferma rating Italia, da Moody’s esame rinviato

L’agenzia aggiorna il calendario e conferma Baa3. Per Bbrs rating fermo a BBB

L’agenzia Dbrs conferma il rating BBB (high) dell’Italia ma rivede al ribasso il trend a negativo da stabile. L’agenzia Moody’s invece rinvia l’esame. In una nota comunica di aver aggiornato il suo calendario e che quindi non comunichera’ alcuna decisione sul rating dell’Italia che per ora resta a Baa3 con outlook stabile. Dbrs invece ha rivisto al ribasso il trend negativo che “riflette la considerevole incertezza sulle ripercussioni economiche” del coronavirus, si legge in una nota di Dbrs, dove si precisa che il sistema bancario è in una posizione più forte rispetto al passato in termini di capitalizzazione. “La pandemia è un test per la resilienza economica italiana”, mette in evidenza Dbrs, precisando che le tensioni politiche difficilmente destabilizzeranno il governo nel breve termine ma molto dipenderà dalla Fase 2.


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