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Johan Van Overtveldt, presidente della commissione per il bilancio (ECR, BE)

In vista della votazione plenaria di questa settimana su una risoluzione sul nuovo previsto bilancio dell’UE a lungo termine, il presidente della commissione per il bilancio, Johan Van Overtveldt (ECR, BE) ha condiviso i suoi pensieri in un‘intervista sulla pagina Facebook del PE, che potrebbero trasformarsi in una vera e propria bomba a mano

Durante l’intervista Van Overtveldt, ha commentato il fondo di ripresa economica annunciato dalla Commissione e ha ribadito la posizione del Parlamento secondo cui il fondo dovrebbe far parte del prossimo bilancio dell’UE a lungo termine per il 2021-2027 (quadro finanziario pluriennale, QFP). Per quanto riguarda la questione delle sovvenzioni rispetto ai prestiti, a suo avviso il fondo dovrà mantenere un equilibrio tra solidarietà per i paesi più colpiti e responsabilità: “Per i prossimi giorni, settimane e mesi, la grande sfida è trovare il giusto equilibrio tra responsabilità e solidarietà, in modo che tutti possano concordare il compromesso finale”.

Il presidente ha poi sottolineato l’importanza di prepararsi per un piano di emergenza del QFP, che il Parlamento chiederà alla Commissione in una risoluzione separata mercoledì : “A giugno, non ci sarà abbastanza tempo per votare il QFP e programmare i prestiti ad esso collegati e questo sarebbe molto negativo per i cittadini che in questo momento stanno aspettando delle risposte per la reputazione e la coerenza politica dell’UE. Certo, il PE ha un ruolo importante da svolgere in tutto questo processo, il consenso del Parlamento è un passo indispensabile , ma non è sicuro che arrivi con l’attuale QFP.  Sento chiaramente il desiderio del Parlamento di dimostrare davvero che non siamo qui per il nostro bene, ma nell’interesse dei cittadini, e sono convinto che il QFP e il fondo di risanamento siano le migliori risposte da dare a questa grave crisi che stiamo vivendo ora e che avrà conseguenze per molti anni, per tutti i cittadini europei”

Visualizza l’intervista live completa di Facebook

Gli aiuti previsti?

Mes (Meccanismo europeo di stabilità)
Il fondo salva-Stati (Mes), nato con l’obiettivo di aiutare i paesi dell’Unione in difficoltà, darà vita a una nuova linea di credito da 240 miliardi dedicata a fronteggiare la pandemia, ma gli Stati potranno fruirne solo per sostenere il finanziamento di spese sanitarie. E ogni Paese potrà prendere in prestito fino al 2% del suo Pil, per l’Italia circa 37 miliardi.

Bei, garanzia di liquidità per le imprese
La Banca europea per gli investimenti (Bei) darà vita a un fondo di garanzia da 25 miliardi di euro per offrire alle imprese dell’Unione, soprattutto piccole e medie, liquidità per investimenti fino a 200 miliardi. Un sostegno che ha l’obiettivo di aiutare le aziende a fronteggiare la crisi provocata dal lockdown causato dal Covid-19 che il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno ha assicurato che sarà reso operativo prima di giugno.

Il Sure, un sussidio per i senza lavoro
Si chiama Sure il nuovo strumento europeo di sostegno temporaneo pensato per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori durante l’emergenza Coronavirus. Il meccanismo sarà temporaneo e concederà prestiti agevolati ai governi, fino a un totale di 100 miliardi a fronte di «garanzie fornite dagli Stati» al bilancio comunitario. Anche questo strumento dovrebbe essere operativo entro il mese di giugno.

Recovery fund per condividere il covid-debito
Il cosiddetto Recovery fund sarà uno strumento gestito direttamente dalla Commissione e inquadrato nel bilancio europeo per sostenere la ripresa dell’economia. Secondo il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno il nuovo fondo per la ripresa va «commensurato ai costi della crisi, che aiuti a spalmarli nel tempo, che operi attraverso il budget Ue e che mostri solidarietà». I dettagli, compresa la dimensione del fondo, sono comunque ancora da mettere a punto e in particolare la sua fonte di finanziamento. E non è da escludere che qualora dovesse passare l’idea di un ibrido tra strumento di prestito e strumento di sussistenza, la Commissione si faccia carico di impegnarsi direttamente fino a 320 miliardi sui 1.000 miliardi circa che il progetto si impegna a raccogliere.

Bce accetterà anche titoli “spazzatura”
Dopo avere acquistato un nuovo quantitative easing di dimensioni massicce, 750 miliardi di euro di titoli per sconfiggere l’emergenza economica innescata dal coronavirus.Dopo aver varato a fine marzo un “bazooka” da 750 miliardi per acquistare titoli di debito e sostenere i governi in difficoltà per lo choc del Coronavirus (Pandemic Emergency Purchase Programme, in sigla Pepp, il nome del piano) la Bce ha fatto cadere l’ultimo paletto. L’istituto ha annunciato infatti che accetterà anche i titoli di Stato con rating “junk” (“spazzatura”), il livello speculativo, a garanzia della liquidità che fornisce alle banche.

Secondo i deputati, l’attuale crisi sanitaria richiede un intervento urgente contro il rischio che il prossimo bilancio a lungo termine UE non entri in vigore il 1° gennaio 2021

Nel frattempo in Italia…

Salgono a oltre 2,2 milioni le domande di adesione alle moratorie sui prestiti per complessivi 233 miliardi e superano quota 150.000 le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le Pmi. Sono questi i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace. La Banca d’Italia ha avviato una rilevazione statistica presso le banche, riguardante sia le misure governative di cui ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, sia le iniziative volontarie. Sulla base di dati preliminari, al 30 aprile sono pervenute oltre 2,2 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti per quasi 233 miliardi. Quasi il 44% delle domande provengono da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 156 miliardi). Le domande delle famiglie, oltre 1,1 milioni, riguardano prestiti per 72 miliardi di euro. Poco più di 69.000 domande hanno riguardato la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 89.000 euro. Si può stimare che, in termini di importi, circa il 78% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche; l’1% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.

Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 155.087 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo all’11 maggio 2020 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 7,8 miliardi di euro.

In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 152.924, pari ad un importo di circa 7,7 miliardi di euro. Di queste, oltre 130.332 sono riferite a finanziamenti fino a 25.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 2,8 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore

Prosegue l’operatività di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Le potenziali operazioni di finanziamento in fase di istruttoria da parte delle banche, risultano essere circa 250 per un valore complessivo di circa 18,5 miliardi di euro. Una volta terminata l’attività di istruttoria, costruzione dei pool e conseguente delibera, le banche accreditate sul portale dedicato, ad oggi oltre 190, presenteranno le richieste a SACE, che emetterà la garanzia entro 48 ore dalla ricezione come già accaduto per le 6 richieste di garanzie fino ad ora ricevute per un totale di circa 40 milioni di euro.


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