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di Michel Dupont

“In questa fase più che mai resta fondamentale il rispetto delle distanze di sicurezza e ove necessario l’uso delle mascherine. Non è il tempo dei party, delle movide, e degli assembramenti”, ha detto oggi il premier Giuseppe Conte nell’informativa in Aula alla Camera sulla fase 2, aggiungendo: “Fate le vostre vacanze in Italia, scoprite le bellezze che ancora non conoscete o tornate a visitare quelle che già avete visitato”. E sul fronte test molecolari ha precisato: “In questa fase sono importanti test molecolari. Il 25 maggio partiranno i test sierologici gratuiti per 150mila cittadini per esclusiva finalità di ricerca scientifica. Per farli “occorrerà uno sforzo che si basa sul lavoro di volontari sul territorio” e ci sarà “una struttura nazionale di coordinamento”. Toccando invece tematiche legate alla crisi economica il premier ha sottolineato: “Non mi sfugge la gravità di questa crisi, testimoniata anche da gesti forti come la consegna delle chiavi da parte dei piccoli imprenditori. E’ una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ognuno farà la propria parte”. 

Anche il mondo dello spettacolo continua a subire scossoni che talvolta hanno l’effetto di veri e propri terremoti. Ora tocca all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences fare i conti con il Covid-19. La La famosa “notte delle stelle” e’ tuttora in calendario per il 28 febbraio, ma le numerose incertezze legate all’andamento dell’epidemia stanno inducendo a ripensamenti, scrive in esclusiva Variety citando molteplici fonti. In realtà non ci sono ancora piani concreti, ma pare molto probabile che la cerimonia sarà rinviata. Quando in aprile il presidente dell’Academy David Rubin aveva aveva annunciato nuove regole temporanee per le candidature agli Oscar 2021, era troppo presto per sapere come la serata sarebbe cambiata alla luce dell’epidemia. “E’ impossibile prevedere oggi quale sarà il panorama. Sappiamo che vogliamo celebrare i film, ma non sappiamo ancora bene in che forma”, ha detto. Non è solo una questione di sicurezza per le migliaia di divi che ogni anno a febbraio affollano il Dolby Theater per la cerimonia trasmessa in diretta sulla Abc, un affare da decine di milioni di dollari per l’Academy. c’è chi ha ipotizzato che la notte delle stelle potrebbe in realtà andare avanti come previsto anche a sala vuota, seppure a discapito dell’effetto su un’audience da anni sempre più bassa, ma l’interrogativo che sorge spontaneo è: “Ne varrebbe la pena?”. Tra l’altro solo pochi i film con la stoffa degli Oscar sono usciti finora, mentre altre produzioni sono finite in limbo per l’impossibilità di girare in condizioni di sicurezza. Rinviare la serata degli Oscar avrebbe senso, a meno di non voler vedere pellicole come “Birds of Prey” e “Bad Boys for Life” finire testa a testa senza altri concorrenti nella gara per il miglior film. L’Academy, che finora era stata irremovibile, ha allentato le regole per l’ammissibilità delle candidature, ma il trend potrebbe essere destinato a durare. Oggi sempre Variety ha rivelato che uno stupefacente 70 per cento degli spettatori Usa dà il benvenuto al pay-per-view e allo streaming: meglio sul divano di casa che nelle sale, a rischio della salute.


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