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di Matteo Ciacci

Il 15 maggio 2020 il Parlamento europeo ha adottato in seduta plenaria una risoluzione sul piano di rilancio europeo e sul QFP. Il giorno in cui in Italia di celebra la festa della Repubblica, come ogni anno ogni 2 giugno, data del referendum istituzionale del 1946, con il quale gli italiani vennero chiamati alle urne per decidere quale forma di stato scegliere per il paese, monarchia o repubblica, David Maria Sassoli, presidente del Parlamento Europeo ha detto: “Oggi ho avuto un colloquio proficuo con il gruppo di contatto del PE per il QFP. Abbiamo iniziato a valutare la proposta presentata dalla Commissione per il prossimo bilancio dell’UE e per un piano di rilancio europeo. Il Parlamento europeo accoglie con favore le proposte della Commissione ed è pronto a lavorare per migliorarle ulteriormente nelle prossime settimane. È chiaro che non possiamo tornare indietro rispetto al livello di ambizione espresso nel pacchetto della Commissione. Ciò che sarà deciso nelle prossime settimane avrà un impatto sulla vita dei nostri popoli per i decenni a venire. Come rappresentante dell’unico organo eletto direttamente dai cittadini europei, il Parlamento europeo deve essere pienamente coinvolto nell’attuazione del Piano di ripresa.

Stabiliremo le priorità in modo che il sostegno sia diretto dove è maggiormente necessario e dove potrà avere un impatto maggiore per i cittadini europei

Stabiliremo le priorità in modo che il sostegno sia diretto dove è maggiormente necessario e dove potrà avere un impatto maggiore per i cittadini europei. Dobbiamo fare in modo di non lasciare un peso alle prossime generazioni. Ora abbiamo la possibilità di progettare una nuova Europa: più equa, più verde, più digitale e proiettata verso il futuro. Per realizzare queste ambizioni, abbiamo bisogno dei mezzi adeguati. Abbiamo l’opportunità di riformare le entrate del bilancio dell’UE. Per questo motivo, per noi, l’introduzione della voce sulle nuove risorse proprie rimane un prerequisito essenziale per un accordo sul QFP. Abbiamo ancora bisogno di maggiore chiarezza da parte della Commissione su questo aspetto. L’Europa intera è stata colpita dalla crisi attuale. Questo è il momento di costruire un futuro sostenibile”. Oggi Sassoli intervenendo alla presentazione del SOER 2020 – Lo stato dell’ambiente in Europa e in Italia, ha ribadito quanto le disuguaglianze sociali e le sfide ambientali siano interconnesse tra di loro. 
E ha detto: “L’Europa sta affrontando l’emergenza climatica e la trasformazione verso un futuro più sostenibile, deve tenere conto della dimensione sociale e della lotta contro le disuguaglianze. Le sfide ambientali possono essere risolte solo se poniamo la riduzione delle disuguaglianze al centro dell’azione politica. Le sfide climatiche e le disuguaglianze vanno di pari passo con una giusta transizione che proteggerà i nostri cittadini. Le società più eque hanno migliori condizioni ambientali e mostrano una maggiore capacità di diventare più sostenibili. Al contrario, una società diseguale in cui ampie fasce di popolazione vivono in condizioni di povertà alimenta la crisi ecologica. Queste sfide riguardano i Governi, ma anche le aziende e implicano nuove forme di contratti a tutela dei lavoratori. Sarebbe bene che Parlamento italiano si concentrasse su queste riforme”.


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