RECOVERY FUND: COMANDANTE GDF, C’E RISCHIO DI INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ


“I fondi europei in arrivo sono un’occasione storica. Ma il rischio d’infiltrazioni della criminalità economica è grande”, queste le parole dette dal comandante generale della Guardia di Finanza Giuseppe Zafarana a Il Sole 24 ore. La manovra del recovery fund “se non monitorata adeguatamente potrà alimentare forme inaccettabili di arricchimento personale illecito”. Zafarana ha segnalato che l’emergenza usura “continua a manifestarsi in modo aggressivo, subdolo e multiforme”. Tra marzo-agosto 2020 il valore dei proventi usurari sequestrati “è più che raddoppiato”.

Sostegno mirato per la cultura

La pandemia di COVID19 ha causato la chiusura dei luoghi di cultura e intrattenimento, come cinema, sale concerti, teatri e musei e anche la cancellazione di eventi culturali, rassegne e festival in tutta l’UE. Sebbene alcuni luoghi abbiano riaperto, le restrizioni ancora in vigore non permettono un funzionamento a pieno regime.

Il Parlamento europeo chiede un sostegno diretto e rapido per il settore della cultura. Nella risoluzione approvata il 17 settembre, in seguito al dibattito del 10 luglio, gli eurodeputati hanno dichiarato che il sostegno economico deve arrivare sia dall’UE che dagli stati membri.

Gli eurodeputati sono preoccupati per il fatto che nel piano per la ripresa Next Generation EU non ci sia nessun importo specifico destinato alle industrie creative e culturali e hanno chiesto che la Commissione e gli stati membri destinino almeno il 2% del Dispositivo per la ripresa e la resilienza alla cultura.

I deputati sottolineano inoltre il ruolo cruciale del programma Europa creativa e chiedono di raddoppiarne i fondi. A giugno, la commissione Cultura del Parlamento europeo ha criticato i tagli ai programmi culturale ed educativi, presenti nella nuova proposta di bilancio della Commissione europea. E ora il Parlamento europeo chiede alla Commissione di trovare altri e nuovi modi per mitigare l’impatto della crisi in questo settore.

La cultura in Europa

A causa della sua particolare natura, i settori creativo e culturale sono particolarmente vulnerabili alle crisi economiche: si tratta per lo più di piccole e medie imprese o di liberi professionisti, i cui guadagni vengono spesso da sussidi pubblici, sponsor privati, dal pubblico e dai diritti d’autore.

La cultura non contribuisce solo alla nostra qualità della vita, è anche parte integrante dell’economia. Secondo gli studi di Eurostat, i settori culturale e creativo europei hanno dato lavoro a 7,4 milioni di persone nei 27 paesi UE nel 2019. Si tratta del 3,7% di tutti i posti di lavoro. La cultura incentiva anche il turismo, perché rende le destinazioni più attraenti per i visitatori.

Gli eurodeputati hanno ripetutamente chiesto, durante la pandemia, di sostenere i lavoratori della cultura e della creatività europea. Ora la speranza è che dalle parole si passi ai fatti. Perché anche in questo settore non c’è più tempo da perdere. (G.M.)


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