ROSINA, PATRON DEL COVO DI NORD-EST SULLE CHIUSURE DELLE DISCOTECHE: «È STATA SOLO UNA SCELTA POLITICA CONTRO SALVINI»


Dall’ 11 ottobre sono aumentate le capienze nei luoghi della Cultura e sono state riaperte le discoteche, dove l’asticella si è attestata al 50% al chiuso e al 75% all’aperto. Regole che valgono solo per le sale da ballo ubicate nelle zone bianche con accesso consentito solo con il Green Pass. Ma tra i gestori dei locali da ballo c’è molto scontento. «Credo sia una decisione tardiva e che l’attesa abbia fatto morire molte attività», spiega Stefano Rosina, patron del Covo di Nord Est di Santa Margherita Ligure (che gestisce insieme al suo socio Matteo Canepa), «con enormi problemi per le famiglie che vivevano di questa attività. È stata solo una scelta politica contro Salvini senza alcun rispetto per le aziende i lavoratori e le famiglie le cui attività erano legate al settore. Per le discoteche lavorare al 50% della capienza non salva la situazione. Se lei fosse stato al governo che cosa avrebbe deciso per il suo comparto?», prosegue Rosina. «Forse era meglio aprire in estate anziché permettere che spiagge e locali abusivi facessero ballare al posto delle discoteche con enormi rischi per la sicurezza degli avventori. Quale sarebbe stata la strada migliore da percorrere?» , conclude Rosina. «Quella di ascoltare chi questo lavoro lo fa da 40 anni»

Covo di Nord-Est il primo giorno di apertura
Un’altra foto del Covo di Nord-Est
ph. Facebook
Una foto del Covo di Nord-Est prima della pandemia
ph. Facebook

I dati di Asseprim Focus

Servizi professionali alle imprese: l’indicatore dell’occupazione è previsto in aumento in questa seconda metà del 2021 – +2% – segno della dinamicità del settore. E migliora anche la situazione delle imprese dei servizi professionali dal punto di vista della liquidità. Il trend emerge dai dati d’aggiornamento di Asseprim Focus, l’Osservatorio economico sull’andamento del comparto realizzato da Asseprim, la Federazione Confcommercio dei servizi professionali
per le imprese, con Format Research.


In Italia sono 767 mila le imprese che operano nei servizi professionali alle imprese per oltre 2,5 milioni di occupati. Il 74% svolge consulenza aziendale, il 13% attività finanziarie, il 9,7% comunicazione e marketing. Gli altri settori sono rappresentati dall’audiovisivo, dalle risorse umane e dalle ricerche di mercato.
“Il ritrovato sentiment da parte degli operatori dei servizi professionali alle imprese lascia ben sperare in termini di uscita dalla crisi. Le imprese del comparto stanno sempre più puntando ad ampliare gli organici” ha detto il presidente di Asseprim Umberto Bellini.


La ripresa è visibile dall’incremento, nei dati Asseprim Focus, della quota di coloro che chiedono credito per investire: sono stati il 20% nel primo semestre 2021, in aumento di 8 punti rispetto al secondo semestre 2020. Il 71% delle imprese ha intenzione di investire in digitale (investimento medio: 5,3% del fatturato). In questo quadro, il 41% delle attività dei servizi professionali all’impresa sottolinea l’urgenza di rivedere la propria strategia di marketing digitale. Risultano di fondamentale importanza i fondi stanziati nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che, secondo l’opinione delle imprese, possono rappresentare la svolta in via prioritaria proprio dal punto di vista della
digitalizzazione e dell’innovazione (è così per il 58% degli operatori). “Proprio i fondi del PNRR, ha aggiunto Bellini, diventano strategici per dare un impulso al processo di uscita definitiva dal tunnel della crisi per l’intero comparto dei servizi professionali all’impresa: il 27% delle imprese è convinto di poterne beneficiare nel medio-lungo termine”.

Green-pass Fipe-Confcommercio: “Massimo rigore in bar e ristoranti, violazioni al di sotto del 5%

“Nell’ultimo mese e mezzo i titolari di bar e ristoranti si sono dimostrati straordinariamente diligenti nell’applicazione della norma che li obbliga a verificare il green pass dei clienti che intendono consumare all’interno dei locali. Su oltre 8mila controlli effettuati dai carabinieri dei Nas, le sanzioni hanno riguardato appena il 5% delle imprese. E tra queste, solo una parte sono Pubblici esercizi. È la prova della serietà di un settore troppo spesso sommariamente accusato di voler eludere le regole, ma è anche la dimostrazione del desiderio di centinaia di migliaia di imprenditori di tornare a lavorare in sicurezza e con continuità. Tanto da assumersi compiti di controllo che certo non sono propri di chi si occupa di ospitalità”. Così Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, ha scritto oggi in una nota.


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