[gtranslate] IL RISCATTO DI EMILY RATAJKOWSKI. «ECCO LA MIA NUOVA VITA» - WHAT-U

Emily Ratajkowski nel 2022 al Vanity Fair Oscar Party che si è tenuto dopo la 94a edizione degli Academy Awards allo Wallis Annenberg Center for the Performing Arts in Beverly Hills, in California (ph. EPA/NINA PROMMER)

Emily Ratajkowski torna a far parlare di sé. Non per il flirt con Harry Styles con il quale alla fine di marzo, è stata immortalata mentre si baciava in punta di piedi, con le braccia attorno al suo collo mentre lui la spingeva contro un furgone in mezzo a una strada di Tokyo, ma per le sue dichiarazioni nel corso dell’intervista con la giornalista del Los Angeles Times, Amy Kaufman, alla quale ha raccontato che ha smesso di recitare perché Hollywood “non fa più per lei”. La top model che ha iniziato la sua carriera di attrice nel 2014 con un ruolo di supporto al fianco di Ben Affleck in L’amore bugiardo – Gone Girl (Gone Girl), calandosi nei panni di Andie Fitzgerald, una studentessa di Nick Dunne (Affleck) che ha anche una relazione con lui, ha poi ha continuato a recitare in altri film come Entourage e  We Are Your Friends (2015), Cruise (2018), In Darkness – Nell’oscurità (In Darkness), (2018), Come ti divento bella! (I Feel Pretty) (2018), Welcome Home – Uno sconosciuto in casa (Welcome Home), (2018), L’arte della truffa (Lying and Stealing) (2019). Poi la crisi personale e artistica. La modella e attrice racconta di essersi presentata successivamente a innumerevoli provini e di essersi sentita come carne al macello. “Mi sentivo come un pezzo di carne che la gente giudicava, dicendo: ‘Hai qualcos’altro oltre al tuo [seno]?'”.

Dopo Gone Girl, la Ratajkowski ha detto di avere lavorato duramente con la sua squadra per trovare ruoli recitativi che dimostrassero che è “un’attrice seria con longevità”, ma le sono stati offerti solo ruoli secondari. Tante le audizioni a cui si è presentata, come quella per il ruolo dell’influencer Yaya nel film Triangle of Sadness di Ruben Östlund, vincitore della Palma d’oro al 75esimo Festival di Cannen, “ma alla fine per quel film non scelsero me, ma la collega Charlbi Dean“, ha detto Emily, ricordando che purtroppo la collega è morta lo scorso agosto a causa di una setticemia di origine batterica. Schietta, senza filtri, la Ratajkowski il  23 febbraio 2018, annunciò sul suo profilo Instagram di essersi sposata in segreto con l’attore e produttore statunitense Sebastian Bear-McClard, dopo appena due settimane di appuntamenti. Nozze celebrate non col classico vestito bianco da sposa ma con una tuta di Zara e in municipio. E tre anni dopo, è diventata mamma di Sylvester. Sly, che ora ha 2 anni, ed è la ragione per cui lei non ha voluto entrare nei dettagli dell’anno “orribile” che ha trascorso. “Ho paura”, ha detto. “Sto imparando che le donne schiette non ottengono spesso i loro figli.”

La modella che ha più volte dichiarato di essere “femminista” ha detto di essere fiera della sua libertà di espressione e sessuale e oggi che ha 31 anni, è felice del senso di calma conquistato, nuovo per lei, nonostante lo scioglimento del suo matrimonio e il fatto di essere diventata una madre single. “L’ansia non mi colpisce più così tanto, perché ora riesco a vedere molto chiaramente qual è il mondo e qual è la verità”, ha sottolineato. Forse anche a causa dello tsunami che ha travolto la sua vita quando la stampa ha reso note le presunte accuse di cattiva condotta sessuale contro il suo oramai ex marito. Tre le donne che hanno accusato il regista di sesso non consensuale e adescamento, accadimenti presumibilmente avvenuti mentre lui era ancora sposato con Ratajkowski.

Ma ora lei ha voltato pagina, ha cambiato casa, vive nel West Village di New York City che condivide con la sua migliore amica del liceo, ha un’intensa vita sociale. Tra i suoi recenti presunti flirt quello con Brad Pitt, con il quale è uscita un paio di volte. Poi a novembre è stata immortalata con Pete Davidson – che si era appena separato da Kim Kardashian – quando lo ha accompagnato allo stadio a guardare le partite del Knicks. Poco dopo Capodanno, lei ha iniziato a vedere il comico Eric André. E poi, alla fine di marzo, nella sua vita è arrivato Harry (Styles).

Non solo modella, attrice, ma anche scrittrice. Il suo primo libro, My Body, pubblicato nel 2021, che è una raccolta di saggi inaspettatamente franchi che esplorano la bellezza, il femminismo e il potere, è diventato un bestseller del New York Times. Tra i tanti capitoli significativi c’è quello in cui racconta la violenza sessuale subita all’età di 15 anni. Tutto è accaduto dopo una notte passata a bere vodka e si è svegliata accorgendosi che un ragazzo la stava violentando. Quell’esperienza la terrorizzò così tanto da trasformarla in una monogama seriale e in una donna alla ricerca di sicurezza nei partner che sperava l’avrebbero protetta. Un altro passaggio significativo del libro è quando parla di una festa organizzata dalla Endeavor Group Holdings, nota come William Morris Endeavor fino al 2013, una holding statunitense con sede nella città di Beverly Hills, fondata nel 2009 da Patrick Whitesell e attualmente gestita da Ari Emanuel, che rappresenta numerosi artisti di cinema, televisione e musica, ma anche molti personaggi dello sport, cui ha presenziato col marito. Non si stava divertendo, racconta oggi, perché gli ospiti continuavano ad avvicinarsi a lei, chiedendo foto – e si sentiva come se suo marito la stesse abbandonando. La coppia stava litigando quando l’agente di Bear-McClard, “chiaramente ubriaco”, le disse che era così famosa da essere “come Pamela Anderson prima dell’epatite C. Lei si arrabbiò molto con l’agente e suo marito per averla trascinata a un evento pieno di gente del genere. “Ho pensato al modo in cui [Bear-McClard] era scivolato attraverso la stanza, una stanza piena di uomini che solo due anni prima avevano baciato l’anello di Harvey Weinstein e incoraggiato le loro giovani clienti donne a incontrarsi con lui nelle stanze d’albergo.” ha scritto. “Non sopportavo che mio marito fosse in qualche modo collegato a questi uomini. Poi le rivelazioni sul presunto trattamento di suo marito nei confronti di altre donne hanno solo confermato i suoi peggiori sospetti. “E forse è per questo motivo che in questo momento non sono molto interessata ai punti di vista degli uomini”, ora dice. “Perché ho sentito bugie. E non intendo infedeltà. Questo è un mondo fottuto. Hollywood è incasinata”.  Ora il sogno della Ratajkowski è quello di creare una vera e propria società di media con più progetti audio, documentari e forse anche un club del libro. Ammira ciò che Reese Witherspoon è stata in grado di creare con la sua società di media multipiattaforma destinata alle donne, Hello Sunshine, ma spera di riuscire a conquistare una generazione più giovane. E allora che dire se non…in bocca al lupo Emily!


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