[gtranslate] VIA LIBERA ALLA REVISIONE DEL BILANCIO A LUNGO TERMINE, AIUTI ALL'UCRAINA, STEP E NUOVI CONTROLLI SUI RIFIUTI - WHAT-U

Oggi il Parlamento Europeo ha approvato la revisione del bilancio a lungo termine dell’UE, noto come “Quadro finanziario pluriennale” (QFP). Approvato con 499 voti favorevoli, 67 contrari e 31 astensioni, l’obiettivo di questo aggiornamento è quello di aumentare i fondi a disposizione per rispondere agli imprevisti e alle necessità del nuovo contesto geopolitico. A essere rinforzati sono soprattutto gli strumenti di risposta alle sfide migratorie ed esterne, la preparazione alle crisi e la flessibilità di bilancio. Come richiesto dal Parlamento, la revisione introduce anche un meccanismo per far fronte all’aumento dei costi di rimborso del piano di ripresa NextGenerationEU, che risentono dell’incremento generalizzato dei tassi di interesse. Parlamento e Stati membri avevano raggiunto un accordo sul bilancio a lungo termine il 6 febbraio. Poi il Parlamento ha anche approvato una risoluzione politica sulla revisione del regolamento sul QFP, con 422 voti favorevoli, 101 contrari e 101 astensioni.

Il quadro finanziario pluriennale (QFP) fissa i limiti annuali (massimali di spesa) degli impegni dell’UE in diversi settori politici (grandi categorie di spesa denominate “rubriche”) e dei pagamenti annui complessivi per un periodo di sette anni. L’attuale quadro per il periodo 2021-2027 è stato adottato nel 2020. Il 20 giugno 2023 la Commissione europea ha presentato una revisione intermedia con la quale ha proposto l’istituzione dello strumento per l’Ucraina e della piattaforma STEP.

Le più importanti modifiche varate

Tra le modifiche varate, c’è l’istituzione dello “strumento per l’Ucraina”, approvato con 536 voti favorevoli, 40 contrari e 39 astensioni, che vale 50 miliardi di euro in sovvenzioni, prestiti e garanzie e ha l’obiettivo di dimostrare che l’UE vuole continuare a restare al fianco dell’Ucraina offrendole il sostegno necessario. E poi l’istituzione dello STEP, la piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (in inglese: Strategic Technologies for Europe Platform – STEP), che mira a rafforzare l’indipendenza strategica dell’UE e a promuovere l’innovazione. Approvato con 517 voti favorevoli, 59 contrari e 51 astensioni, anch’esso fa parte del pacchetto di revisione del bilancio e mira a consolidare e rafforzare la posizione dell’Europa in settori strategici dal punto di vista tecnologico. Tra questi ci sono le tecnologie digitali, le tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse, come quelle a zero emissioni nette, e le biotecnologie.

Ma queste non sono le uniche risoluzioni approvate oggi. Il Parlamento ha anche approvato in via definitiva nuove misure UE di controllo per le spedizioni di rifiuti. on 587 voti favorevoli, 8 contrari e 33 astensioni, i deputati hanno approvato l’accordo raggiunto con il Consiglio che mira a proteggere più efficacemente l’ambiente e la salute umana, contribuendo nel contempo agli obiettivi dell’economia circolare dell’UE e dell’inquinamento zero. Le norme per l’esportazione di rifiuti dall’UE verso paesi terzi saranno più severe. Le esportazioni di rifiuti di plastica verso paesi non appartenenti all’OCSE saranno vietate entro due anni e mezzo dall’entrata in vigore del regolamento, mentre quelle verso i paesi dell’OCSE saranno soggette a condizioni più rigorose. All’interno dell’UE, lo scambio di informazioni e dati sulle spedizioni di rifiuti sarà digitalizzato, attraverso un hub elettronico centrale, per migliorare la comunicazione e la trasparenza. I rifiuti di spedizione destinati ad essere smaltiti in un altro paese dell’UE saranno consentiti solo in circostanze eccezionali. La nuova legge istituisce inoltre un gruppo di lavoro per migliorare la cooperazione tra i Paesi dell’UE sulla prevenzione delle spedizioni illegali. “Questa legge offre maggiore certezza ai cittadini europei che i nostri rifiuti saranno gestiti in modo appropriato, indipendentemente da dove saranno spediti”, ha detto la relatrice Pernille Weiss (PPE, DK)  “L’UE si assumerà finalmente la responsabilità dei suoi rifiuti di plastica vietandone l’esportazione verso paesi non appartenenti all’OCSE. I rifiuti sono una risorsa quando sono gestiti correttamente, ma non dovrebbero in nessun caso causare danni all’ambiente o alla salute umana.”

Dopo la votazione finale in Aula, il Consiglio dovrà approvare formalmente il testo prima della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e la sua entrata in vigore 20 giorni dopo.

La proposta di riforma delle norme dell’UE in materia di spedizioni di rifiuti stabilisce procedure e misure di controllo in funzione dell’origine, della destinazione e del percorso di trasporto dei rifiuti, nonché del tipo di rifiuti e del trattamento che subiranno a destinazione. Nel 2020, le esportazioni di rifiuti dell’UE verso paesi terzi hanno raggiunto 32,7 milioni di tonnellate, pari a circa il 16 % del commercio mondiale di rifiuti. Inoltre, ogni anno tra i Paesi dell’UE vengono spediti circa 67 milioni di tonnellate di rifiuti. Nell’adottare questa relazione, il Parlamento di fatto vuole dare prova di sapere rispondere alle aspettative dei cittadini affinché l’UE migliori le norme ambientali relative alle spedizioni di rifiuti sia all’interno dell’UE che nei paesi terzi e applichi controlli e sanzioni più rigorosi per fermare le esportazioni illegali, come indicato nelle proposte 5,11 e 20, paragrafo 2, delle conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa.


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