QUANTO DI AMMALANO GLI ITALIANI?

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Nel settore pubblico le visite sono effettuate soprattutto su richiesta dei datori di lavoro, solo l’11% sono disposte d’ufficio e anche il tasso di idoneità è molto diverso nelle due fattispecie: 35 ogni 100 visite richieste dal datore di lavoro contro 13 ogni 100 disposte d’ufficio

di Paola Carrera

Secondo gli ultimi dati dell’ Osservatorio sul polo unico di tutela della malattia dell’Inps, nel primo trimestre dell’anno 2019 incremento del numero dei certificati di malattia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sia per il settore privato, sia per il settore pubblico è stato rispettivamente del + 1,2% e del +5,4%. A livello territoriale sia per il settore privato (+4,0%) sia per quello pubblico, (+9,6%) l’aumento del numero di certificati è risultato prevalente al Centro.

Nel mese di dicembre 2017 (Nd.R.: ultimo dato disponibile) il numero di lavoratori dipendenti interessati al controllo d’ufficio dello stato di malattia da parte dell’Inps è stato di 13,7 milioni di cui 2,8 nel settore pubblico (polo unico) e 10,9 nel settore privato (assicurati). L’Inps ha effettuato anche controlli, su richiesta del datore di lavoro, anche per lavoratori privati non assicurati (3,7 milioni) e per lavoratori pubblici non appartenenti al Polo unico (0,6 milioni).

La percentuale dei lavoratori con almeno un giorno di malattia sul totale dei lavoratori è rimasta stabile nel settore privato al 25%, mentre nel settore pubblico, la percentuale sale dal 36% del 2018 al 37% del 2019. Stabile anche il numero medio dei certificati dei lavoratori sia nel settore pubblico che in quello privato (rispettivamente di 7 e 4 certificati ogni 10 lavoratori).

Per quanto riguarda l’attività di verifica dello stato di malattia con la gestione del Polo unico da parte dell’Inps, nel primo trimestre 2019 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si registri un incremento del numero di visite per il settore pubblico del Polo unico (+53,8%) ed una minima diminuzione per il settore privato (-0,5%). In termini relativi per il primo trimestre 2019 si conferma la notevole differenza del numero di visite mediche del settore pubblico rispetto a quello del settore privato (rispettivamente 78 e 26 ogni mille certificati); da un confronto tendenziale emerge che nel primo trimestre 2019 il numero medio di visite per il settore pubblico è in aumento mentre quello del settore privato rimane stabile. Il tasso di idoneità misura il numero di visite con esito idoneità al lavoro rispetto al numero di visite effettuate: per il primo trimestre 2019 ogni cento visite effettuate nel pubblico, 32 risultano con esito di idoneità, contro 22 nel privato. Da un confronto tendenziale, nello stesso trimestre del 2019 si registra una forte diminuzione del tasso di idoneità per entrambi i settori ma maggiormente nel settore privato, passando da 37 visite con idoneità nel primo trimestre 2018 a 22 visite con idoneità nello stesso periodo del 2019. Altro indicatore importante nel valutare gli effetti delle visite è il tasso di riduzione della prognosi che misura il numero di visite con riduzione della prognosi rispetto al numero di visite effettuate. Tale indicatore risulta essere basso e in diminuzione per entrambi i settori e in particolare quello del pubblico è molto inferiore rispetto a quello del privato (circa il triplo).

Il numero medio di giorni di riduzione prognosi nel primo trimestre 2019 risulta essere per entrambi i settori pari circa a 5 giorni. Da un confronto tendenziale si rileva che nel settore privato tale numero medio è in aumento da 2,9 giorni nel primo trimestre 2018 a 5,6 giorni nel primo trimestre 2019.

Nel settore pubblico le visite sono effettuate soprattutto su richiesta dei datori di lavoro, solo l’11% sono disposte d’ufficio e anche il tasso di idoneità è molto diverso nelle due fattispecie: 35 ogni 100 visite richieste dal datore di lavoro contro 13 ogni 100 disposte d’ufficio. Nel settore privato invece si osserva una proporzione inversa con il 62% delle visite mediche di controllo disposte d’ufficio. Dal 2012 la scelta dei certificati, dei lavoratori privati assicurati da sottoporre a visita, è avvenuta attraverso l’utilizzo di un modello statistico di Data Mining che ha consentito di concentrare le visite mediche di controllo d’ufficio sui casi in cui è più ragionevole ipotizzare che il certificato medico del lavoratore riporti una prognosi non coerente con lo stato di salute. Dal 15 marzo 2018 è stato sospeso l’utilizzo del modello statistico di Data Mining con evidenti effetti sui risultati delle visite. Il Prospetto 5 mette in evidenza una drastica diminuzione del tasso di idoneità dal secondo trimestre 2018: il tasso passa da un valore di 40 ogni cento visite del primo trimestre 2018 a valori che oscillano tra 12 e 16 per i trimestri successivi. Si osservi che per le visite richieste dal datore di lavoro, il tasso di idoneità nel primo trimestre 2019 per il settore privato è in leggero aumento rispetto al trimestre precedente mentre per il settore pubblico è in diminuzione. L’andamento del tasso di idoneità per le visite d’ufficio del polo unico invece mostra una lenta e lieve crescita nei diversi trimestri (da 10,2 a 12,7 ogni cento visite).


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

What-u.com

Executive Editor Patrizia Vassallo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »
error: Content is protected !!