TRUMP VS DRAGHI CHE ANNUNCIA MANOVRE CORRETTIVE SULL'ECONOMIA EUROPEA - WHAT-U

Donald Trump, 45º presidente degli Stati Uniti d’America, in carica dal 20 gennaio 2017 (ph. Reuters)
Mario Draghi, Presidente della Bce (Banca centrale europea)
ph. DANIEL ROLAND/AFP/Getty Images

di Federica Paglia

Mario Draghi, il Presidente della Bce (Banca centrale europea), annuncia nuove misure di stimolo monetario, partendo dal Qe ossia ipotizzando soluzioni attraverso le quali la banca centrale potrebbe intervenire sul sistema finanziario ed economico di uno stato, per aumentare la moneta in circolazione, tra queste anche il taglio dei tassi, nel caso in cui l’economia europea, colpita da una serie di rischi al centro dei quali c’è la guerra commerciale innescata da Donald Trump, non riuscirà a dare segni di miglioramento. “Guardando in avanti, lo scenario dei rischi rimane negativo, e gli indicatori per i prossimi trimestri indicano una debolezza persistente. Non si sono dissipati quei rischi evidenti durante tutto lo scorso anno, in particolare i fattori geopolitici, la crescente minaccia del protezionismo e le vulnerabilità dei mercati emergenti”, ha spiegato Draghi al simposio delle banche centrali a Sintra, notando che “il trascinarsi dei rischi ha pesato sull’export, specie sull’industria manifatturiera”.

Trump, il cui motto e obiettivo è sempre quello che “l’America sia sempre first”, dopo l’annuncio del Presidente della Banca centrale europea non ha tardato a dire la sua, su Twitter incolpando Draghi di fare una politica che svaluta l’euro sottolineando, poco diplomaticamente, la particolare liaison dell’Europa con la Cina.

 “Mario Draghi ha appena annunciato che potrebbero arrivare altri stimoli all’economia europea, che hanno immediatamente fatto scivolare l’euro rispetto al dollaro. Così per gli europei diventa ingiustamente più facile competere con gli Stati Uniti. Sono anni che vanno avanti così insieme con la Cina e altri Paesi”.

Il premier Giuseppe Conte pochi minuti dopo la pubblicazione del post di Trump (prendendo le parti di Draghi) ci ha tenuto a precisare: “La possibilità di intervenire col quantitative easing è nelle legittime prerogative della Bce”.

Emissione e circolazione delle banconote in euro

La BCE e le banche centrali dei paesi dell’area dell’euro hanno legalmente titolo a emettere banconote in euro. In pratica, tuttavia, soltanto le banche centrali nazionali (BCN) provvedono materialmente all’immissione in circolazione e al ritiro dei biglietti (e delle monete) in euro. La BCE non ha infatti un servizio di cassa e non è coinvolta in operazioni di gestione del contante. Per quanto concerne invece le monete metalliche in euro, l’emissione è di competenza dei paesi partecipanti e la Commissione europea coordina tutti gli aspetti attinenti alle monete a livello dell’area dell’euro.

La BCE esercita la supervisione sulle attività delle BCN e promuove l’ulteriore armonizzazione dei servizi di cassa all’interno dell’area dell’euro, mentre le BCN assicurano l’adeguato funzionamento dei sistemi di distribuzione del contante nei rispettivi paesi. Le BCN immettono in circolazione le banconote e le monete attraverso il sistema bancario e, in misura minore, attraverso il settore del commercio al dettaglio. La BCE non può svolgere queste operazioni poiché non dispone delle funzioni e delle strutture necessarie (ad esempio caveau e unità di distribuzione e trattamento).

Dall’introduzione dell’euro il numero di banconote in circolazione è costantemente aumentato. I tagli medi e bassi sono i più utilizzati per i pagamenti di ogni giorno, mentre quelli più elevati sono usati soprattutto come riserva di valore e per effettuare acquisti di un certo importo. La sezione statistica ti offre informazioni sui volumi in circolazione per ciascun taglio di banconote (e per le monete) nell’area dell’euro.

Circolazione al di fuori dell’area dell’euro

Le banconote in euro non sono utilizzate esclusivamente dai residenti nell’area dell’euro. Essendo denominate in una valuta internazionale, talvolta valicano i confini dell’area e non rientrano più. Si stima che in termini di valore tra il 20% e il 25% delle banconote in euro in circolazione sia detenuto al di fuori dell’area dell’euro, prevalentemente nei paesi limitrofi. La domanda di banconote in euro è bruscamente aumentata soprattutto nei paesi dell’Europa orientale non appartenenti all’UE con lo scoppio della crisi finanziaria nel 2008 e il deprezzamento delle valute nazionali rispetto all’euro. Poiché queste banconote restano in circolazione, si presume che continuino a essere detenute da non residenti nell’area dell’euro.

Ciclo del contante

Le banconote seguono un preciso percorso all’interno del sistema economico. Le banche commerciali ordinano i biglietti presso le banche centrali, per poi distribuirli attraverso i loro sportelli. I cittadini ne usufruiscono per acquistare nei mercati, nei negozi e in altri esercizi. I commercianti e gli altri esercenti depositano quindi il contante presso le rispettive banche. Le banche e altri gestori del contante fanno rientrare le banconote alle banche centrali del proprio paese oppure le rimettono in circolazione una volta verificata la loro autenticità e idoneità al ricircolo.


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