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Crew Dragon diventerà il primo veicolo spaziale commerciale a trasportare gli umani alla stazione spaziale

di Bobby Curtis

Il lancio di Crew Dragon dalla Florida segna il primo lancio di umani nello spazio dal suolo americano dopo ben 9 anni di fermo attività. Una missione cruciale non solo per ripristinare il prestigio americano nel volo nello spazio di persone, ma anche perché  questa è la prima volta che il lancio in orbita di astronauti viene sovvenzionato da un’azienda privata.

Gli astronauti della Nasa, Bob Behnken e Doug Hurley sono stati selezionati nel Duemila e ciascuno ha volato nello spazio due volte sulla navetta spaziale. Hurley ha trascorso un totale di 28 giorni e 11 ore nello spazio, mentre Behnken ha accumulato un totale di 29 giorni e 12 ore, di cui 37 ore di camminata nello spazio. Obiettivo del loro lancio testare un veicolo spaziale che possa garantire a qualsiasi comune essere umano di volare nello spazio. Un’opportunità che di certo non sarà a portata di tutti, anche per il costo, ma che nel prossimo futuro, potrebbe diventare un delizioso piano B per un viaggio fuori dal comune, non certo inteso quello di residenza come oramai ci ha abituato a pensare il lockdown.

I veicoli spaziali progettati per trasportare gli astronauti devono passare attraverso un processo che garantisca che possano operare in sicurezza. Questo lancio è essenzialmente il passaggio finale del processo di convalida per testare il sistema di controllo ambientale di Crew Dragon, i display e i controlli e i propulsori di manovra, il sistema di attracco autonomo durante l’avvicinamento alla stazione spaziale. E quando sarà il momento di tornare sulla Terra, gli astronauti si paracaduteranno nell’Oceano Atlantico e sia la capsula sia l’equipaggio verranno quindi recuperati da una nave chiamata Go Navigator.

Se la missione Demo-2 di Crew Dragon avrà esito positivo, ‘SpaceX’ procederà con le sei missioni “operative” presso la ISS che devono volare con un contratto da $ 2,6 miliardi con la Nasa. Boeing ha un accordo analogo, del valore di $ 4,2 miliardi, per trasportare l’equipaggio alla stazione spaziale usando il suo veicolo Starliner CST-100. Rispetto al passato è stato anche progettato anche un sistema di interruzione incorporato per salvare la vita dell’equipaggio in caso di emergenza. E un altro particolare che non è sfuggito a molti riguarda le tute dei due astronauti, decisamente diverse da quelle colore zucca che siamo stati abituati a vedere negli anni passati. Difatti pure quelle sono una novità, sottili, bianche con caschi su misura stampati in 3D, sembrano quelle che tante volte abbiamo visto in film di fantascienza e il motivo è semplicemente perché sono state disegnate da Jose Fernandez, noto costumista di Hollywood, che ha lavorato per i film di Batman, X-Men e Thor. 

La tute del Crew Dragon, bianche, sottili di grande vestibilità sono state disegnate dal noto costumista hollywoodiano Jose Fernandez, che ha lavorato ai film di Batman, X-Men e Thor

Elon Musk
(ph. Duncan.Hull)
Chi c’è dietro il lancio?

Si chiama Elon Musk l’uomo alla guida di ‘SpaceX’, la società grazie alla quale si è potuto realizzare questo lancio sabato scorso 30 maggio. Un sogno che parte da lontano il suo. Fondatore, ‘AD’ e ‘CTO’ di ‘Space Exploration Technologies Corporation’ (SpaceX), co-fondatore, CEO e product architect di ‘Tesla’ e co-fondatore e CEO di ‘Neuralink’, presidente di ‘SolarCity’, fondatore di ‘The Boring Company’, co-fondatore di ‘PayPa’l e ‘OpenAI’, nel novembre 2019 su Forbes si è posizionato al 34° posto nella lista delle persone più potenti del mondo con un patrimonio di 28,8 miliardi di dollari.

Oltre ai suoi obiettivi economici primari, Musk ha anche progettato un sistema di trasporto super veloce conosciuto come “Hyperloop” e un aeromobile elettrico supersonico VTOL (decollo e atterraggio verticali) con propulsione a ventole elettriche, con il nome di Musk electric jet.  Tra gli obiettivi di Musk anche quello di ridurre il riscaldamento globale tramite l’utilizzo di energie rinnovabili e la creazione di una colonia su Marte, per evitare il rischio dell’estinzione umana. Tramite ‘SpaceX’, Musk si è prefisso l’obiettivo di dare accesso a Internet a tutta la Terra grazie ai satelliti Starlink. No non stiamo parlando di un matto egocentrico con manie di grandezza, ma di un vero e proprio genio.

Nato il 28 giugno 1971 a Pretoria, in Sudafrica, dopo il divorzio dei suoi genitori nel 1980, ha vissuto principalmente con il padre in Sudafrica con il quale però successivamente ha tagliato i ponti. Da avido lettore, com’è sempre stato dall’età di 10 anni, proprio a quell’età si appassiona alla programmazione, che impara da solo utilizzando un Commodore VIC-20 e a 12 anni vende il codice da lui creato di un videogioco scritto in BASIC, chiamato Blastar, alla rivista chiamata PC and Office Technology per circa 500 dollari (N.d.R. la versione web del gioco esiste tuttora). Preso di mira dai bulli della scuola che frequentava a causa di un brutto spintone finisce all’ospedale. Musk studia dapprima in scuole private, frequentando la Waterkloof House Preparatory School inglese e la Bryanston High School e  successivamente si diploma alla Pretoria Boys High School. Sebbene il padre avesse insistito affinché Musk andasse al college a Pretoria, lui con determinazione chiese di potere continuare gli studi negli Stati Uniti. Sapendo che era facile arrivare negli Stati Uniti dal Canada, si trasferì lì nel giugno del 1989, non ancora diciottenne e dopo avere ottenuto la cittadinanza tramite la madre, (Maye Haldeman, dietologa e modella canade) volò in America.

All’età di 19 anni, Musk viene accettato alla Queen’s University a Kingston, nell’Ontario. E nel 1992, dopo 2 anni alla Queen’s University. Decide poi di continuare gli studi all’Università della Pennsylvania, dove consegue dapprima un Bachelor of Science in economia e poi un Bachelor of Arts in fisica al College of Arts and Sciences. Nel 1995, all’età di 24 anni, si trasferisce in California per iniziare un dottorato in fisica applicata e scienza dei materiali alla Stanford University, ma dopo 2 giorni decide di ritirarsi per inseguire le sue aspirazioni imprenditoriali nelle aree di internet, dell’energia rinnovabile e dell’esplorazione dello spazio, diventando un cittadino degli USA nel 2002.

Nel 1995, Musk e suo fratello Kimbal, fondano ‘Zip2’, un’azienda di software web, con il denaro raccolto da un piccolo gruppo di angel investor. L’azienda sviluppava e vendeva guide cittadine online per l’industria editoriale di giornali. Musk ne voleva diventare CEO, ma nessun membro del consiglio glielo permetteva. Così acquisì ‘Zip2’ e poi vendette la sua parte incassando 22 milioni di dollari. Nel marzo 1999 fonda ‘X.com’, una compagnia di servizi finanziari online e di pagamenti via e-mail. Un anno dopo, la compagnia si fonde con ‘Confinity’, dando origine a ‘PayPal’ nella sua forma odierna. Quando ‘PayPal’ viene acquistata da ‘eBay’ nel 2002 per 1,5 miliardi di dollari, Elon Musk diventa ufficialmente uno degli imprenditori più conosciuti e ricchi al mondo. Non contento del successo fino a quel momento avuto, investe 100 milioni di dollari in ‘SpaceX’, 70 milioni in ‘Tesla’ e 10 milioni in ‘SolarCity’. Nel giugno 2002, Musk fonda la sua terza compagnia: la ‘Space Exploration Technologies Corporation’ (SpaceX), di cui è amministratore delegato e CTO. Questa azienda progetta e costruisce lanciatori spaziali a razzo parzialmente riutilizzabili (Falcon 1 e Falcon 9) e veicoli spaziali per il trasporto orbitale di persone e merci (i Dragon). Il 22 maggio 2012, nell’ambito del programma Commercial Orbital Transportation Services della NASA, effettua con successo il lancio di una capsula Dragon su vettore Falcon 9, diventando così la prima compagnia privata a riuscire in quest’impresa. Il 7 ottobre 2012 effettua il primo dei 12 lanci previsti dal programma CRS, nell’ambito di un servizio regolare di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale. Martedì 6 febbraio 2018 come da programma, il nuovo lanciatore della Space X, il Falcon Heavy decolla alle 15:45 (ora locale) dal pad 39A del Kennedy Space Center rilasciando con successo il carico (una vettura Tesla Roadster). Al momento del suo lancio inaugurale è il vettore disponibile più potente al mondo con i suoi 22800 kN di spinta al decollo. Sabato 30 maggio 2020, alle ore 21.22 (ora locale), è decollato dal PAD 39A del John F. Kennedy Space Center il razzo Falcon 9 con a bordo Behnken e Hurley i due astronauti che passeranno alla storia per avere guidato il primo lancio spaziale americano della NASA, effettuato da un’azienda privata. La sua ultima impresa per ora, ma solo dal punto di vista temporale.


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