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di Patricia Sinclair

“Mi sono sentito umiliato e offeso come cittadino quando mi è stato  vietato di uscire di casa. Devo anche confessare, e lo faccio qui  pubblicamente, di aver anche in certi casi disobbedito volontariamente a questo divieto perché non mi sembrava giusto né salutare. Ho una certa età e ho bisogno di sole e di vitamina D”, queste le parole di ieri dell’amatissimo tenore toscano, Andrea Bocelli, al convegno in Senato ‘Covid-19 in Italia: tra informazione, scienza e diritti’, durante il quale ha ripercorso i suoi momenti più  duri durante il lockdown, raccontando come li ha vissuti.

Confessione che non arriva a ciel sereno nel corso di questa audizione. Trattasi infatti di un ‘déjà ecouté’, visto che Bocelli aveva già espresso il suo disagio in aprile. Quando tra l’altro, ha partecipato a un evento globale dal nome emblematico ‘One World Together At Home‘ per onorare il personale sanitario che aveva lavorato e continuava a lavorare in prima linea nella lotta contro il Coronavirus e per sensibilizzare le persone sulla raccolta fondi promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con il patrocinio di Global Citizen. E poi ha partecipato come protagonista assoluto a un altro evento storico per la città di Milano, organizzato dal sindaco Beppe Sala: il concerto ‘Music For Hope‘ in diretta da piazza del Duomo, trasmesso in streaming (ancora visibile sul canale YouTube). Un’immagine da brividi quella di Andrea in smoking nero che si stagliava sullo sfondo del Duomo di Milano in una piazza deserta accompagnato dall’organista del Duomo di Milano, Emanuele Vianelli.

Ma ovviamente visto l’argomento e la nuova ripresa dei contagi in tutto il mondo, ieri il suo pensiero sugli effetti del Coronavirus, espresso con grande sincerità, senza gravami di ‘mea culpa’, ha di nuovo sollevato molti rumors e nuove reazioni. In coda a quelle già ricevute.

Il tweet di Fedez

Tra i più polemici che gli avevano già risposto per le rime, il buon Fedez che su Twitter aveva scritto:

“Vorrei tanto presentargli un mio caro amico che, a causa del Covid, ha dovuto subire un trapianto a entrambi i polmoni a soli 18 anni. Poiché il virus li aveva letteralmente bruciati. Poi, stare in silenzio a volte non fa mai male.”

Ovvio che le parole di ieri di Bocelli non avevano e hanno avuto al Senato l’obiettivo di essere una buttade, ma avevano solo lo scopo di esprimere un disagio che è stato collettivo e condiviso da molti. Ma si sa che certi argomenti, soprattutto se sollevati da persone con grande fama provocano molti pruriti. Anche perché Bocelli si è ammalato di Covid-19 ed è guarito senza complicanze. Tra l’altro il tenore ha anche lanciato un appello: “Rifiutiamoci di seguire questa regola, prendiamo dei libri, giriamo, conosciamoci, parliamo, dialoghiamo”.

Anche Vittorio Sgarbi, storico d’arte, opinionista e dall’11 giugno 2018 sindaco di Sutri, reiterato protagonista di episodi contro le misure anti-Covid-19 adottate da Conte, durante l’audizione sul virus, ha chiesto che il governo ascolti “quanto hanno da dire tante persone sinora inascoltate”, convinte che “il virus non ci sia più” e che bisogna farla finita con questo “allarme globale”. E su Twitter si è scagliato contro quelli che hanno criticato il tenore.

Il tweet di Sgarbi in difesa di Bocelli

In collegamento durante l’audizione al Senato, molti medici e studiosi come Alberto Zangrillo, Matteo Bassetti, Maria Rita Gismondo, Massimo Clementi, Giuseppe De Donno, Paolo Becchi oltre ad alcuni noti costituzionalisti come Sabino Cassese, Giovanni Guzzetta e Michele Ainis, che hanno espresso molte perplessità sul ricorso da parte del governo dei Dpcm. “Ho accettato questo invito, ma sono lontano dalla politica”, ha voluto sottolineare Bocelli, “e devo dire che durante il lockdown ho anche cercato di immedesimarmi con chi doveva prendere decisioni difficili. Ma poi, man mano che il tempo passava, non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perché questa gravità? “.

“Penso che tutto quello che e stato detto non abbia alcuna base dal punto di vista scientifico: è un messaggio inadeguato, quello che viene lanciato, con elementi di evidente pericolosità”, ha dichiarato all’ANSA Massimo Galli, professore Ordinario di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Milano, in merito alle posizioni espresse in occasione dell’incontro ‘Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti’, alla presenza tra gli altri del leader della Lega Matteo Salvini, Vittorio Sgarbi e il tenore Andrea Bocelli.

“Indossare la mascherina resta una delle regole essenziali per contrastare la diffusione del Coronavirus. Siamo fuori dalla tempesta ma non siamo ancora approdati in un porto sicuro. Non dividiamoci su questo”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.


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