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MA DAVVERO SERVE UN VACCINO AD HOC PER LA VARIANTE OMICRON? - WHAT-U

La nuova variante Omicron del coronavirus potrebbe essere più contagiosa di quella del prevalente ceppo Delta, secondo il parere di numerosi microbiologi giapponesi che hanno studiato e monitorato l’andamento del primo mese di infezioni in Giappone e oltre. Gli esperti medici dell’Università di Hong Kong hanno anche esortato il pubblico a non aspettare un vaccino Covid-19 di prossima generazione contro la variante fortemente mutata, affermando che occorre un vaccino ad hoc. Il team di HKU, che martedì sera ha rivelato di aver isolato con successo la nuova variante, scrive Scmp, ha affermato che collaborerà con aziende della Cina continentale per sviluppare un vaccino contro l’Omicron.  

Rallentamento della crescita economica

Ora Omicron potrebbe rallentare la crescita mondiale e spingere il Fmi a rivedere al ribasso le sue stime di crescita per l’economia. Questo il parere del direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. Intervenendo a un incontro organizzato da Reuters, Georgieva ha sottolineato come la variante “può molto rapidamente intaccare la fiducia. Vedremo probabilmente una revisione al ribasso delle nostre stime di crescita di ottobre”.

Vaccini superati gli 8 miliardi di somministrazioni nel mondo

Secondo il conteggio della Johns Hopkins University i vaccini somministrati nel mondo contro il Covid hanno superato quota 8 miliardi, per la precisione 8.111.274.899 dosi iniettate a livello globale, 1,16 miliardi negli ultimi 28 giorni.

I contagi da Covid-19 in Sudafrica hanno superato il record dei tre milioni mentre una nuova ondata guidata dalla variante Omicron dilaga in varie zone del Paese. Il governo ha segnalato oggi 16.055 nuovi casi in 24 ore, portando il totale dei contagi accertati in laboratorio a 3.004.203.  “Questo aumento rappresenta un tasso di positività del 24,3 percento”, ha affermato l’Istituto nazionale per le malattie trasmissibili (NICD) gestito dal governo nell’aggiornamento quotidiano, riporta ANSA. La maggior parte dei nuovi casi segnalati oggi, il 72%, è stata rilevata nella provincia di Gauteng, la più popolosa delle province del Paese. Gauteng, che ospita la capitale Pretoria e il centro economico e finanziario del paese, Johannesburg, si conferma come l’epicentro della nuova variante da quando Omicron vi è stata rilevata per la prima volta la scorsa settimana. Lunedì un noto epidemiologo, Salim Abdool Karim, aveva previsto che i casi di coronavirus nel Paese più colpito del continente africano avrebbero potuto vedere le infezioni giornaliere più che triplicate questa settimana a oltre 10.000.La provincia di Gauteng ha superato la proiezione, registrando oggi 11.553 casi. Altre province hanno registrato meno di 1.000 casi ciascuna. Il forte aumento delle infezioni è attribuito al nuovo ceppo Omicron, altamente contagioso, che è stato segnalato per la prima volta dagli scienziati sudafricani il 25 novembre. Tuttavia, il numero di decessi rimane ancora relativamente basso, con 25 decessi correlati a Covid-19 segnalati oggi, che portano il numero di morti a 89.944 dall’inizio della pandemia.

In Italia

Aggiornamento 1 dicembre 2021 – Periodo di riferimento: 22/11/2021-28/11/2021 

Continua per la sesta settimana consecutiva l’aumento generalizzato del numero di nuovi casi di infezione, in particolare sotto i 20 anni, ma anche nella fascia di età 30-49 anni. A livello nazionale l’incidenza settimanale in Italia ha raggiunto la soglia dei 150 casi per 100,000 abitanti. Risulta stabile, a livello nazionale, la velocità di trasmissione nella settimana di monitoraggio corrente con un Rt elevato nella maggior parte delle regioni Italiane, sempre al di sopra della soglia epidemica. 

L’Rt calcolato sui soli casi ospedalizzati si mantiene oltre la soglia epidemica con conseguente aumento nei tassi di occupazione sia in area medica sia in terapia intensiva. 

Nell’attuale contesto, una più completa copertura vaccinale in tutte le fasce di età raccomandate, il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo nelle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali vigenti, in particolare gli ultraottantenni e le persone più fragili, rappresentano gli strumenti principali, secondo il Ministero della Salute, per prevenire significativi aumenti di casi clinicamente gravi di COVID-19 e favorire un rallentamento della velocità di circolazione del virus SARS-CoV-2. 

Punti chiave: 

  • Si registra ancora un forte aumento dell’incidenza settimanale a livello nazionale: 140 per 100.000 abitanti (22/11/2021 – 28/11/2021) vs 112 per 100.000 abitanti (15/11/2021 -21/11/2021), dati flusso ISS, molto al di sopra della soglia settimanale di 50 casi ogni 100.000 abitanti.
  • Nel periodo 10 novembre – 23 novembre 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,20 (range 1,12 –1,28), leggermente in diminuzione rispetto alla settimana precedente e al di sopra della soglia epidemica. É in diminuzione, ma ancora sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt = 1,09 (1,05-1,12) al 23/11/2021 vs Rt = 1,15 (1,11-1,19) al 16/11/2021). Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt si possono consultare degli approfondimenti  disponibili sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/content/id/5477037).
  • Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 7,5%, e in aumento rispetto alla settimana precedente (rilevazione giornaliera Ministero della Salute del 30/11/2021); il numero di persone ricoverate passa da 560 (23/11/2021) a 683 (30/11/2021). Anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta ed è pari al 9,0%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 4.597 (23/11/2021) a 5.227 (30/11/2021).
  • 20 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, due Regioni/PPAA sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto secondo il DM del 30 aprile 2020. Una regione è classificata a rischio basso.
  • 13 Regioni/PPAA riportano un’allerta di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza.
  • In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (30.966 vs 23.971 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggera diminuzione (33% vs 34% la scorsa settimana). È stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (45% vs 45%), mentre è in lieve aumento la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (22% vs 21%).

“Ad ora, da quello che emerge, la variante Omicron sembrerebbe più contagiosa, ma con casi più lievi. Non sappiamo ancora in via definitiva se possa schivare il vaccino, ma qualora dovesse farlo non sarebbe comunque in forma completa, ecco perché è necessario fare la terza dose”, ha detto Fabrizio Pregliasco, il direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, in un’intervista a iNews24.

Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano

“I dati necessitano ancora di un po’ di tempo per arrivare ad una conclusione, diciamo che ci vorrà ancora una settimana per aver un quadro più completo”. Pregliasco ha poi spiegato: “Siamo ancora nella fase di risalita della curva. Sarà necessario vaccinarsi, fare il richiamo e mantenere sempre alta l‘attenzione. Spero davvero che questo possa essere uno degli ultimi colpi di coda del virus ed è proprio in questo senso che va compresa l’opportunità di una dose di rinforzo per garantire ulteriormente una  protezione più efficace”. Sull’autorizzazione di Aifa al vaccino per i bambini nella fascia 5-11 anni, Pregliasco ha aggiunto: “Ci sono stati già 3 milioni e mezzo di casi ad oggi, grazie agli ottimi sistemi americani e israeliani di raccolta dati. Direi che i numeri quindi già li abbiamo e sono consolidati”. Sulla copertura vaccinale mondiale e sul dibattito circa la possibilità di togliere i brevetti , ha commentato. “Dobbiamo cercare di vaccinare il maggior numero di persone possibile, non solo in Italia, ma nel mondo. Sarà una battaglia difficile e a lungo termine, che però non possiamo esimerci dal combattere. Quel che serve è un accordo internazionale che garantisca una rimodulazione dei costi, in modo da permettere una maggior diffusione dei vaccini. Togliere i brevetti non risolverebbe il problema, perché purtroppo non basta avere la ricetta della nonna per fare la torta, soprattutto se a cucinare è il nipote”.


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