NOMISMA, ECCO COSA CERCANO GLI ITALIANI IN VACANZA - WHAT-U

L’85% degli italiani che quest’estate andrà in vacanza trascorrerà le ferie in Italia e cercherà soprattutto relax e contatto con la natura, ma anche esperienze enogastronomiche e che consentano la scoperta delle tradizioni locali. Questi alcuni dei trend emersi dall’Osservatorio Turismo 2022 di Nomisma-UniCredit, illustrati durante il Forum delle Economie #ItalianEXPerience, evento organizzato da UniCredit in collaborazione con Enit, Lonely Planet e Confcommercio Lombardia. L’appuntamento è stato anche l’occasione in cui UniCredit ha presentato “Made4Italy”, programma che prevede il supporto a progetti che valorizzino il profilo di sostenibilità delle aziende appartenenti al settore ricettivo e agroalimentare, tra cui la riqualificazione energetica e il sostegno alla transizione digitale

Ecco alcuni dei principali dati emersi dall’Osservatorio Turismo Nomisma-UniCredit, presentati dalla Responsabile Market Intelligence Nomisma Silvia Zucconi.

Vacanze degli italiani 2022: l’Italia tra le principali destinazioni

I dati della ricerca, innanzitutto, rilevano una forte voglia di partire da parte degli italiani: più di 28 milioni, infatti, prevedono almeno una vacanza durante l’estate 2022. Di questi, però, solo un terzo ha già prenotato. La meta più gettonata è l’Italia, scelta dall’85% delle persone, in particolare la Puglia (citata dal 13%), la Sicilia (10%) e la Toscana (9%). Una percentuale più ridotta (il 12%) si orienterà verso destinazioni Europee (soprattutto Spagna, Grecia e Francia) e solo il 3% viaggerà verso Paesi extra UE.

Estate 2022 e 2021 a confronto

Dal confronto tra l’estate 2021 e l’estate 2022 emerge una netta polarizzazione delle intenzioni degli italiani. Da un lato, infatti, più di un quarto dei viaggiatori ha intenzione di aumentare la frequenza dei viaggi (lo dichiara il 29%), di aumentarne la durata (24%) e di spendere di più per il pernottamento (24%). Dall’altro, invece, 1 persona su 6 pensa che ridurrà il numero di viaggi, così come la durata e i costi
Chi nel 2022 non partirà lo farà soprattutto a causa di una situazione economica non favorevole (il 49%), per la volontà di risparmiare (12%), per il timore di possibili contagi (11%), ma anche perché ha intenzione di sostituire il viaggio con gite ed escursioni di una giornata (9%).

Le vacanze per gli italiani significano relax e contatto con la natura

Dall’indagine emerge che gli italiani associano la vacanza soprattutto all’idea di relax, citata dal 76% delle persone, ma una buona percentuale (il 48%) la vede anche come un’occasione per stare più a contatto con la natura. In particolare, il 13% la considera un’opportunità per praticare sport e attività fisica e l’11% per vivere esperienze adrenaliniche e di avventura. Per i viaggiatori italiani, inoltre, la vacanza è anche sinonimo di scoperta dell’enogastronomia (per il 39%) e delle tradizioni locali (21%).

Come gli operatori del turismo vivono l’attuale congiuntura

L’Osservatorio Turismo ha cercato anche di capire come gli operatori del settore stiano vivendo l’attuale congiuntura determinata dalla pandemia, dal conflitto russo-ucraino e dall’aumento dei prezzi. Il 64% dichiara che questa situazione complica l’operatività delle strutture ricettive e le maggiori problematiche sono provocate dall’incremento dei costi energetici, dunque dal caro bollette (citato dal 51%), e dall’inflazione (23%). In che modo gli operatori delle strutture ricettive prevedono di gestire tali criticità? Per quanto riguarda gli investimenti, il 32% pensa di investire su impianti per la produzione di energia rinnovabile e il 28% sullo sviluppo di modelli di efficientamento energetico. In merito all’offerta, invece, il 67% aumenterà i prezzi delle camere e il 44% quelli dei servizi offerti. Il 28% ritiene inevitabile ridurre i mesi di apertura.

Come la congiuntura attuale cambierà il modo di viaggiare

Per il 54% degli operatori la congiuntura attuale determinerà una minore capacità di spesa da parte dei viaggiatori e questo, secondo il 34%, comporterà la necessità di rivedere i prezzi di listino a causa dei maggiori costi di gestione. Il 33% pensa che si verificherà una diminuzione dei tempi di permanenza dei turisti, inoltre, per una buona percentuale, assisteremo a una contrazione della domanda dall’est Europa (per il 32%), da altri Paesi stranieri (22%) e dall’Italia stessa (18%) rispetto al 2021. 

A fronte di questi mutamenti,  gli operatori sono consapevoli di dover adeguare la loro offerta. Per adattare le proposte ai nuovi bisogni dei viaggiatori, entro i prossimi 2-3 anni il 16% prevederà delle aree fitness e relax all’interno delle strutture, il 25% delle postazioni per lo smart working e il 17% firmerà convenzioni con co-working esterni

Un’altra percentuale punterà sulla digitalizzazione: il 29% realizzerà app per il check-in e il check-out oppure per prenotare i servizi della struttura, mentre il 26% inserirà sistemi di domotica nelle camere
Il 34% realizzerà servizi su misura delle necessità del cliente, il 24% inserirà nel menù prodotti biologici e il 27% offrirà tour sul territorio per permettere ai clienti di scoprire la tradizione enogastronomica locale.


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