[gtranslate] DAL PRIMO CONSIGLIO EUROPEO DELL'ANNO ECCO COSA PORTA CASA L'ITALIA - WHAT-U

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ieri e oggi 24 marzo ha partecipato a Bruxelles ai lavori del Consiglio europeo e all’Eurosummit. Il primo tema in agenda al primo Consiglio Europeo ordinario del 2023 è stato la guerra in Ucraina. Se n’è parlato dopo l’intervento della presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola.  E ne ha parlato in collegamento video dall’Ucraina anche il presidente Volodymyr Zelensky. Il premier ucraino ha chiesto ai leader Ue di agire rispetto a 5 ritardi allungherebbero la guerra e ha chiesto di rimediare ai ritardi rispetto alla consegna di missili a lungo raggio, l’approvazione di nuove sanzioni alla Russia, la decisione della possibile fornitura di consegna di aerei da guerra moderni, le negoziazioni per l’adesione all’Ue e l’attuazione del piano di pace di dieci punti proposto da Kiev. Altro argomento “caldo” quello dei migranti.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel corso del dibattito sulle migrazioni, ha ringraziato la Commissione per il lavoro svolto su impulso del Consiglio europeo di febbraio e per la lettera a seguito della tragedia di Cutro, sottolineando come occorrano azioni rapide e concrete per evitare una situazione in cui le organizzazioni criminali controllano i traffici umani sulle rotte del Mediterraneo. La premier ha anche chiesto il rafforzamento dell’attività Sar e l’avanzamento del lavoro sui rimpatri. Nel corso della discussione alcuni  Stati membri, come Paesi Bassi e Austria, hanno ringraziato l’Italia per il dialogo costruttivo avviato e per la cooperazione efficace nella lotta ai trafficanti di esseri umani. Meloni ha poi posto l’accento sulla situazione in Tunisia, ritenuta molto preoccupante e sul fatto che gli arrivi in Italia sono triplicati rispetto al 2022. La premier, infine, ha rimarcato che, “se questo trend continuerà, questa estate la situazione sarà fuori controllo”. Quindi la strada è solo una: occorre rafforzare la cooperazione con Paesi di origine e transito, misure concrete contro i trafficanti, l’offerta di maggiori possibilità di ingressi legali. 

Per avere un maggiore controllo sul grande afflusso di migranti in Europa, i Paesi Bassi ritengono essenziale attuare rapidamente gli accordi presi a febbraio, ad esempio per quanto riguarda il regolamento di Dublino, e il rafforzamento delle nostre frontiere esterne”, ha scritto il premier olandese Mark Rutte in un lungo thread su Twitter

Al termine del Consiglio europeo, è poi iniziata la conferenza stampa del presidente del Consiglio Charles Michel e della presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

“Come sempre ribadiremo il nostro fermo impegno ad assistere Kiev,” impegno che include il lavoro sulle “responsabilità” per i crimini di guerra, sull’uso dei beni russi congelati dalle sanzioni e il sostegno all’ordine internazionale basato sulle regole, quello che gli americani chiamano l’American-led order. Dal Consiglio straordinario del 9 febbraio, l’Ue ha lavorato per “aumentare urgentemente la produzione e la consegna di munizioni all’Ucraina”, ha detto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. “Il nostro obiettivo è fornire all’Ucraina 1 milione di munizioni entro i prossimi 12 mesi e garantire finanziamenti adeguati”.

“Sull’Ucraina abbiamo avuto un dibattito intenso, anche con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. Un punto che mi è caro è quello dei bambini ucraini rapiti dalla Russia, che ci ricorda i momenti bui di un nostro oscuro passato: ben 16.200 bambini sono stati rapiti. È un crimine di guerra e giustifica pienamente il mandato d’arresto spiccato dall’Aja”,  ha detto la von der Leyen, precisando che contribuirà all’organizzazione di una conferenza per garantire il ritorno dei bambini ucraini deportati in Russia durante il conflitto in corso. “Sottolineerò quattro argomenti, quattro sfide che dobbiamo affrontare come Unione: accelerazione verso la neutralità climatica, sostegno all’Ucraina, rafforzamento della nostra competitività e la gestione della migrazione”, ha aggiunto. “Gli obiettivi a lungo termine sul clima sono importanti. Ma è ancora più importante agire ora. E noi siamo sulla buona carreggiata. Abbiamo già approvato diversi provvedimenti del Fit for 55 e dobbiamo approvare i rimanenti”, ha aggiunto.

Poi sull’immigrazione la von der Leyen ha rivelato: “Stiamo rafforzando la capacità di ricerca e salvataggio dei partner nordafricani e questo è stato completato da maggiori sforzi nella lotta contro i trafficanti. Stiamo anche lavorando con i nostri partner nei Balcani e con Stati in altre regioni sui rimpatri. Le misure operative sull’immigrazione “sulle quali ci stiamo concentrando sono il lavoro per rafforzare i confini tra la Bulgaria e la Turchia, lanciare due progetti pilota sulla gestione delle frontiere e su come reagiamo all’arrivo di migranti e mostrare le migliori pratiche sulle procedure di asilo o rimpatrio”. 

Pace fatta con la Francia

Giorgia Meloni da questo viaggio a Bruxelles si porta dietro un’altra vittoria, quella della pace fatta con Emmanuel Macron. C’è chi ha precisato che in realtà si tratterebbe di una tregua,che ora ha messo uno stop ai litigi e alle incomprensioni che finora li hanno visti contrapposti l’uno all’altro. Cero non è nata un’amicizia, ma almeno una collaborazione sì. Da qui in avanti, l’Ue navigherà in mare aperto: una nuova crisi migratoria appare vicina, il Green Deal è una sfida che via via si fa più necessaria e costosa, il sistema bancario comincia a vacillare. A Francia e Italia serve un’unione di intenti. Sui migranti, innanzitutto, ma anche su quel Patto di stabilità dove, tradizionalmente, la sponda francese è imprescindibile per Roma. In un’ora e quaranta di faccia a faccia, senza neppure la presenza delle rispettive delegazioni, Meloni e Macron hanno avuto modo di tornare sulle frizioni dei mesi scorsi.

Meloni: ‘Soddisfatta del bilaterale con Macron’

 E’ stato il primo, vero bilaterale per loro. Prima si erano visti a Roma e a Sharm el Sheikh, in incontri informali, quasi fugaci. Lo scontro tra i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e Gerald Darmanin prima, e l’esclusione di Meloni dall’incontro dell’Eliseo tra Macron, Scholz e Zelensky poi, avevano pietrificato i rapporti, nonostante il Trattato del Quirinale. “Con Meloni abbiamo avuto una discussione molto buona che ci ha permesso di chiarire molti argomenti e definire le questioni sulle quali possiamo agire insieme”, ha spiegato Macron. “Sono soddisfatta, è stato un incontro lungo e ampio, c’è voglia di collaborare”, gli ha fatto eco Meloni. Nel concreto, l’incontro ha prodotto almeno un passo avanti: una missione congiunta in Tunisia, assieme all’Ue.

L’atteso arrivo della Schlein

Tra gli arrivi più attesi quello della neo-segretaria del PD Elly Schlein. Che a Bruxelles non è certo nuova, essendo stata per un’intera legislatura (2014-2019) eurodeputata. «Serve una Mare Nostrum europea, una missione comune di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo che abbia il mandato operativo di salvare le vite: di questo c’è bisogno», ha detto Schlein parlando coi cronisti dopo una serie di incontri politici. «Nella bozza del Consiglio europeo ci sono solo poche righe sulle migrazioni: ma questa destra dov’era quando si è cercato di riformare l’accordo di Dublino? Io non li ho visti. Oggi cercano di rivendicare la centralità del tema migratorio con tre righe che non vogliono dire nulla», ha continuato Schlein

Il summit a 27

Oggi è stato il giorno dell’Eurosummit, a 27, con Christine Lagarde, presidente della Bce, e Paschal Donohoe per l’Eurogruppo, per fare il punto sulla situazione economica e finanziaria. Tra gli argomenti trattati, il coordinamento delle nostre politiche di bilancio, la governance economica e l’architettura finanziaria della nostra Unione economica e monetaria”, come aveva già anticipato Michel ieri. Insomma tra crisi bancarie negli Usa e in Svizzera e la riforma del patto di stabilità, gli argomenti di discussione non sono mancati.



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