[gtranslate] ITALIA, SALARIO MINIMO, PASSA LA LINEA DEL DIALOGO - WHAT-U

Doppio voto al Senato sul salario minimo. L’Aula con 79 voti contrari ha detto no alla ‘Mozione sull’introduzione di un salario minimo garantito per i lavoratori italiani’ presentata dal M5S (a favore sono stati 61 senatori). Passa perciò la linea del dialogo sul salario minimo che approderà in Aula il prossimo giovedì 27 luglio. Il tutto senza mandato al relatore. In commissione Lavoro alla Camera il presidente Valter Rizzetto (FDI) ha infatti proposto di non votare gli emendamenti presentati, e dunque anche la proposta interamente soppressiva del centrodestra. «Si va in Aula con il testo base dell’opposizione», ha spiegato il dem Arturo Scotto -. È una nostra vittoria, la destra ci insegue».

“Si va in aula con il nostro testo”, ha detto anche Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro. Assieme alla capogruppo del M5S in commissione Lavoro alla Camera Valentina Barzotti che ha  sottolineato che il fatto che l’introduzione del salario minimo proposto dalla maggioranza non si sia stato votato è il segno evidente che la strategia delle opposizioni ha funzionato”. Soddisfatti anche i componenti di Fratelli d’Italia per i quali “passa la linea Meloni. Il testo arriva direttamente in aula in quanto, in commissione Lavoro, tutte le forze politiche hanno convenuto che con maggiore tempo si possa arrivare a una proposta frutto del confronto auspicato dal presidente del Consiglio.

Meloni: disposta ad aprire confronto con l’opposizione

«Il salario minimo è un bel titolo, funziona molto bene come slogan, ma nella sua applicazione rischia di creare dei problemi», ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo a Non Stop News su Rtl 102.5 aggiungendo subito di essere disponibile «ad aprire ad un confronto con l’opposizione» pur sottolineando che la via da seguire è quella della contrattazione collettiva «da rafforzare». Le accuse di voler rinviare? «Non stiamo rimandando alcuna posizione», è la risposta: «hanno chiesto un confronto e per confrontarsi serve tempo ma poi si sa: come si fa si sbaglia».

Calenda: bene apertura al dialogo del governo

“Sono felice che ci sia un’apertura da parte del Governo a discutere di salario minimo. Sospendiamo le polemiche e proviamo a fare insieme qualcosa di utile per l’Italia”, ha scritto i giorni scorsi su Twitter il leader di Azione, Carlo Calenda, allegando la foto della pagina di Repubblica con un retroscena che vedrebbe la premier Giorgia Meloni “aprire con cautela” al dialogo. “Azione è altra cosa dagli attuali schieramenti dominati da ideologie radicali e, nel caso di Lega e M5s, apertamente illiberali visti i compagni di viaggio che hanno in Europa. Laddove il governo Meloni ha ripreso e sviluppato le politiche di Draghi, ha avuto e avrà il nostro sostegno, alla luce del sole. Laddove il presidente Meloni apre con tutta la prudenza alla proposta di salario minimo è evidente che sta aprendo al confronto con tutte le opposizioni, non solo con Azione. Bene, fra una retromarcia e l’altra di Meloni, e fra un sussulto riformista e l’altro del Pd Azione non può che essere soddisfatta. E con noi gli italiani”, aveva scritto in una nota Osvaldo Napoli, della segreteria nazionale di Azione. E a proposito del convegno di ‘Energia popolare’, iniziativa di Stefano Bonaccini del Pd che si è tenuto a Cesena, Napoli ha aggiunto: “E’ un evento importante perché quell’assise ci dice che la battaglia riformista nel Pd può ritrovare vigore. Azione non ha pregiudizi, abbiamo solo fissato due paletti: assolutamente inconciliabili con il M5s e con la Lega. Per il resto il riformismo per essere tale non può mettere steccato al dialogo ovunque si manifestino idee liberali, europeiste e appunto riformiste”.


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