[gtranslate] ZELENSKY TEME L'ASCESA DI TRUMP, CHE DICE: "LA GUERRA IN UCRAINA? CON ME FINIREBBE IN 24 ORE" - WHAT-U

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto preoccupato dalla prospettiva del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, definendo “molto pericolosa” l’affermazione del tycoon secondo cui potrebbe fermare la guerra dell’Ucraina con la Russia in 24 ore. Due i principali motivi: la mancanza di dettagli reali su un eventuale piano di pace, il sospetto che una soluzione negoziata possa comportare che l’Ucraina faccia importanti concessioni alla Russia. Un’ipotesi la seconda che sarebbe in effetti l’unica che potrebbe segnare uno stop, perché farebbe uscire dalla guerra Putin a testa alta.  Ma che sarebbe di  sicuro respinta al mittente da Zelensky, che però potrebbe trovarsi nella condizione di non potere più combattere contro la Russia, come finora ha fatto, in mancanza del supporto degli americani che Trump sarebbe la prima cosa che taglierebbe. In un’intervista con Channel 4 News, Zelensky in replica a quanto affermato dall’ex presidente americano ha voluto anche lui lanciare una boutade: “Donald Trump, ti invito in Ucraina, a Kiev. A condizione che tu riesca a fermare la guerra entro 24 ore”, ha detto Zelensky, che ha descritto la retorica di Trump come al solito “molto pericolosa”.

Trump ha ripetutamente insistito di essere ben posizionato per negoziare la fine della guerra che dura da quasi due anni, affermando di avere buoni rapporti sia con i leader russi sia con quelli ucraini. Nel corso della sua carriera politica, ha spesso elogiato il presidente russo Vladimir Putin , anche dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca nel febbraio 2022. Durante una manifestazione elettorale in Georgia, pochi giorni dopo l’ingresso dei carri armati russi in Ucraina, Trump ha descritto Putin come un attore politico “intelligente” ed ha espresso ammirazione per lui.

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha messo sotto accusa Trump quando era presidente, sostenendo che avesse esercitato pressioni su Zelensky affinché portasse avanti un’indagine che avrebbe potuto compromettere la possibilità di Joe Biden di vincere le elezioni presidenziali del 2020, trattenendo al contempo 400 milioni di dollari in aiuti militari approvati dal Congresso per aiutare l’Ucraina a contrastare la Russia. Il Senato ha poi assolto Trump dalle accuse di impeachment. Ma per il leader ucraino resta una mona vagante.

Il video della deposizione di Trump vs Letitia James

Venerdì 19 gennaio, sul web è stato rilasciato il video della deposizione di Trump chiamato in giudizio dal procuratore generale, Letitia James, con l’accusa di frode civilein risposta alle richieste dei media ai sensi della legge sulla libertà di informazione di New York. Il procuratore generale di New York aveva chiesto che Arthur F. Engoron, ossia il giudice che presiedeva il processo, multasse l’ex presidente per circa 370 milioni di dollari, citando prove che dimostravano che lui aveva incassato questa somma con mezzi illegali.

Un importo di gran lunga superiore ai 250 milioni di dollari che la James aveva calcolato quando aveva intentato la causa contro Trump nell’autunno del 2022, sostenendo che aveva gonfiato il suo patrimonio netto per ottenere un trattamento preferenziale da banche e assicuratori.

Anche se il processo, iniziato in ottobre, si è concluso il mese scorso, la sentenza non è stata ancora stabilita. Il procuratore generale ha richiesto una punizione in una memoria post-processuale presentata i giorni scorsi ad Engoron, il quale ha dichiarato che tenterà di pronunciarsi sulla questione entro la fine di gennaio. La James inoltre ha anche chiesto che a Trump venga proibito di gestire qualsiasi attività nello stato di New York.

Chi ha visto il video ha descritto Trump in vari stati d’animo. Calmo, freddo, indignato. Seduto con le braccia conserte, l’ex presidente ha detto che la causa voluta dalla James fa parte di una “caccia alle streghe” contro di lui solo per fini politici. Le telecamere non erano ammesse in aula quando Trump ha testimoniato il 6 novembre, né sono state autorizzate a chiudere le discussioni del caso l’11 gennaio, quando Trump ha sfidato il giudice e si è speso in una diatriba di sei minuti dopo che i suoi avvocati avevano parlato.

Ecco i punti salienti della deposizione videoregistrata di Trump

“Non hai un caso”

Trump ha detto alla James e al suo staff: “non avete un caso”, asserendo che le banche che lei sostiene siano state raggirate da lui con valutazioni elevate non hanno subito danni, anzi sono sempre state pagate per i suoi affari e “fino ad oggi non hanno mai esternato lamentele”. “Sapete che non credo di aver mai ricevuto nemmeno una messa in mora e, anche durante il Covid, le banche venivano pagate tutte. Eppure voi mi state facendo causa a nome delle banche. E questo è pazzesco. L’intero caso è pazzesco”.

La copertura della “non responsabilità”

Trump ha affermato di non essersi mai preoccupato dei suoi rendiconti finanziari, quindi del fatto che fossero accurati o meno, perché erano accompagnati da una dichiarazione di non responsabilità.

“Il io? Il lavoro più importante del mondo”

Dopo essere stato eletto, Trump ha detto si essere stato sempre impegnato a risolvere i problemi del mondo, come impedire al dittatore nordcoreano Kim Jong-un di lanciare un attacco nucleare.”Consideravo questo il lavoro più importante del mondo e sono convinto di avere salvato milioni di vite”, ha concluso.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!

Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR)

Realizzazione: What-u Need to know what-u@what-u.com

DISCLAMER - PRIVACY