[gtranslate] Europee, alle urne trionfano le destre - WHAT-U

Sabato e domenica 8-9 giugno in Italia solo il 49,69% degli aventi diritto è andato a votare. Il più votato è stato il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni quasi al 29%, seguito dai dem a poco più del 24%. M5S, Forza Italia e Lega invece si sono fermati sotto al 10%. Risicati i numeri di Renzi e Calenda.

“Penso che sia un risultato clamoroso e tutt’altro che scontato”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni commentando il voto delle elezioni Europee. “Mi pare che quello che si vede dai risultati è che i partiti di governo, in una congiuntura così complessa sul piano economico e internazionale, soffrono e l’Italia va totalmente in controtendenza con un risultato molto importante di Fratelli d’Italia e con un maggioranza che cresce complessivamente”, ha affermato parlando con il Tg1. “Lo considero politicamente molto importante, è una risposta che aspettavo e sono felice di aver avuto. Gli italiani ci chiedono di andare avanti, ci chiedono di continuare a fare il nostro lavoro, capiscono i colpi bassi, certi metodi e sono ancora più determinata oggi a fare quello che va fatto per la nazione migliorarne le condizioni”, ha aggiunto sottolineando che “tra i grandi Paesi europei l’Italia è il governo che esce più rafforzato. Una forza che dovremo essere bravi a utilizzare per portare a casa risultati per gli italiani”. “Certi metodi e certi attacchi scomposti non funzionano, gli italiani capiscono se governi con buon senso anche quando devi fare scelte difficili. La propaganda facile non funziona”, ha quindi detto ai microfoni di Rtl 102.5. “Al di là della soddisfazione, per me – ha aggiunto la premier – ora prevale la responsabilità. Capisco quale responsabilità questa conferma degli italiani comporti. Sapere che per loro siamo sulla strada giusta è molto importante”. “I festeggiamenti, per quanto mi riguarda, quando le elezioni vanno bene durano 5 minuti. Dopo di che viene tutto trasformato in responsabilità”, ha quindi affermato. “Mi pare – ha detto ancora – che il sistema italiano stia diventando di nuovo bipolare, è una buona notizia perché in un sistema bipolare ci sono visioni del mondo distinte e contrapposte che si confrontano e sulle quali si chiede ai cittadini da che parte stare. Oggi i cittadini ci hanno detto che stanno dalla nostra parte e noi dobbiamo essere capaci di cogliere il significato di quel messaggio”. Quanto all’affluenza: “La partecipazione alle urne apre una riflessione sul ruolo dell’Europa. L’affluenza bassa è un dato che non riguarda solo l’Italia ma è un tema che colpisce tutto il Continente. È un dato che fa riflettere. L’Europa viene percepita come distante con politiche non condivise dai cittadini, si vede dai risultati”. “Penso – ha ribadito la premier – che serva un’Europa più capace di ascoltare i cittadini, meno invadente nella vita delle persone, ma che si occupi delle grandi materie che le competono. Penso che il dato di affluenza non vada visto tanto in rapporto alla nostra politica nazionale ma in rapporto a un’Europa che molti cittadini non considerano importante. Non viene percepita come una cosa che riguarda tutti i cittadini, e questa è una riflessione che l’Europa deve fare”.

All’indomani dei risultati anche Matteo Salvini ringrazia tutti in conferenza nella sede del Carroccio in via Bellerio a Milano. “Mi sono fatto due ore di sonno filate, come auspicato il risveglio è sicuramente migliore. Contano le percentuali. Ci svegliamo al 9% ed è una bella giornata di sole. La Lega”, ha detto il ministro commentando i voti della Lega che sono al di sopra del risultato delle politiche di due anni fa, siamo sopra i 2 milioni di voti”. Poi parlando del generale Vannacci ha sottolineato: ” È stato contestato, vituperato da mezzo mondo, invece in barba ai detrattori da solo ha superato mezzo milione di preferenze con un record al Nord Ovest e al Nord Est. Quando ho candidato Vannacci dicevano che ero un fesso e che la base si sarebbe rivoltata – ha aggiunto -. Ma questo mezzo milione di voti, che arrivano in buona parte da Lombardia e Veneto, arrivano dall’elettorato della Lega e non solo. Io gli ho dato la mia preferenza, ha una visione del mondo in buona parte vicina alla mia”.

Un risultato straordinario, Forza Italia cresce rispetto a tutte le ultime elezioni. Una vittoria che dedichiamo al Presidente Silvio Berlusconi, a tutti coloro che non hanno mai smesso di credere nella nostra bandiera. Da stasera, il centrodestra e il Ppe sono più forti”, ha scritto Antonio Tajani, segretario nazionale di Fi, su X, commentando le ultime proiezioni sulle europee.

Elly Schlein stanotte poco prima delle 2 si è presentata nella sala stampa del Nazareno accolta dagli applausi dei dirigenti Pd, accanto a lei Stefano Bonaccini, i capigruppo di Camera e Senato, i membri della segreteria. “E’ un risultato straordinario”, esordisce la segretaria mentre le ultime proiezione danno il Pd al 24,5%. Oltre 5 punti sopra il risultato delle politiche del 2022, sopra il 22,8 di Nicola Zingaretti nelle ultime europee del 2019 quando ancora Matteo Renzi e Carlo Calenda facevano parte del Pd. Cresce il Pd in concomitanza con FdI in una polarizzazione, nonostante il mancato confronto tv, che lascia indietro i secondi rispetto alle due leader Giorgia Meloni e Elly Schlein. Ma se Meloni una coalizione ce l’ha, Schlein deve costruirla e a questa “responsabilità” guarda già da stasera la segretaria del Pd che, con il tonfo dei 5 Stelle, è nettamente il primo partito nel campo delle opposizioni. La Schlein apre la sua dichiarazione con un ringraziamento agli elettori: “Un grande ringraziamento a tutte le persone che ci hanno dato fiducia a chi ce l’ha ridata, a chi per prima volta ha votato per noi. Se le proiezioni saranno confermate -sottolinea- è un risultato per noi straordinario, siamo il partito che cresce di più dalle politiche, la distanza da FdI si accorcia”. E poi indica il prossimo obiettivo: la costruzione dell’alternativa alla destre. Fin qui difficoltosa ma che, visti i risultati di stasera, per la segretaria dem diventa più che mai urgente: “Sentiamo ancora più forte la responsabilità che gli elettori ci hanno dato di costruire l’alternativa a questo governo. Il voto delle forze di opposizione supera quello delle forze di maggioranza al governo. Quindi noi continueremo ad essere testardamente unitari e a sentire da questa sera la responsabilità ancora più forte a costruire l’alternativa”.

“E’ una dura sconfitta che non ci aspettavamo. Avevamo una lista di candidati straordinaria, la migliore in termini di competenze tecniche che mai sia stata fatta, non è stato sufficiente perché c’è una violentissima polarizzazione che prescinde da ogni altra considerazione”. Così Carlo Calenda commentando l’esito delle elezioni Europee. Azione si è fermato poco sopra il 3%.

Ilaria Salis è stata eletta al Parlamento europeo nelle liste di Alleanza Verdi Sinistra. A darne l’annuncio sono stati i leader Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. “Questo non è che l’inizio. Ci hanno accusato di candidature a fini strumentali, possiamo dire – ha affermato Fratoianni – che abbiamo fatto bene: Ilaria Salis da stasera è un’euro parlamentare, un risultato importante”.

E nel resto d’Europa?

I partiti di estrema destra volano alle elezioni europee 2024. Dalla Francia alla Germania e l’Italia, ma anche nella più piccola Austria, le maggiori economie europee hanno visto un’ascesa della destra, mentre Partiti di sinistra e Verdi avanzano, in controtendenza, nel Nord Europa.

In Francia stravince il partito di estrema destra di Marine Le Pen

In Francia stravince il partito di estrema destra di Marine Le Pen. Il Rassemblement National ottiene il 31,47% dei voti. Più del doppio rispetto al secondo in lista, Renaissance del presidente Emmanuel Macron che, con la candidataValérie Hayer, si ferma intorno al 15%, mentre Raphaël Glucksmann (Partito socialista-Place publique), otterrebbe il 14. La France insoumise guidata da Manon Aubry avrebbe il 10,1% mentre François-Xavier Bellamy (Les Républicains) si aggiudicherebbe il 7,2 %. Marion Maréchal (Reconquête), otterrebbe il 5,5%. Seguono Marie Toussaint (Europe Ecologie-Les Verts) con il 5,3%.

Germania, vince alleanza Cdu/Csu: seconda l’Afd

L’alleanza di centrodestra Cdu/Csu ha vinto le elezioni europee in Germania seguita dall’estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) al secondo posto. Lo ha confermato l’autorità elettorale nazionale dopo lo spoglio di tutti i voti. Ha sofferto la coalizione del cancelliere tedesco Olaf Scholz, ovvero i suoi socialdemocratici (Spd) e i principali partner di coalizione a livello nazionale, i Verdi. L’Spd di Scholz ha ottenuto il 13,9% dei voti (14 seggi), mentre i Verdi sono scesi all’11,9% (12 seggi), in netto calo rispetto al risultato del 2019 del 20,5%. Il partner ella coalizione Fdp, noto per la sua posizione favorevole alle imprese, ha ricevuto il 5,2% (cinque seggi). I cristiano-democratici (Cdu) e il loro partito gemello bavarese, l’Unione cristiano-sociale (Csu) che sono all’opposizione a livello nazionale, insieme hanno ottenuto il 30% dei voti, ovvero 29 seggi. Si tratta dello stesso numero di seggi dell’attuale Parlamento europeo uscente. L’euroscettico AfD ha ottenuto guadagni significativi, ricevendo il 15,9% dei voti, rispetto all’11% delle elezioni europee del 2019, e ottenendo 15 seggi. Il neonato partito populista Sahra Wagenknecht Alliance (Bsw) ha ottenuto il 6,2% per sei seggi, mentre il partito di estrema sinistra The Left è crollato ad appena il 2,7%, ovvero tre seggi.

Bulgaria, vince alleanza filo-occidentale di centrodestra

In Bulgaria è stata l’alleanza filo-occidentale di centrodestra Gerb-Sds a vincere alle elezioni europee. Lo rivelano le proiezioni dell’istituto di ricerca Gallup International Balkan spiegando che l’alleanza guidata dall’ex primo ministro Boiko Borisov ha ottenuto il 24,5% dei voti e si prevede che occuperà cinque seggi nel Parlamento europeo. Il blocco liberale-conservatore Pp-Db, che fino a marzo ha governato in coalizione con Gerb-Sds, il Movimento per i Diritti e le Libertà (Dpd), tradizionalmente rappresentante della minoranza turca della Bulgaria, nonché il filo-russo ed euroscettico Vazrazhdane (Revival) dovrebbero occupare tre seggi ciascuno. La Bulgaria ha 17 seggi al Parlamento europeo.

Polonia, Coalizione Tusk vince con 37,1% dei voti

In Polonia la Coalizione Civica (Ko) del primo ministro polacco Donald Tusk ha vinto le elezioni europee com il 37,1 per cento dei voi. E’ quanto emerge dai risultati finali e ufficiali della commissione elettorale polacca. Il principale partito di opposizione, il nazionalista Diritto e Giustizia , ha ottenuto il 36,2% dei voti, mentre il partito di estrema destra Confederazione ha conquistato il 12,1% dei voti. I partner della coalizione di Ko al governo, il centrodestra Terza Via e la Sinistra, hanno ottenuto rispettivamente il 6,9% e il 6,3%. L’affluenza è stata del 40,7%. ”Tra questi Paesi grandi e ambiziosi, tra i leader della Ue, la Polonia ha dimostrato che qui trionfano la democrazia, l’onestà e l’Europa”, ha detto Tusk ai sostenitori. ”Sono così commosso. Abbiamo dimostrato che siamo una luce di speranza per l’Europa”, ha aggiunto.

In Slovacchia Fico ammette sconfitta, trionfa opposizione

In Slovacchia il partito del primo ministro slovacco Robert Fico ha perso le elezioni europee contro il partito d’opposizione di ispirazione liberale “Slovacchia progressista” (Ps) guidata dall’ex vicepresidente del Parlamento europeo Michal Simecka. Lo rende noto la Commissione elettorale slovacca, mentre Fico ha ammesso sui social la sua sconfitta e ha espresso ”felicitazioni al partito che ha vinto le elezioni, Slovacchia progressista”. Il partito ha preso il 27,81%, mentre lo Smer del primo ministro Fico, che ha formato il suo quarto governo lo scorso ottobre, è arrivato secondo con il 24,76% delle preferenze nonostante i sondaggi lo indicassero come favorito.

Lussemburgo, partito di destra Adr per prima volta in Parlamento Ue

Il Partito di riforma democratica alternativa (Adr) di destra lussemburghese è entrato per la prima volta al Parlamento europeo dopo aver ottenuto quasi il 12% dei voti nelle elezioni di ieri. Il Lussemburgo, uno dei paesi più piccoli ma anche più ricchi della Ue, ha sei seggi nella legislatura con una popolazione di circa 660mila abitanti. Il Partito popolare cristiano-sociale (Csv) di centrodestra del primo ministro Luc Frieden ha ottenuto quasi il 30% dei voti e invierà, come prima, due deputati al Parlamento europeo. Il Partito socialista operaio lussemburghese di centrosinistra, il Partito liberale democratico (Dp) e i Verdi invieranno tutti un deputato, secondo i risultati ufficiali diffusi questa mattina. Il Dp in precedenza aveva due seggi.

In Ungheria Orban vince ma è in calo

Fidesz, il partito del primo ministro ungherese Viktor Orban, si conferma primo partito alle elezioni europee 2024 nel Paese magiaro, ma non è un trionfo, anzi. Il partito ottiene il 44% dei consensi e lo scrutinio al 76%, ma l’elettorato ha mandato un piccolo avvertimento al governo. Si tratta, infatti, del ‘peggiore’ risultato maturato dal partito di Orban nelle cinque elezioni per il Parlamento europeo che si sono svolte nel Paese magiaro. Nel 2004 Fidesz ottenne il 47,4%, nel 2009 il 56,4%, nel 2014 il 57,1% e nel 2019 il 52,6%.

In Grecia vince l’astensionismo

Con un tasso record del 60% è l’astensionismo il principale vincitore delle europee in Grecia. Un voto che ha visto arretrare di 14 punti rispetto alle legislative dell’anno scorso il partito di centro destra del primo ministro Kyriakos Mitsotakis, Nuova Democrazia. La principale forza di opposizione di sinistra Syriza si è fermata al 14,7%, contro il 17% dell’anno scorso. Il Pasok si è piazzato al 12,9%. Il partito di destra nazionalista Soluzione Greca, che si è piazzato al quarto posto con il 9,3%.

In Belgio il premier De Croo si dimette dopo sconfitta

Il premier belga, Alexander De Croo, ammette la sconfitta del suo partito Liberali e Democratici Fiamminghi (Open Vld) alle elezioni europee e annuncia le dimissioni. Open Vld è al 5,9% nelle elezioni federali (8,1% in quelle regionali), in calo rispettivamente del 2,7% e del 5% rispetto alle elezioni precedenti. I separatisti fiamminghi si riconfermano prima forza del paese con il 17% delle preferenze mentre l’estrema destra di Vlaams Belang si ferma al 14%. Anche nella parte meridionale francofona del Paese, la Vallonia, gli elettori si sono spostati a destra, con il Movimento riformista liberale francofono (Mr) che dovrebbe diventare il principale partito con circa il 32% dei voti francofoni, a seguire i centristi di Les Engagés, strappando il monopolio del Partito socialista che ha guidato la regione per decenni.

Spagna

Il PP spagnolo, secondo gli exit poll di Sigma Dos per il canale tv spagnolo Rtve, sarebbe il partito più votato alle elezioni europee con il 32,4% dei voti e un range compreso tra 21 e 23 seggi, ma potrebbe trovarsi a pari merito con il Psoe, che otterrebbe il 30,2% e 20-22 eurodeputati sui 61 che la Spagna conta al Parlamento europeo. Vox otterrebbe il 10,4% dei voti (6-7 seggi) mentre Sumar si aggiudicherebbe il 6,3% (3-4 seggi).

Austria

In Austria vince l’estrema destra: il Partito della libertà (Fpoe) è il primo partito con il 25,5% dei voti, secondo i risultati preliminari. Secondi i popolari dell’Oevp, con il 24,7%, seguiti dai socialdemocratici del Spoe al 23,3%. E’ la prima volta che il Fpoe arriva in testa in un’elezione nazionale. I 20 seggi che spettano a Vienna nel Parlamento Europeo sarebbero così ripartiti: 6 a Id, 5 ciascuno a S&D e Ppe, due ciascuno a Verdi/Ale e Renew.

Irlanda verso voto anticipato

I partiti della coalizione di governo in Irlanda – Fine Gael, Fianna Fail e Verdi – considereranno la possibilità di convocare elezioni anticipate il prossimo autunno dopo il risultato positivo, contro le aspettative, alle europee. Il Premier e leader del Fine Gael, Simon Harris, ha ripetuto di non aver intenzione di anticipare le elezioni previste nella primavera del prossimo anno ma saranno i suoi compagni di partito e della coalizione, si prevede, a chiederlo. La leader del Sinn Fein all’opposizione, Mary Lou McDonald, si è scusata per il risultato negativo del partito alle elezioni locali (12 per cento dei voti). Il primo a chiedere le elezioni anticipate, mano a mano che arrivavano i risultati delle elezioni, è stato il deputato del Fine Gael, Michael Ring. A seguire l’esponente dei Verdi Ciarán Cuffe che ha parlato delle elezioni anticipate come di un evento “inevitabile”. “

Nord Europa a sinistra e verdi, destra arretra in controtendenza

Partiti di sinistra e Verdi avanzano nel Nord Europa, in controtendenza con l’ascesa della destra nelle maggiori economie europee dalla Francia alla Germania e l’Italia, ma anche nella più piccola Austria.

In Svezia i socialdemocratici si sono piazzati al primo posto con il 25,1%, davanti ai moderati del primo ministro Ulf Kristersson (17,4%). I Verdi hanno fatto un passo avanti con il 13,7% dei voti, salendo di 2,1 punti al terzo posto. Il partito di estrema destra Sweden Democrats ha registrato il primo calo della sua storia (-2,1 punti al 13,2%), fermandosi al quarto posto. La Sinistra ha guadagnato 4,3 punti, arrivando all’11,1%.

In Finlandia, il partito dell’Alleanza di Sinistra ha segnato un balzo ragguardevole con il 17,3% dei voti, quattro punti in più rispetto alle europee del 2019. “Non avrei mai potuto sognare cifre del genere”, ha dichiarato il leader del partito Li Andersson, assicurando al suo schieramento ben 15 seggi a Strasburgo contro l’unico seggio occupato in precedenza. La Coalizione nazionale di centro-destra del primo ministro Petteri Orpo ha ottenuto il 25% dei consensi, quasi quattro punti in più. L’estrema destra è scesa al 7,6%, con un calo di 6,2 punti, conquisterebbe un solo seggio.

In Danimarca, in un panorama politico molto frammentato, il Partito popolare socialista ha incassato il 17,4% dei voti con un incremento di oltre quattro punti; social-democratici, alla guida della coalizione di governo, sono scesi al 15,6 %, – 5,9 punti.

Si assottiglia ma tiene la ‘maggioranza Ursula

Si assottiglia ma tiene la ‘maggioranza Ursula’. Secondo la proiezione aggiornata alle 10.30 dei risultati fornita dall’Aula, la maggioranza formata da Ppe, S&D e Renew, conta 402 seggi nel Parlamento Europeo della legislatura 2024-29. Il Ppe conta 185 seggi (da 176 nella legislatura 2019-24), S&D 137 (da 139), Renew 80 (da 102). Verdi 52 (da 71), Ecr 73 (da 69), Id 58 (da 49), Sinistra 36 (da 37).

Intanto l’attuale presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha annunciato che i capigruppo dei partiti politici della Ue si riuniranno già domani per la prima volta. Il nuovo Parlamento “inizierà a funzionare immediatamente. Già martedì. I leader dei gruppi politici si riuniranno per la prima riunione della conferenza dei presidenti del Parlamento”.



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