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Il premier Giuseppe Conte
Riccardo Molinari, presidente del gruppo della Lega alla Camera dei deputati
La leader di Fdi, Giorgia Meloni

di Matteo Ciacci

Dovrebbe svolgersi a breve una riunione dei capi delegazione con il premier Giuseppe Conte e il ministro Roberto Gualtieri sul Def. L’incontro, cui parteciperà Riccardo Fraccaro, non è escluso che venga rinviato a domani. La scorsa notte, scrive Ansa, fino all’1.30 si è svolta una riunione di maggioranza con Gualtieri, per mettere a punto le tabelle del Def che dovrebbero registrare un calo del Pil intorno all’8%, un deficit poco oltre il 10% e un debito fino al 155%. Sul fronte Europa pare che la strada già tracciata dalla Commissione Ue sia quella aggiungere al prossimo bilancio Ue pluriennnale (2021-2027) un fondo temporaneo e mirato per la ripresa, il già plurinominato Recovery Funddotato di 300 miliardi di euro. Nel documento, spiega Ansa, viene indicato un pacchetto di iniziative, elaborato in vista del vertice Ue di questo pomeriggio, destinato a integrare il bilancio pluriennale Ue e a mobilitare almeno 2000 miliardi di euro per ridare slancio alle economie colpite dalla crisi. Come ? Raccogliendo sui mercati finanziari risorse per 320 miliardi di euro attraverso emissioni di obbligazioni europee da destinare per metà a prestiti e per metà a programmi ‘ad hoc’, nel quadro del bilancio pluriennale Ue, per i Paesi più colpiti dall’emergenza, uno strumento, basato sul’articolo 122.1, temporaneo e mirato a esigenze specifiche.

“Per la Germania riconoscersi nell’Unione europea è parte della nostra ragione di Stato”, ha detto Angela Merkel, parlando al Bundestag e sottolineando l’importanza della solidarietà europea. “L’Europa non è l’Europa se non si è pronti a sostenersi gli uni con gli altri, nei tempi di un’emergenza non si ha colpa”, ha affermato. “In questa crisi abbiamo anche il compito di dimostrare chi vogliamo essere come Europa”, ha aggiunto sottolineando l’urgenza della richiesta e disponibilità di un pacchetto da 500 miliardi previsto dalle misure dell’Eurogruppo. “Spero che per il 1 giugno questi soldi siano effettivamente disponibili“. La cancelliera ha sottolineato che sono importanti per le linee di credito preventive, per le Pmi e per i lavoratori in Europa, sottolineando che su alcuni aspetti servono dei passaggi parlamentari, che coinvolgeranno anche il Bundestag.   “L’Italia rischia la desertificazione del suo sistema economico e produttivo, un’ecatombe occupazionale di dimensioni e di proporzioni inimmaginabili”, ha detto Giorgia Meloni lo scorso 21 aprile durante una sua replica al Senato.”Non so che film abbia visto il collega del Rio, ma non è lo stesso film che sto guardando io.

La leader di Fdi, Giorgia Meloni

Quello che noi denunciamo da qualche anno è che l’Europa entra nella nostra vita e ne definisce ogni singolo cavillo, ma che poi sulle grandi questioni del nostro tempo non sa mai essere all’altezza economica, inutile di fronte alle crisi geopolitiche, inutile di fronte fronte all’ondata migratoria, inutile anche di fronte alla pandemia. Noi sognavamo una grande Europa politica”, ha proseguito Meloni, “e ci siamo ritrovati con un enorme banco dei pegni al quale dobbiamo andare a chiedere i soldi”

Riccardo Molinari, presidente del gruppo della Lega alla Camera dei deputati

“La situazione che sta vivendo il nostro paese è assolutamente drammatica”, ha detto nel suo intervento al Senato Riccardo Molinari, presidente del gruppo della Lega alla Camera dei deputati, con un intervento che citiamo quasi per intero, perché è quello dell’opposizione che tocca tutti i punti cruciali attualmente in discussione nel nostro Paese. “Lo sappiamo tutti ma la drammaticità si evince soprattutto fuori dando i numeri di questa tragedia, 2862 morti in provincia di Bergamo, 2532 in provincia di Milano, 2248 in provincia di Brescia, 918 in provincia di Cremona, questo solo per citare le zone più colpite da questa pandemia restando al bollettino di ieri (N.d.R. 20 aprile 2020). Per non dimenticare le altre migliaia di persone che sono mancata l’affetto di loro cari in tutta Italia, questa tragedia è veramente come un bombardamento. Il Parlamento ha rivendicato un coinvolgimento dell’opposizione della minoranza”, ha proseguito Molinari, “però vede signor presidente Conte noi riteniamo che invece il Parlamento sia stato esautorato del suo ruolo sia per quanto riguarda l’emergenza economica sia per quanto riguarda l’emergenza sanitaria perché non pensiamo che delle informative del Ministero della Salute che a cose fatte ci informavano di cosa succedeva si possano intendere come un coinvolgimento. Io devo dare delle risposte a quelle migliaia di famiglie che hanno perso i loro cari”, ha aggiunto Molinari chiedendo a Conte in ascolto in aula, “secondo lei chi dobbiamo indicare come responsabile dato che il governo agito senza mai consultarsi col Parlamento? Chi dobbiamo indicare come responsabile nel momento in cui un vostro consulente dice che quella partita non si doveva giocare e un altro dice che già avevate il quadro di quello che sarebbe successo?“. Poi Molinari parlando della riunione dell’Eurogruppo che si terrà oggi ha aggiunto: “Voi vi trincerate dietro al fatto che quella di dei prossimi giorni (N.d.R. quella di oggi) sarà una riunione informale dell’Eurogruppo, esattamente com’era informale quella a cui ha partecipato Gualtieri, invece si sbaglia visto che abbiamo sentito tutti i telegiornali che parlano della centralità di questo vertice, perché sarà un vertice in cui verranno confermati gli strumenti che saranno utilizzabili per affrontare la crisi Covid. Molinari ha anche sottolineato la mancanza di una linea comune del Governo.”Il PD vuole il Mes, i 5 Stelle gli Eurobond, senza capire esattamente quali, perché accusa l’ex ministro Garavaglia, ma non si sono ancora accorti che gli Eurobond che devono essere votati dal Parlamento Europeo, sono un’altra cosa rispetto ai Recovery Funds. Oppure la linea è quella di Di Battista c’è quella di mandare a quel paese l’Europa e farci colonizzare dalla Cina?“.

Poi citando la riunione dell’Eurogruppo del 9 di aprile, alla quale ha presenziato il ministro Gualtieri, sottolineando il perimetro di azione definito in quella sede Molinari ha detto: “Da quella riunione sono usciti i 100 miliardi dei Sure, i 200 miliardi della Bei e la possibilità di utilizzo del Mes con condizionalità meno pressanti per un totale di circa 36 miliardi di euro per il nostro Paese. Noi”, ha sottolineato Molinari, “abbiamo detto che da quell’accordo non faceva l’interesse dell’Italia, dicendo esattamente quello che hanno detto anche il premier olandese e i colleghi tedeschi”. ricordando anche la contrarietà di Conte al Mes

Molinari poi ha criticato Conte per il suo discorso contro le opposizioni fatto senza che ci fossero opportunità di replica. “Lei cosa il Venerdì Santo invece che andare in televisione a dire che toglieva la fiducia al ministro Gualtieri, perché evidentemente era andato in Europa dire cose che lei non condivideva, ha utilizzato la TV di Stato per fare un comizio contro l’opposizione, per avvelenare ancora di più il clima, ha usato la TV di Stato per dividere ancora di più questo Paese, che tanto soffre, fondamentalmente non smentendo quello che dicevamo noi”.

E citando di nuovo il Mes Molinari ha proseguito: “Il tema non è chi ha approvato il Mes nel 2012, ma il tema è chi sta decidendo che il Mes adesso possa essere utilizzato per intervenire a sostenere i paesi colpiti dal Covid e visto che gli strumenti sono Bei, Mes e Sure, dato che di Eurobond e di Coronabond non c’è traccia, vuol dire che questo governo sta dicendo all’Europa che se abbiamo bisogno di liquidità per spesa corrente dal Mes la prenderemo, perché non ci sono altri strumenti nell’accordo

Dobbiamo pensare a degli strumenti che non comportino la modifica dei trattati. Questo è quello che stiamo proponendo da settimane. Esiste già una Banca Centrale Europea, esistevano già misure che sono state avviate da Draghi che sta portando avanti la presidente della Bce per l’acquisto dei titoli di Stato dei paesi. Chi è che decide qual è il pacchetto di titoli di Stato che si devono comprare? Gli organismi a cui lei partecipa signor presidente del consiglio”, ha ribadito Molinari. “Non inventiamoci delle modalità nuove per far strozzinare l’Italia perché sia con la Bei o il Sure o il Mes sempre lì andiamo a parare, perché quando tu sei debitore verso il Mes, non esiste la ‘non condizionalità del Mes’, sono i creditori che in qualsiasi momento decidono le condizioni di rientro del credito, quindi se noi prendiamo quei 36 miliardi, non solo non ci basteranno per mettere a posto la sanità e non ci basteranno per mettere a posto l’economia, ma siamo certi con domani ci troveremo la Troika in casa che ci imporrà dei tagli alle pensioni, alla spesa pubblica, agli investimenti, alla spesa sociale per 36 miliardi, quando possiamo benissimo lavorare perché ci sia un acquisto massiccio dei titoli di stato da parte della Banca Centrale Europea che monetizzi il debito esattamente come sta facendo la Fed negli Stati Uniti, esattamente come stanno facendo le banche centrali di tutto il mondo, e avviare una campagna di acquisto dei titoli di stato Italiano incentivando i risparmiatori ad acquistarli e non proponendo la patrimoniale come fa il Partito Democratico che altro non farà che fare scappare ancora di più quelli che i soldi ce l’hanno. Noi pensiamo di creare dei titoli che incentivino gli investitori ad acquistarli con degli incentivi fiscali”.

Molinari poi ha fatto un rewind sui tagli della spesa pubblica e sociale: “I tagli della spesa pubblica, della spesa sociale sono partiti proprio col Governo Monti che di certo non ha sostenuto la Lega. Tutto è partito col decreto ministeriale 70 del 2012, che tanto per intenderci ha tagliato dal 5 al 27% il personale sanitario nelle regioni italiane, ha tagliato dal 4% al 13% i medici di base, dal 2 al 29% i posti letto negli ospedali. In Italia ora abbiamo 3,2 posti letto ogni 1000 abitanti, la media Europea è di 5, questo l’ha votato il Parlamento e chi appoggiava il governo Monti, che sono i nuovi alleati della Lega (N.d.R. il Partito Democratico), quelli che hanno smantellato la sanità pubblica”. Poi sul fronte occupazionale Molinari ha aggiunto: “Nel bel mezzo di questa pandemia ci siamo resi conto del dramma dell’operaio che perde il lavoro perché la fabbrica delocalizza in Cina, in Sudamerica, il dramma dell’imprenditore che deve chiudere la fabbrica perché non può più fornire i pezzi di ricambio, ci siamo resi conto di cosa significhi non avere in Italia la produzione industriale per i settori strategici, non avere in Italia la possibilità di fare le mascherine, non avere in Italia la possibilità di fare i tubi per intubare la gente e dover rincorrere i fornitori in giro per il mondo come dei pazzi per salvare la vita alle nostre persone perché non abbiamo più una fabbrica in Italia che produca questi strumenti. Allora presidente Conte all’Eurogruppo parli di come far tornare la produzione industriale strategica in Italia e di come tutelare il nostro mercato dalla concorrenza dei mercati come la Cina. Questa è l’Europa che dovrebbe rinascere dopo il Covid, un’Europa che non pensa come strozzare l’Italia con i prestiti, m che pensa come far sì che quello che è successo qua e nel resto d’Europa non ricapiti più”.

Il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli

Oggi il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli ha detto: “Siamo ad un tornante decisivo, siamo chiamati ad assumerci una grande responsabilità nei confronti dei nostri cittadini che stanno affrontando momenti difficili e che si aspettano una risposta concreta e adeguata alla gravità della situazione. Alcuni dati possono fornirci una fotografia dell’Europa di oggi, il settore automobilistico prevede una flessione della domanda tra il 7 e 9 per cento nei 4 principali mercati europei, il settore tessile stima una perdita del 50 per cento delle vendite, solo in Francia 4 milioni di lavoratori hanno già avuto accesso al sussidio di disoccupazione, 
in Spagna il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 20 per cento della forza lavoro, l’agroalimentare italiano stima una perdita di 4 miliardi di euro, per i vivaisti olandesi il commercio si è ridotto del 70 per cento con perdite intorno ai 2 miliardi di euro,  il settore turistico europeo subirà un impatto senza precedenti, perdite di reddito del 50 per cento per alberghi e ristoranti e 90 per cento per le compagnie di trasporto navale e aereo. Questa crisi colpirà più duramente i lavoratori non qualificati e temporanei, dove è più forte la componente di lavoratrici donne, le famiglie più povere e vulnerabili, trasformando una crisi finanziaria ed economica in una vera e propria emergenza sociale.  Lo sforzo complessivo messo in campo dall’Unione Europea e dagli Stati Membri”, ha proseguito Sassoli, “non basterà per far fronte a una crisi dalle dimensioni inedite. Non si tratta solo di mettere in campo le risorse necessarie, ma sarà fondamentale che tutti abbiano gli strumenti necessari per proteggere i propri cittadini, stabilizzare i mercati e rilanciare le proprie economie. Questo è il momento dell´unità. Il mercato europeo è unico, se non ripartiremo insieme nessuno potrà pensare di rilanciare economie che sono profondamente interconnesse e fortemente interdipendenti tra di loro. Come possiamo pensare che per esempio l´industria automobilistica possa ripartire in un solo paese senza la componentistica prodotta in un altro stato membro e senza un mercato interno in grado di assorbire la produzione. È giunto il momento di andare oltre la logica di ognuno per sé e rimettere al centro la solidarietà che sta al cuore del progetto europeo”. 

Poi Sassoli parlando del Mes ha aggiunto: “Le istituzioni dell’UE hanno già costruito una rete di sicurezza per fornire la liquidità necessaria per fronteggiare la crisi nell’immediato con il MES per le necessità sanitarie, con il meccanismo SURE, per far fronte alla disoccupazione e con la BEI che darà ossigeno alle PMI. Tutto questo è fondamentale come intervento d’urgenza, ma sappiamo benissimo che la sfida vera che abbiamo davanti è pensare all´uscita dalla crisi e alla ripresa”.


“Il Parlamento europeo”, ha proseguito Sassoli, “si è espresso, nella scorsa plenaria, a grande maggioranza in favore di una risposta straordinaria a sostegno di un piano massiccio di investimenti per favorire la ripresa e la ricostruzione dell´economia europea che dovranno essere finanziati da un QFP notevolmente rafforzato attraverso fondi dell’UE esistenti, ma anche tramite strumenti finanziari innovativi tra i quali anche recovery bonds garantiti dal bilancio europeo. Ora più che mai appare necessario rinegoziare un paniere di risorse proprie a partire dalla webtax, come indicato dalla Presidente Von der Leyen, ed altre risorse come ad esempio un contributo dai ricavi del sistema ETS o un’imposta sulla plastica non riciclata“. 


“L’idea di un fondo dedicato per la ripresa è un’ipotesi sulla quale siamo pronti a lavorare purché sussistano condizioni che il Parlamento considera imprescindibili. Innanzitutto l’ancoraggio di questo fondo al QFP è la condizione necessaria per una risposta comunitaria e di lungo respiro a questa crisi. Per noi, la soluzione dovrà essere comunitaria. Il Parlamento europeo in qualità di rappresentante dei cittadini e autorità di bilancio farà la sua parte e si aspetta di essere pienamente coinvolto. Ciò di cui abbiamo bisogno, come detto anche dai Presidenti Michel e Von der Leyen nella road map presentata oggi, è un vero e proprio piano Marshall per finanziare la ripresa, basata sulle grandi priorità che avevamo già individuato insieme. Mi riferisco al Green Deal, alla trasformazione digitale e alla riduzione delle disuguaglianze sociali. Ci aspettiamo quindi che la capacità del Fondo sia concretamente adeguata alla dimensione reali della crisi”


“Per la ripresa però non possiamo aspettare a lungo”. ha sottolineato Sassoli. “I cittadini, le imprese, le comunità locali hanno bisogno di disporre fin da subito delle risorse per mettere in sicurezza il tessuto economico e sociale dei loro territori”.

“Il probabile deterioramento dell’esposizione sui debiti sovrani di alcuni paesi richiede soluzioni basate su prestiti, ma anche sulle sovvenzioni. Non possiamo aspettare che le risorse siano mobilizzate dal prossimo gennaio. Come già successo in occasione del piano Juncker si potrebbe valutare un intervento ponte di garanzia offerto dalla BEI per assicurare l´immediata operatività del fondo”


“Viviamo un momento di grande fragilità che ci espone a rischi di ingerenze e acquisizione di asset strategici per l´UE”, ha proseguito Sassoli. “Auspico che tutti i Governi, sulla base dei meccanismi previsti dalla commissione europea, collaborino per proteggere lo spazio europeo e il nostro patrimonio”

“Il mondo che uscirà dalla crisi sarà un mondo diverso. Il progetto europeo dovrà raccogliere questa occasione per dare il ritmo di questo tempo nuovo. È necessario più che mai che l’Europa sia all’altezza dei propri valori che sono, insieme allo stato di diritto, il fondamento del progetto comune dell´ Unione europea”, ha concluso Sassoli.


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