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di Henri Chaplin

In soli 9 giorni a Wuhan sono stati eseguiti test su oltre 6,5 milioni di residenti con l’obiettivo di verificare lo stato dei contagi per prevenire una seconda ondata di Covid-19. Lo screening di massa, iniziato il 14 maggio, è stato voluto dal governo di Wuhan dopo la scoperta di nuove infezioni, che hanno allarmato le autorità sanitarie. Il cluster si è sviluppato le scorse settimane all’interno di un complesso residenziale, nel quartiere di Sanmin, nel distretto di Dongxihu, dove sono stati riscontrati 7 casi di contagio, e tanto è bastato per far rivivere agli undici milioni di abitanti della Capitale dell’Hubei l’incubo dei mesi scorsi.

Dal 15 maggio campioni di tampone sono stati raccolti testando oltre nove milioni di persone residenti a Wuhan

Le autorità locali hanno istituito 231 punti di raccolta di campioni in tutta la città e alla fine dei test pare che in totale siano stati identificati solo 189 pazienti asintomatici, un numero eccezionalmente esiguo, tanto da fare pensare male di tutta questa faccenda. I funzionari della Wuhan Health Commission hanno dichiarato che il rapporto ufficiale dei test di massa verrà reso pubblico nei prossimi giorni. A questo punto viene spontaneo domandarsi come mai ora la Cina reagisca con tanta prontezza dopo la scoperta di soli 7 casi, arrivando persino al punto di testare oltre 6,5 milioni di residenti quando all’inizio della pandemia, come era accaduto anche con la SARS, ha provato prima a nascondere poi a calmierare gli effetti provocati dal Covid-19, tra l’altro con l’aggiunta di strane sparizioni, motivo per cui ora Trump accusa la Cina di avere la colpa della diffusione di questa malattia, che da epidemia si è trasformata in pandemia. Wuhan ha registrato un totale di 50.340 casi confermati di COVID-19 e almeno 3.869 decessi. Più di 46.000 pazienti sono stati dimessi dagli ospedali. Come mai prima non sono stati presi provvedimenti eccezionali come quelli attuali?

Paura ad Hong Kong

Ad Hong Kong contagiata una donna che lavorava in un magazzino alimentare è risultata positiva al Covid-19. Parlando a una conferenza stampa la drssa Chuang Shuk-kwan, capo delle malattie trasmissibili del Center for Health Protection, ha parlato di altri due casi di contagi, sempre 2 donne, riscontrati ad aprile, e non ha escluso la possibilità della trasmissione sul posto di lavoro.


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