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A luglio si registra un’inflazione negativa per il terzo mese consecutivo (non era così da maggio 2016). Questo andamento continua a essere la sintesi di dinamiche opposte (forti flessioni, seppur meno ampie rispetto a giugno, dei prezzi degli energetici regolamentati e crescita, più debole rispetto al mese precedente, di quelli degli alimentari). Il contestuale indebolimento dell’aumento dei prezzi dei servizi (causato per lo più da quelli relativi a trasporti e da quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona), rallenta l’inflazione di fondo che perde due decimi di punto, sia al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia al netto dei soli energetici.

L’inversione di tendenza registrata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) da -0,4% a +0,9%, è dovuta alla dinamica dei prezzi di ‘abbigliamento e calzature’ la cui variazione tendenziale sale da +0,4% a +18,7% a causa dell’inizio posticipato dei saldi estivi (il primo agosto 2020; è stato il primo luglio nel 2019) deciso in un indirizzo della Conferenza delle Regioni di maggio 2020 alla luce delle valutazioni espresse a fronte dei problemi prodotti dall’emergenza sanitaria.

Ciò ha comportato che il consueto calo congiunturale dei prezzi di ‘abbigliamento e calzature’ che si registra ogni anno fosse quest’anno molto meno ampio (-6,4%) di quello di luglio dello scorso anno (-20,9%). La diversa ampiezza delle variazioni congiunturali si è quindi riflessa sulla dinamica tendenziale della divisione di spesa, che accelera di oltre 18 punti provocando un’inversione di tendenza dell’indice generale IPCA. A parità di altre condizioni, questa improvvisa accelerazione è destinata quindi ad esaurirsi già nel mese di agosto.

Il calo congiunturale che si è comunque registrato nel mese di luglio di quest’anno è dovuto al fatto che, rispetto all’indirizzo della Conferenza delle Regioni che fissava al primo agosto l’inizio dei saldi stagionali, Calabria e Sicilia hanno avviato le vendite promozionali già dal primo luglio, mentre il Lazio, la Toscana e le Marche hanno autorizzato le vendite promozionali già nei 30 giorni precedenti l’inizio dei saldi.

Ecco in sunto i dati di Istat:

  • Secondo le stime preliminari, nel mese di luglio 2020 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile e dello 0,3% su base annua (da -0,2% del mese precedente).
  • L’inflazione negativa continua a essere determinata per lo più dagli andamenti dei prezzi dei Beni energetici, che registrano però una flessione meno marcata (da -12,1% a -9,7%), sia nella componente regolamentata (da -14,1% a -12,0%) sia in quella non regolamentata (da -11,2% a -9,0%). L’ulteriore decimo di punto in meno registrato a luglio si deve quindi sia al rallentamento dei prezzi dei Beni alimentari (da +2,3% a +1,5%, a causa prevalentemente di quelli degli Alimentari non lavorati, che passano da +4,1% a +2,5%) sia all’ampliarsi della flessione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,1% a -0,9%).
  • L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano entrambe, rispettivamente da +0,7% a +0,5% e da +0,9% a +0,7%.
  • L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a -0,1% per l’indice generale e a +0,7% per la componente di fondo.
  • Rallentano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,1% a +1,5%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto registrano una variazione tendenziale nulla (da +0,1%).
  • Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una diminuzione congiunturale di -0,6% e una crescita dello 0,9% su base annua (da -0,4% del mese precedente).
  • L’inversione di tendenza dell’IPCA si deve ai prezzi di Abbigliamento e calzature la cui crescita su base annua accelera nettamente da +0,4% a +18,7%. È una dinamica dovuta all’avvio posticipato dei saldi estivi (dei quali il NIC non tiene conto) rispetto allo scorso anno (primo agosto nel 2020 nella maggior parte delle regioni; primo luglio nel 2019), che causa un calo congiunturale dei prezzi di Abbigliamento e calzature molto meno ampio (-6,4%) di quello di luglio 2019 (-20,9%) e un confronto tra un luglio 2020 con i ribassi stagionali solo in poche regioni e un luglio 2019 con i saldi diffusi su tutto il territorio nazionale.


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