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di Paola Sassetti

Sono parole amare quelle di Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione delle vittime della Strage di Bologna, dal palco di Piazza Maggiore e ricordando gli omicidi commessi dagli ex terroristi dei Nar, Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, e gli ergastoli a cui sono stati condannati. “È sconvolgente il trattamento di favore di alcuni responsabili, ricompensati lautamente per il loro silenzio. Non hanno mai collaborato, oggi sono pienamente liberi e spesso trattati come star”, ha detto. “I risultati della maxi-indagine sui mandanti confermano che quel vile attentato fu una bomba nera, pensata dai vertici della P2, eseguita dalla manovalanza fascista dei Nar, protetti da uomini della P2, inseriti nei punti nevralcici dei Servizi segreti”, ha aggiunto.

Paolo Bolognesi
(ph. Bologna Today)

“Si voleva colpire la Bologna la rossa. Ma nel loro progetto criminale di potere, esecutori e burattinai fecero un solo errore. Non tenere conto della reazione dei cittadini di Bologna”, ha sottolineato.”Sono passati 40 anni e finalmente il nostro desiderio di avere verità comincia a realizzarsi possibile, grazie al lavoro della Procura generale di Bologna che, ha seguito il denaro di Licio Gelli e analizzato la mole digitalizzata di atti che gli abbiamo fornito”, ha concluso Bolognesi. “Le scuse” da parte dello Stato “sono le uniche parole che hanno una parvenza di decenza, dopo 40 anni di dolori immutabili vissuti dai familiari si può solo chiedere scusa”, ha detto il viceministro dell’Interno Vito Crimi.

La presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati: “Basta con i silenzi o con gli ‘omissis'”

 “È tempo di aprire i fascicoli. È tempo di toglierli dai cassetti. Bologna non è più soltanto un caso giudiziario: è diventata un argomento storico. E la storia non si scrive con i segreti di Stato, con i silenzi o con gli ‘omissis’. La storia si scrive con l’inchiostro indelebile della verità”, ha detto la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Il presidente della Camera Roberto Fico: “Desecretazione e pubblicazione degli atti acquisiti dalle commissioni parlamentari”

“Occorre non soltanto ricercare la verità sulle singole stragi, ma fare anche luce piena su quel disegno unitario – la cosiddetta “strategia della tensione” – alla base degli attentati che hanno insanguinato il nostro Paese. È questo il senso della vasta opera di desecretazione e pubblicazione degli atti acquisiti dalle commissioni parlamentari di inchiesta che la Camera dei deputati sta operando”, ha dichiarato il presidente della Camera Roberto Fico. “Occorre rafforzare l’impegno di tutte le istituzioni coinvolte in questo percorso di verità e trasparenza essenziale per la salute della democrazia. Verità e giustizia rappresentano un compito non negoziabile di uno Stato realmente democratico”.

Sergio Mattarella, riafferma l’esigenza della verità

“In occasione del quarantesimo anniversario della strage della stazione, che provocò ottantacinque morti e oltre duecento feriti, a distanza di pochi giorni dalla mia visita a Bologna e dall’incontro nel luogo dell’attentato, desidero riaffermare la vicinanza, la solidarietà e la partecipazione al dolore dei familiari delle vittime e alla città di Bologna, così gravemente colpiti dall’efferato e criminale gesto terroristico. Riaffermando, al contempo, il dovere della memoria, l’esigenza di piena verità e giustizia e la necessità di una instancabile opera di difesa dei principi di libertà e democrazia”, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il premier Giuseppe Conte: “Siamo al fianco dei familiari”

“Siamo al fianco dei familiari, di chi crede nello Stato, dei magistrati impegnati a squarciare definitivamente il velo che ci separa dalla verità. Lo dobbiamo alle 85 vittime innocenti, lo dobbiamo a noi stessi”, ha scritto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Twitter.

Il reato di depistaggio che Bolognesi ha trasformato in legge

Il 5 luglio del 2016, la Camera ha approvato in via definitiva la proposta di legge di Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione vittime della strage di Bologna, inerente ‘il reato di depistaggio’. Con 325 sì, un solo no e 14 astenuti la legge ha ottenuto la benedizione del Parlamento. Cosa prevede? Il carcere per chi compie questo reato da 3 a 8 anni, che salgono a 12 quando è commesso in un processo per reati gravi come la strage.


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